La radioterapia, insieme alla chirurgia e alla chemioterapia, è uno dei
trattamenti più diffusi utilizzati per la cura dei pazienti affetti da
tumore. L’efficacia del trattamento radiante risulta dalla capacità di
somministrare una dose adeguata di radiazione al “target” neoplastico
riducendo al minimo l’irradiazione ai tessuti sani adiacenti.
Il recente sviluppo di dispositivi tecnologici dedicati alla
radioterapia, associati al perfezionamento degli studi di imaging, e ad
una maggiore comprensione degli effetti biologici a breve e a lungo
termine delle dosi somministrate, ha apportato ulteriori miglioramenti
dei risultati clinici nei pazienti irradiati. Proprio in questo ambito
la radiochirurgia stereotassica rappresenta il più rilevante progresso
tecnologico terapeutico nell’ambito della moderna radioterapia.
Tra i dispositivi attualmente in uso in radiochirurgia, Cyberknife
rappresenta un’ulteriore rivoluzione nella cura dei tumori in quanto,
sfruttando la robotica con un avanzato sistema di guida basato su
immagini, è dotato di un "braccio" mobile che permette un orientamento
del raggio fino a 1200 posizioni diverse. Questo fa sì che la zona
malata sia centrata con elevata precisione e che durante l'intervento
vengano del tutto preservati i tessuti sani circostanti. E' da
sottolineare, inoltre, che per centrare il bersaglio la macchina
utilizzi le immagini di Tac, PET e RMN acquisite prima del trattamento
per focalizzarsi con la massima precisione sull'anatomia della lesione
da distruggere. Uno degli aspetti salienti di questa tecnologia
innovativa è costituita dal fatto che il sistema CyberKnife compensa i
movimenti anche impercettibili del paziente, garantendo così un
elevatissimo grado di precisione.
Il CDI si è dotato di questa straordinaria apparecchiatura grazie alla
convenzione con l'Istituto Neurologico Besta e l'Ospedale San Carlo di
Milano e al supporto della Regione Lombardia, e oggi CyberKnife viene
utilizzato in presenza di patologie neoplastiche, benigne e maligne,
oltre che di malformazioni vascolari, evitando l’ospedalizzazione del
paziente.
«Questa tecnologia - spiega il dott. Giancarlo Beltramo,
responsabile del servizio di radioterapia CDI - risulta
particolarmente efficace nel trattamento delle patologie tumorali anche
quando esse sono posizionate in zone critiche, come il cervello e la
colonna vertebrale, rappresentando una valida alternativa non invasiva
all'intervento chirurgico. La sua evoluzione e lo sviluppo della
metodica CyberKnife ha reso possibile l’elaborazione di nuovi protocolli
terapeutici, indirizzati al trattamento di patologie extracraniche,
quali le neoplasie del polmone, del pancreas del fegato e della
prostata. Inoltre, è da sottolineare che, sia la preparazione sia lo
stesso trattamento, non richiedono ricovero e, quindi, il disagio del
paziente è minimo. L'assenza di ricovero consente, quindi, per prima
cosa di effettuare più sedute di terapia sullo stesso paziente, con
evidenti vantaggi se pensiamo, ad esempio, alla situazione di un
paziente affetto da metastasi tumorali che compaiono in tempi successivi
nel corso della sua storia clinica. Venendo meno l'ospedalizzazione del
paziente, si verifica inoltre una riduzione dei costi rispetto alle
altre terapie chirurgiche».
«Confermata la buona efficacia del ritrattamento su sedi critiche
quali la colonna vertebrale - precisa la dott.ssa Laura Fariselli,
responsabile del progetto CyberKnife - oggi anche pazienti
longosopravviventi, già precedentemente trattati per tumori, possono
avere, grazie a questa tecnologia, la possibilità di usufruire
nuovamente di un trattamento radiante selettivo e non tossico».
Attualmente Il sistema CyberKnife è stato impiegato e studiato con
successo per il trattamento di oltre 7.000 pazienti in tutto il mondo
che presentavano patologie neoplastiche nel sistema nervoso centrale,
nella colonna vertebrale, nei polmoni.
CyberKnife: i risultati del CDI
Nel corso del periodo 1 giugno 2007 – Luglio 2008 la quantità totale di
prestazioni di radiochirurgia erogate con Cyberknife è aumentata
progressivamente, con un numero totale di pazienti trattati pari a 489.
La prestazione è stata erogata a 234 pazienti (60%) provenienti dalla
Regione Lombardia verso 39% (193 pazienti) inviati dalle altre Regioni.
L’Istituto Besta e l’Ospedale San Carlo hanno collaborato
nell’arruolamento di 428 pazienti pari, al 88% dei pazienti trattati con
Cyberknife verso un 11% (56 pazienti ) arruolati dall’Istituto Europeo
di Oncologia.
Il 73% dei trattamenti eseguiti pari a 359 pazienti è stato effettuato
su pazienti affetti da patologie benigne e maligne del Sistema nervoso
Centrale verso un 27% (130 pazienti) che hanno usufruito di tale
prestazione per tumori disseminati nelle rimanenti regioni del corpo.
L’analisi di questi risultati ha permesso di sviluppare
un’implementazione della tecnica di trattamento ed una maggiore
comprensione della risposta alle dosi somministrate sia al bersaglio
neoplastico sia ai tessuti sani adiacenti. Il vantaggio clinico dei
trattamenti con Cyberknife è riassunto nell’elaborazione di 55 lavori
scientifici, tra abstract e pubblicazioni, numerose partecipazioni a
congressi nazionali ed internazionali, che hanno documentato non solo
l’efficacia e la fattibilità della cura con Cyberknife ma il
conseguimento di risultati sovrapponibili a quelli presenti in
letteratura con altre tecniche radioterapiche.
«La diffusione dei soddisfacenti risultati conseguiti grazie a
Cyberknife - precisa il prof. Andrea Casasco, Direttore
Sanitario del CDI - inerenti il controllo locale della malattia, la
sopravvivenza e la ridotta tossicità, anche tramite il confronto con i
risultati presenti in letteratura ottenuti con le tecniche di
trattamento radioterapico convenzionali, ha incrementato la domanda di
trattamenti di radiochirurgia con questa tecnologia non solo per
patologie cerebrali, ma sempre più frequentemente anche per neoplasie
disseminate in tutto il corpo. E questo non solo in ambito Regionale ma
anche a livello nazionale. Per questo, ponendo sempre al centro di ogni
nostra attività i diritti del paziente, siamo sempre più consapevoli
dell'importanza di continuare ad essere un partner affidabile per la
Regione Lombardia e per il servizio pubblico, in linea con gli
orientamenti più avanzati in materia di tutela della salute».