Sono circa 180 le
Associazioni Italiane che lavorano a fianco delle persone affette da
malattie rare e fanno sentire la loro voce attraverso la Guida delle
“Associazioni Italiane Malattie Rare” dedicata ai pazienti, ai loro
familiari, ai medici e quanti operano nell’assistenza.
Promossa da Orphanet Italia con il coordinamento di UNIAMO FIMR onlus e
in collaborazione con Farmindustria, la pubblicazione è di grande
importanza perché testimonia l’impegno, la fatica fisica, la generosità,
la sofferenza, ma anche la speranza dei malati. In Europa sono circa
6.000 le malattie rare, colpiscono milioni di persone, parte delle quali
in Italia.
L'80% delle malattie rare, con casi che interessano il 3-4% delle
nascite, ha un'origine genetica ed è dalla ricerca farmaceutica
biotecnologica che possono arrivare i maggiori contributi per la loro
cura. L'altro 20% è conseguenza d’infezioni, batteriche o virali, o
allergie, oppure è dovuto a cause degenerative o di origine autoimmune.
Nel 75% dei casi ad essere colpiti sono i bambini. I sintomi possono
sorgere alla nascita o nell'adolescenza. La diversità nei sintomi, oltre
che da malattia a malattia, può variare da paziente a paziente. La
difficoltà dei malati a ottenere una diagnosi appropriata e tempestiva
dipende da diversi fattori correlati proprio alla rarità.
In particolare:
le strutture sanitarie non sono ancora del tutto sufficienti;
è abbastanza frequente che la diagnosi avvenga in ritardo rispetto
all'esordio della patologia;
la difficoltà a condividere esperienze cliniche determina criteri
diagnostici non sempre omogenei;
la “rarità” delle patologie rende difficoltosa la realizzazione di studi
clinici significativi.
“Nell’immaginario comune – spiega il Professor Bruno
Dallapiccola, Presidente di Orphanet Italia - ‘la mosca bianca’ è
sinonimo di qualche cosa di raro. Per questo l’abbiamo scelta come
simbolo della nuova edizione del libro. Tuttavia, a differenza della
mosca bianca, che esemplifica una condizione individualmente rara, le
circa 6.000 malattie rare fanno assumere a questo problema dimensioni
drammatiche e di assoluta rilevanza sociale, mancano spesso linee-guida
di riferimento, la terapia è in molti casi poco efficace o non
disponibile; possono essere croniche, evolutive e progressive; la loro
gestione è costosa e può portare a un impoverimento delle famiglie.”
Neanche una rete sanitaria di buon livello, come per ammissione
generale, è quella italiana, può fornire risposte adeguate ad una
popolazione di malati così ampia e così variegata per i sistemi
coinvolti e per la gravità dei sintomi clinici. A queste carenze cercano
di fare fronte, e ci riescono in molti casi con successo, le
Associazioni di volontariato delle malattie rare.
“La Guida alle Associazioni Italiane Malattie Rare – afferma
Renza Barbon Galluppi, Presidente della Federazione Italiana
Malattie Rare UNIAMO FIMR onlus - testimonia un successo e un
bisogno: il successo è la conseguenza dell’interesse sempre maggiore che
il tema delle malattie rare e dei farmaci orfani riscuote, non solo tra
i pazienti e gli operatori ma anche tra i cittadini e i decisori
pubblici. A sua volta l’interesse scatena il bisogno di conoscenza:
saperne di più, cercare le risposte alle proprie domande, fornire
informazioni corrette ed aggiornate. E’ proprio questo il segnale forte
che danno le numerose Associazioni: fare crescere nel nostro Paese la
cultura delle malattie rare, tutelare i diritti esigibili dell’individuo
e perseguire il miglioramento della qualità di vita delle persone
colpite da malattie rare”.
La ricerca su queste patologie è viva, anche se i tempi e i risultati
sono spesso inadeguati alle aspettative e alle necessità delle persone
malate.
“I malati rari in Europa sono 30 milioni - ricorda Sergio
Dompé, Presidente di Farmindustria.
Una priorità di salute pubblica che richiede l’impegno comune di
Istituzioni, Medici, Associazioni dei malati, Centri di Ricerca e
imprese del farmaco. Solo attraverso un network pubblico/privato esteso
ed efficiente è infatti possibile diffondere la conoscenza delle
malattie rare, accelerare la scoperta di nuove terapie, migliorare la
diagnosi, la cura e l’assistenza.
Grazie ai passi fatti in questa direzione, sono oggi oltre 300 i farmaci
orfani in sviluppo: una crescita cui partecipa anche l’Italia con
aziende – piccole e grandi – leader in campo internazionale nelle
Scienze della vita.
In linea con questo impegno, Farmindustria sostiene la Guida come
ulteriore segnale della volontà di dare risposte a chi soffre e a chi è
loro vicino”.