Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 17/10/2008

 

I lavori che sono a rischio allergia


Le allergie nel mondo e anche in Italia sono in aumento costante, il 23% della popolazione ne è colpita, quasi 1 su 4. Le cause comuni sono l’inquinamento, l’ereditarietà, lo stile di vita occidentale con una sempre maggiore igiene che favorisce l’insorgenza di alcune forme allergiche, dermatiti atopiche, in testa. Sono soprattutto i bambini le nuove vittime di questo incremento con un trend che è cresciuto negli ultimi anni sino al 35%. si calcola che nel 2020, 1 su 2 soffriranno di patologie allergiche e saranno 50% i piccoli colpiti da rinite allergica. "Alcune forme di dermatiti atopiche presenti nel bambino, tendono a ridursi in età adulta – sottolinea il Prof. Angelo Passaleva Presidente uscente delle SIAIC – mentre è variata negli anziani e in età matura l’insorgenza di malattie allergiche e di asma bronchiale anche dopo i 50 anni. In precedenza non si avevano mutazioni significative dopo i 20 anni, oggi è cambiato lo scenario, ed il dato emerso è nuovo e preoccupante." La recente indagine del Censis ha mostrato come a far paura oggi agli italiani, per le conseguenze sulla salute, siano sempre di più l'Ambiente e la minaccia dell'inquinamento. Trent'anni di ricerca biomedica e di lotta alle malattie realizzata su 1000 cittadini. L'indagine evidenzia anche un sempre maggiore ricorso all'autocura per le patologie lievi e che non bastano stili di vita salutari. Il richiamo alle condizioni ambientali rispetto alla salute sono indicate dal 22,2% (+10% rispetto al 1998).

L’allergia occupazionale causata da agenti tradizionali e emergenti vede nuove categorie a rischio. L’allarme è lanciato dal Prof. Andrea Siracusa dell’Università di Perugia, che da anni opera all’ospedale di Terni, nel corso dell’inaugurazione del XXV Congresso della SIAIC Società di Allergologia e Immunologia Clinica, che raccoglie oltre 1400 iscritti in tutt’Italia, e con AAITO (ospedalieri), e SIICA la maggiore e più antica società scientifica specialistica.
"Cosi verniciatori, carrozzieri, operatori sanitari, infermieri, addetti alle pulizie, fornai, agricoltori, tecnici radiologi, impiegati negli alimentari sensibili a spezie e vegetali, (per le allergie emerse e studiate al carciofo, pesca, uva fragola), queste le professione esposte maggiormente agli allergeni sensibilizzanti nel campo sempre più affascinante della medicina del lavoro. E in Italia, al contrario della Gran Bretagna, (dove vige lo Sword Project sin dal 1989), manca ad oggi un programma di sorveglianza sull’asma professionale che assieme alla rinite colpisce migliaia di pazienti in Italia – aggiunge il Prof. Andrea SiracusaMa i numeri non li conosciamo: sono troppo mutevoli e ad oggi disponiamo solo delle percentuali di crescita." E così dallo studio di Cristina Mapp emerge che tra vecchi e nuovi, gli agenti causali sensibilizzanti od emergenti oltre 300 tra naturali e sintetici, molti insoliti o molto rari, (allergie allo scimpanzè per un impiegato dello zoo), e includono

Lattice colpisce medici chirurghi, tutti gli operatori sanitari, vivaisti, parrucchieri
Insetti categorie interessate entomologi, mugnai, boscaioli, pescatori per hobby colpiti da mosche, cavallette, locuste, ragni, ecc
Acrilati colpiscono tutti coloro che sono esposti a mestieri legati alla verniciatura: carrozzieri, chi ricostruisce e realizza unghie artificiali, chi lavora in xerografia, persino chi realizza protesi dentarie e ortopediche.
Persolfati allergeni cui sono esposti in larga parte i parrucchieri
Glutaraldeide colpisce i fotografi stampatori professionali

Discorso a parte per due categorie che hanno segnato un aumento del 100% dei casi: gli infermieri e gli addetti alle pulizie. Il 4% della popolazione lavorativa che vive una esposizione complessa in aree pubbliche, (ambulatori, asl, ospedali, cliniche, etc), e private, (abitazioni, ville, etc), può in tal caso essere colpita dall’azione di irritanti, causata per esempio da detergenti, decalcificanti, o sensibilizzanti, come nel caso dei disinfettanti.
E comunque esistono interazioni certificate che potenziano l’effetto nella determinazione dell’asma e della rinite professionale.

"Ma l’asma e la rinite professionale potrebbero essere causate da agenti sconosciutie comunque diversi da quelli elencati nelle banche dati o noti – ammonisce in conclusione il Prof.Siracusa - E comunque le informazioni sugli agentioccupazionali dovrebbero essere essere sempre disponibili per i lavoratori."

Sono oltre 600 gli allergologi ed immunologi italiani e provenienti anche da Spagna, Portogallo, riuniti a Firenze sino a sabato 18 ottobre al Palaffari per il XXV congresso nazionale, della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica (SIAIC). Inaugurazione nel segno dell’internazionalità: Italia, Spagna e Portogallo infatti, hanno dato il via alla SEAS, (South European Allergological Society Federation), la neonata FEDERAZIONE TRA LE SOCIETA’ EUROPEE del MEDITERRANEO ideata e promossa dagli italiani nel 2006.
Verrà presentato un progetto comune tra i tre paesi, per lo studio delle malattie allergiche nell’anziano e si farà il punto sull’allergia al lattice. Sarà anche presentato un kit salvavita da usare sui mezzi di trasporto (treni, autobus, aerei).
Dopo i lavori presso la Sala Michelangelo del Palaffari di Firenze, cerimonia solenne nella sala dei Cinquecento di Palazzo Vecchio con una lettura sull’arte nella Firenze rinascimentale curata da Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale della Città di Firenze. Sabato cambio della guardia in seno alla presidenza Siaic con l’investitura del Prof.Luigi Fontana, Ordinario Medicina interna Univ.Tor Vergata Roma, al posto del Prof. Angelo Passaleva, che assume la carica di “past president”. Puntare sul territorio e sulla formazione e l’aggiornamento – i passi del neopresidente – Gli allergologi territoriali sapranno essere responsabilizzati e capaci anche di ridurre le richieste pressanti ai centri di III livello”


LE NOVITA’ DEL CONGRESSO: Fra le novità l’uso di vaccini in compresse, (Grass Tablet), da sciogliere in bocca contro le allergie, che vanno ad affiancarsi ai tradizionali somministrati per via sottocutanea. Ben tollerato e accettato anche dai pediatri è il primo esempio di vaccino curativo che si associa alle caratteristiche farmacologiche.
La Toscana è la prima regione italiana a fornire questi vaccini, e per il momento questa cura è limitata ai pazienti con allergia ai pollini di graminacee, una delle allergie più diffuse, che colpisce il 60% della popolazione italiana allergica, (pari al 23% dell’intero). e che causa disturbi (il cosiddetto raffreddore da fieno, ma anche asma talora grave) prevalentemente in primavera, Ma sono crescenti pure le allergie agli acari della polvere, al dermatophagoides, al pelo degli animali domestici. Presto si potrà disporre di analoghi vaccini anche per l’allergia alla polvere di casa e ai vari altri allergeni.

Si affronterà anche il tema dei farmaci cosiddetti “biologici” (anticorpi “monoclinali” anti IgE): ottenuti con tecniche di manipolazioni genetiche assai complesse, bene tollerati, che bloccano gli anticorpi (chiamati IgE) responsabili delle malattie allergiche. Si tratta di farmaci assai importanti per la cura dell’asma allergico grave che, in alcuni casi, può portare anche alla morte del paziente: in Italia sono stati introdotti, nella terapia, soltanto recentemente. Si dibatterà in questi giorni, fra l’altro, di malattie professionali allergiche, di allergie alimentari nei bambini e negli adulti, di allergie al lattosio e al carciofo, di asma bronchiale e prurito cronico, di allergie da otturazioni dentali e da pollini di nocciolo, di prevenzione ambientale e assistenza allergologica nelle Regioni.

QUALCHE DATO STATISTICO: Le malattie allergiche sono in costante aumento in tutto il mondo e in particolare nei Paesi industrializzati (in Italia si calcola che quasi una persona su quattro, il 23-25% della popolazione, soffra o abbia sofferto per qualche manifestazione allergica). In Europa la media oscilla tra il 19 e il 30%.
Ogni anno muoiono in Italia almeno 10 persone per shock anafilattico da punture di insetti (150 i morti negli Usa) e altrettanti, e forse più, provocato da alimenti e farmaci.
Il vaccino contro il rischio da puntura d’insetti per via sottocutanea dura 4 anni con vari richiami periodici, mentre da tre anni è in uso un farmaco “salvavita” a carico del Sistema Sanitario in quasi tutte le regioni italiane, Toscana in testa: l’adrenalina autoiniettabile è infatti l’unica terapia rapidamente efficace per salvare dallo shock anafilattico da punture di insetti (specie api, vespe, calabroni). Proprio per le allergie più gravi, quelle che possono mettere a rischio la vita, SIAIC ha lanciato la campagna per l’utilizzo di “bollini” da applicare su documenti di riconoscimento, in modo da consentire una immediata individuazione dei pazienti a rischio, ed un corretto intervento da parte dell’operatore sanitario di primo soccorso, anche se in stato di incoscienza. La Regione Toscana ha deliberato il rilascio dei bollini ai centri allergologici. “A breve saranno efficaci sull’intero territorio nazionale“ – conclude il Prof. Passaleva. E la Società Italiana di Allergologia ha prodotto una brochure, inviata agli assessori all’urbanistica di tutte le Regioni e dei principali Comuni italiani, nella quale sono indicate le piante che non producono pollini allergizzanti in modo da utilizzarle come arredo urbano per viali, parchi, giardini pubblici. Segnalate, nella pubblicazione, anche le piante che producono pollini fortemente allergizzanti e, quindi, da evitare.
 

 

 






 
 
 
 

  



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