Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 15/10/2008

 

Tutte le Terapie della Dermatite Atopica


La recente introduzione dei farmaci immunomodulatori topici ai quali appartiene tacrolimus con una potente attività antinfiammatoria e un minimo assorbimento percutaneo, che garantisce sicurezza e tollerabilità per l’uso prolungato, ha già rappresentato una svolta importante nella cura della malattia perché consente di limitare o eliminare il ricorso ai “vecchi” cortisonici con effetti collaterali sull’organismo e sulla pelle - aumento della fragilità e assottigliamento cutaneo e teleangectasie . Tacrolimus unguento è formulato in due concentrazioni allo 0,03% per i bambini con età superiore a 2 anni e allo 0,1% per i ragazzi dopo i 16 anni e adulti. E’ indicato per le forme moderate e severe della patologia, che nel loro insieme coprono l' 80% di tutti i casi. Può essere applicato senza problemi sul viso e sul collo e nei bimbi nella zona perigenitale (quella del pannolino) aree delicate e sensibili di difficile gestione con le creme cortisoniche. “Prodotti di supporto”. aggiunge il professor Gelmetti, “come creme lipidizzanti ed emollienti specifici, consigliati dal dermatologo, migliorano i risultati. La cura della pelle è fondamentale, dato che se diviene secca, è più reattiva e si infiamma facilmente”.

Cortisonici per uso locale. Hanno rappresentato per anni la terapia di riferimento per la DA nelle sue fasi acute e croniche. Gli effetti collaterali di questi farmaci sono atrofia cutanea, comparsa di capillari, difficoltà alla cicatrizzazione, assorbimento sistemico e si manifestano nelle aree con un minor spessore cutaneo e quindi con un maggior assorbimento del farmaco soprattutto come viso, pieghe, zona del pannolino. La terapia con i cortisonici deve inoltre essere sospesa gradualmente: una sua immediata interruzione può innescare il cosiddetto “effetto rebound” con un peggioramento della malattia. Cortisonici per via sistemica (orale, intramuscolare, endovenosa) sono indicati solo nei casi più gravi con un’elevata componente infiammatoria e con lesioni estese in oltre il 20% della superficie del corpo che non reagiscono alle altre terapie.

Fototerapia. Nei casi resistenti dell’adolescente e dell’adulto possono essere effettuati con successo cicli di fototerapia PUVA (psoraleni + raggi ultravioletti A) o UVB a banda stretta (ultravioletti B) Attualmente la ricerca è rivolta all’identificazione di possibili sostanze aggiuntive per potenziare i raggi UV e di ridurre la dose cumulativa di esposizione.

Immunosoppressori e farmaci biologici ad uso sistemico sono invece indicati nei malati che non rispondono alle terapie convenzionali. Proteasi e defensine. ”Le ultime ricerche scientifiche internazionali” spiega il dermatologo milanese, “si stanno concentrando sul loro ruolo nella DA per la messa a punto di nuove molecole in grado di bloccare le proteasi e aumentare la presenza di difesine nei pazienti affetti dalla malattia per combatterla su più fronti. Vari studi hanno recentemente dimostrato che nella pelle dell’atopico, le proteasi, particolari enzimi deputati a mantenere nella cute sempre il suo giusto spessore, si attivano prima del dovuto col risultato che la pelle si “sbriciola” precocemente rendendo la barriera cutanea meno efficiente. Altri studi hanno invece rilevato nella DA una carenza di defensineì, peptidi antimicrobici che difendono la pelle dai germi che continuamente tentano di invaderla. La carenza di queste sostanze determina spesso frequenti attacchi batterici come lo stafilococco aureo che causa infezioni, impetigine, ascessi cutanei e riacutizzazioni della malattia”.

Regole, accorgimenti e stili di vita.
Lavarsi con detergenti a pH 5,5 e applicare sempre creme lipidizzanti ed emollienti, indossare indumenti di cotone o di lino liscio, evitando oltre la lana anche le fibre sintetiche e quelle ruvide. Evitare il contatto con sostanze chimiche sensibilizzanti, detersivi, prodotti per la pulizia solventi soprattutto se la DA è localizzata alle mani, divani e letti con cuscini di piume, tappeti, lavoro fisico eccessivo, ambienti surriscaldati, esposizione al freddo e brusche variazioni di temperatura, cibi irritanti come pomodoro, parmigiano, agrumi che possono provocare un'irritazione periorale (zona intorno alla bocca). I soggiorni ad alta quota eserciterebbero un influsso positivo sulla sintomatologia, (gli acari infatti non sopravvivono oltre i 1200 metri) . Nell’80% dei casi poi periodi al mare giovano ai pazienti. Utile anche il training autogeno, perché lo stress può riacutizzare la malattia. Infine lo sport: sono preferibili quelli che non causano forti sudorazioni (si irrita la pelle), particolarmente consigliato l’acquagym e il nuoto.

Per una costante informazione e novità sulla malattia l’Associazione Italiana per l’Eczema Atopico (AIEA), pubblica un giornale - Eczema Notizie, fonte di aggiornamenti per pazienti e specialisti- www.eczematopico.it
 

 

 






 
 
 
 

  



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