Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 15/10/2008

 

Prima e unica terapia mensile orale per osteoporosi, con protezione completa


Disponibile da oggi il nuovo Risedronato mensile per la terapia dell’osteoporosi, che si aggiunge alle formulazioni quotidiana e settimanale già presenti in farmacia. Lo schema terapeutico mensile,(75 mg per due giorni consecutivi al mese) consente finalmente di abbinare libertà di scelta ad una completa protezione dal rischio di frattura osteoporotica, garantendo la medesima efficacia su tutti i siti fratturativi: vertebrali, non vertebrali e femorali.

Con questa importante novità, Risedronato diviene l’unica terapia per l’osteoporosi in grado di offire a medici e pazienti un’ampia gamma di scelta terapeutica: giornaliera, settimanale e mensile.

Migliore adesione alla terapia con risedronato mensile

“La disponibilità di risedronato in questo nuovo schema terapeutico mensile migliorerà sicuramente l’aderenza alla terapia e dunque l’efficacia del farmaco” - sottolinea la Professoressa Maria Luisa Brandi (Endocrinologa dell’Università di Firenze e Presidente della Fondazione Italiana per la Ricerca sulle Malattie dell’Osso (FIRMO). L’osteoporosi è una patologia scheletrica caratterizzata dalla riduzione della massa ossea, a causa di un eccessivo riassorbimento del tessuto osseo: COLPISCE 5 MILIONI DI PERSONE NEL NOSTRO PAESE, soprattutto donne (3,5 milioni contro 1,5 di uomini)."

“A differenza di altri farmaci per uso acuto, le terapie croniche come quelle per l’osteoporosi richiedono aderenza da parte dei pazienti per ottenere i risultati terapeutici a distanza di tempo” - aggiunge il dottor Carlo Gargiulo (Medico di Medicina Generale).- Per questo è importante motivare bene il paziente ad assumere la terapia. Due sono gli elementi strategici del trattamento: che il farmaco impiegato sia davvero efficace e che il paziente lo assuma effettivamente nei tempi e nei dosaggi prescritti dal medico. E ciò dipende soprattutto dalla comodità, dalla versatilità del farmaco stesso e dalla sua tollerabilità."

"Risedronato mensile oltre ad un’efficacia sovrapponibile alle formulazioni settimanale e giornaliera su fratture vertebrali, non vertebrali, femorali, offre al medico un’ampia scelta per la soluzione terapeutica più adatta ad ogni paziente. Per esempio, lo schema terapeutico mensile risulta particolarmente adatto ai pazienti più giovani, abituati ad uno stile di vita più efficiente o ai pazienti non autosufficienti, a cui i farmaci vengano somministrati da altre persone, oppure che facciano uso di più terapie."

Risedronato mensile, 75 mg/die per due giorni consecutivi ogni mese (per esempio, i primi due giorni del mese) è efficace, ben tollerato e conferma il profilo di sicurezza e tollerabilità già dimostrato da un vastissimo programma clinico condotto su risedronato che ha coinvolto circa 16.000 pazienti e da un utilizzo di oltre 8 anni in tutto il mondo.

La migliore terapia per ridurre il rischio di fratture di femore

Risedronato è l’unica molecola ad aver dimostrato la sua efficacia sulle fratture di femore in uno studio prospettico ad hoc condotto su oltre 9.000 pazienti, che rimane a tutt’oggi l’unico e più ampio programma mai condotto per un bisfosfonato orale con la riduzione del rischio di frattura di femore come obiettivo primario. In tale studio Risedronato ha ridotto il rischio di frattura femorale del 60% rispetto al placebo nelle pazienti ad alto rischio. Tale efficacia è stata confermata dal recente studio REAL (RisEdronate and Alendronate), un vasto studio osservazionale in cui sono stati analizzati i dati della pratica clinica quotidiana su circa 33.000 pazienti: dopo un anno di terapia Risedronato ha ridotto del 46% il rischio di frattura femorale rispetto ad Alendronato.

“La frattura di femore è tra le conseguenze più gravi dell’osteoporosi e dopo i 60-65 anni è un evento molto probabile” conferma il dottor Carlo Gargiulo.- Ogni anno in Italia si registrano circa 80.000 fratture di femore: negli over 65 il numero è aumentato del 10% negli ultimi anni, con conseguente aumento di spesa per il Servizio Sanitario. La frattura di femore rappresenta un evento devastante che costringe la persona all’immobilità per lunghi periodi e spesso richiede l’impianto di protesi. Tra le pazienti con frattura di femore, una su cinque muore entro l’anno e il 40% risulta inabile alla deambulazione autonoma a un anno dall’incidente”.

“Nelle fratture di femore al rischio di complicanze operatorie (trombosi, embolie venose) si aggiunge un profondo stato depressivo che colpisce il soggetto, con perdita progressiva delle capacità cognitive - fa notare la professoressa Maria Luisa Brandi. Alcuni studi ipotizzano addirittura una correlazione tra la comparsa di malattie di tipo neurodegenerativo (Alzheimer, demenza senile) e le fratture femorali”.

Risedronato, come gli altri bisfosfonati, viene rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale in base alla nota 79, nei soggetti che hanno già avuto una frattura osteoporotica vertebrale o di femore, oppure in presenza di bassa densità minerale ossea femorale (-3 è il parametro di riferimento della MOC) associata ad altri fattori di rischio.
“In realtà, già intorno a valori di -2,5 si registra un elevato livello di osteoporosi - conferma la professoressa Brandi - Per questo è auspicabile un’estensione della prescrizione in funzione del rischio e non solo delle fratture: è la proposta della nuova Carta del rischio promulgata dall’OMS che nel futuro dovrebbe essere recepita anche dal nostro Paese”.

Infine, risedronato rappresenta la terapia mensile per l’osteporosi più vantaggiosa per il Servizio Sanitario Nazionale, non solo per la sua completa efficacia che nel medio periodo genera un risparmio dei costi legati alle fratture, ma anche per il suo costo, che ad oggi risulta il più basso tra le terapie mensili.
 

 






 
 
 
 

  



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