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Vincenzo Gentile |
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Sono più precoci e disinvolti di un tempo ma appaiono ingenui e
disinformati non solo in materia di contraccezione ma anche di
protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, trovandosi esposti
pericolosamente al rischio di rimanerne vittima. Sono gli adolescenti di
oggi in un affresco sulla sessualità tracciato in occasione del XXV
Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia in
programma a Roma dal 25 al 28 settembre.
“I dati più recenti, oltre a mostrare una generalizzata
disattenzione, delineano una fotografia degli adolescenti ricca di
pregiudizi errati sulla sessualità, una situazione che deve spingerci a
riflettere sulla necessità di sviluppare un modello formativo ed
informativo che li affianchi nel loro percorso di scoperta della
sessualità - osserva Vincenzo Gentile, Presidente della SIA –
Consumano il loro primo rapporto già a 14 anni ma senza nessun
valore, nei rapporti manca spesso l’amore, l’emozione della conquista.
In generale sono giovani spesso ansiosi ed insicuri, frustrati,
disincantati ed annoiati e anche la loro sfera sessuale ne risente,
tant’è che sono in aumento proprio tra i giovani maschi, problemi quali
l’eiaculazione precoce e la disfunzione erettile”.
Il 19% delle ragazze ha il primo rapporto sessuale già a 14 anni ed il
sesso è ancora associato all’amore per il 78% di loro, percentuale che
tende a diminuire con il crescere dell’età. C’è poco interesse verso la
prevenzione delle infezioni sessuali e altrettanto poco attenzione sulla
contraccezione: negli ultimi anni è aumentato il numero di aborti nella
fascia di età 15-19 e molte ragazze sono convinte di non poter
utilizzare contemporaneamente pillola e preservativo.
Diversa la prospettiva maschile: il 45% di loro ha il primo rapporto
sessuale a 18 anni e le fantasie sono spesso legate alle icone femminili
proposte da cinema e tv.
Per il 68% dei maschi di 14 anni meglio una notte con Pamela Anderson
piuttosto che con la propria fidanzata; a 18 anni la percentuale scende
al 46%. Solo il 34% dei ragazzi di 14 anni reputa il sesso strettamente
connesso al sentimento. L’orgasmo simultaneo come sessualità ideale
risulta poco importante a qualsiasi età. Il preservativo è utilizzato da
un ragazzo su tre.
“Gli input che portano i giovani ad assumere alcuni comportamenti
sessuali particolari e pericolosi sono dettati più dai cambiamenti del
cervello che dagli impulsi ormonali – spiega Alessandro Papini,
Responsabile del Servizio di Andrologia USL 8 di Arezzo - Molti
comportamenti sono da ricondurre alle interconnessioni tra i neuroni che
si modificano come risultato dell’apprendimento, dell’esperienza e
dell’età avanzata. Recenti studi di neuroscienze, infatti, evidenziano
come nell’età adolescenziale il cervello sia ancora in formazione e non
abbia sviluppato l’area che presiede alla capacità di giudizio”.
Secondo alcuni studi condotti da Jay Giedd del National Institute of
Mental Health di Bethesda su circa 1.800 tra bambini ed adolescenti,
appena prima della pubertà vi è un’area del cervello, la corteccia
prefrontale, in fervente attività di crescita.
In particolare la corteccia prefrontale, definita “l’area di
ripensamento assennato” controlla un’altra area del cervello,
l’ippocampo, responsabile dei bisogni primari, tra cui l’accoppiarsi.
“Nel cervello di una ragazza di 11 anni e di un maschio di 12 anni si è
osservato un boom di crescita neuronale che fa sì che gli adolescenti
abbiano meno risorse disponibili per l’apprendimento ed il rispetto
delle regole sociali – continua Papini - A questa fase
segue un ridimensionamento dei contatti e solo quando la corteccia
prefrontale matura, l’adolescente è in grado di controllare gli istinti
e di esprimere giudizi”.
La mienilizzazione delle fibre prefrontali, la loro maturazione ultima
per una più veloce ed efficiente veicolazione dell'informazione, non è
completa prima della terza decade.
Via via che la corteccia prefrontale matura, uno stimolo che
precedentemente poteva determinare una risposta automatica (acritica) o
una semplice sensazione emotiva che poteva determinare a sua volta un
comportamento, viene vagliato con maggior senso critico.
“Molto probabilmente nell’adolescenza non c’è una domanda originale
di sessualità – conclude Papini - Sicuramente lo sviluppo
genitale e l’aumento della secrezione di ormoni determinano delle
pulsioni che non possono però essere sovrapponibili a quelle dell’adulto
che ha una esperienza di attività sessuale. La sessualità adolescenziale
è, quindi, condizionata dalla immaturità delle strutture cerebrali che
la dovrebbero governare.”
Da qui un certo atteggiamento consumistico del sesso.
Il maggior condizionamento, secondo gli andrologi, deriva più
violentemente dalla imposizione dell’unico modello di sessualità
disponibile che è quello degli adulti, tanto che anche l’andrologo, di
fronte al 16enne con problemi sessuali, tende a comportarsi e rispondere
come se fosse di fronte ad un adulto. Questo autorizza il giovane a
sentire la propria sessualità assimilata a quella degli adulti pur non
essendo psicologicamente, affettivamente, emotivamente attrezzato.
“Questo nuovo approccio scardina le teorie educative tradizionali
– conclude Gentile - Studi recenti dimostrano come la proposta
sessuale più o meno evidente che arriva ai giovani attraverso le varie
forme di comunicazione delle immagini determini una risposta emotiva di
accettazione passiva del messaggio, che non viene criticato per la
mancanza delle strutture cerebrali deputate alla funzione discriminativa.
Infatti, dove sono stati realizzati programmi di educazione ed
informazione sessuale, si è verificata una tendenza opposta, cioè
maggior prudenza nei rapporti in generale, ma soprattutto un
procrastinato inizio dell’attività sessuale. Questo riprova che il
comportamento degli adulti ha grande influenza sui giovani sprovvisti di
strutture cerebrali con funzione critica.”