Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 01/10/2008

 

Adolescenti e sesso: si abbassa l’età del primo rapporto sessuale e cresce la disinformazione


Vincenzo Gentile

Sono più precoci e disinvolti di un tempo ma appaiono ingenui e disinformati non solo in materia di contraccezione ma anche di protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, trovandosi esposti pericolosamente al rischio di rimanerne vittima. Sono gli adolescenti di oggi in un affresco sulla sessualità tracciato in occasione del XXV Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia in programma a Roma dal 25 al 28 settembre.

“I dati più recenti, oltre a mostrare una generalizzata disattenzione, delineano una fotografia degli adolescenti ricca di pregiudizi errati sulla sessualità, una situazione che deve spingerci a riflettere sulla necessità di sviluppare un modello formativo ed informativo che li affianchi nel loro percorso di scoperta della sessualità - osserva Vincenzo Gentile, Presidente della SIA – Consumano il loro primo rapporto già a 14 anni ma senza nessun valore, nei rapporti manca spesso l’amore, l’emozione della conquista. In generale sono giovani spesso ansiosi ed insicuri, frustrati, disincantati ed annoiati e anche la loro sfera sessuale ne risente, tant’è che sono in aumento proprio tra i giovani maschi, problemi quali l’eiaculazione precoce e la disfunzione erettile”.

Il 19% delle ragazze ha il primo rapporto sessuale già a 14 anni ed il sesso è ancora associato all’amore per il 78% di loro, percentuale che tende a diminuire con il crescere dell’età. C’è poco interesse verso la prevenzione delle infezioni sessuali e altrettanto poco attenzione sulla contraccezione: negli ultimi anni è aumentato il numero di aborti nella fascia di età 15-19 e molte ragazze sono convinte di non poter utilizzare contemporaneamente pillola e preservativo.
Diversa la prospettiva maschile: il 45% di loro ha il primo rapporto sessuale a 18 anni e le fantasie sono spesso legate alle icone femminili proposte da cinema e tv.
Per il 68% dei maschi di 14 anni meglio una notte con Pamela Anderson piuttosto che con la propria fidanzata; a 18 anni la percentuale scende al 46%. Solo il 34% dei ragazzi di 14 anni reputa il sesso strettamente connesso al sentimento. L’orgasmo simultaneo come sessualità ideale risulta poco importante a qualsiasi età. Il preservativo è utilizzato da un ragazzo su tre.

“Gli input che portano i giovani ad assumere alcuni comportamenti sessuali particolari e pericolosi sono dettati più dai cambiamenti del cervello che dagli impulsi ormonali – spiega Alessandro Papini, Responsabile del Servizio di Andrologia USL 8 di Arezzo - Molti comportamenti sono da ricondurre alle interconnessioni tra i neuroni che si modificano come risultato dell’apprendimento, dell’esperienza e dell’età avanzata. Recenti studi di neuroscienze, infatti, evidenziano come nell’età adolescenziale il cervello sia ancora in formazione e non abbia sviluppato l’area che presiede alla capacità di giudizio”.

Secondo alcuni studi condotti da Jay Giedd del National Institute of Mental Health di Bethesda su circa 1.800 tra bambini ed adolescenti, appena prima della pubertà vi è un’area del cervello, la corteccia prefrontale, in fervente attività di crescita.
In particolare la corteccia prefrontale, definita “l’area di ripensamento assennato” controlla un’altra area del cervello, l’ippocampo, responsabile dei bisogni primari, tra cui l’accoppiarsi.

“Nel cervello di una ragazza di 11 anni e di un maschio di 12 anni si è osservato un boom di crescita neuronale che fa sì che gli adolescenti abbiano meno risorse disponibili per l’apprendimento ed il rispetto delle regole sociali
– continua Papini - A questa fase segue un ridimensionamento dei contatti e solo quando la corteccia prefrontale matura, l’adolescente è in grado di controllare gli istinti e di esprimere giudizi”.

La mienilizzazione delle fibre prefrontali, la loro maturazione ultima per una più veloce ed efficiente veicolazione dell'informazione, non è completa prima della terza decade.
Via via che la corteccia prefrontale matura, uno stimolo che precedentemente poteva determinare una risposta automatica (acritica) o una semplice sensazione emotiva che poteva determinare a sua volta un comportamento, viene vagliato con maggior senso critico.

“Molto probabilmente nell’adolescenza non c’è una domanda originale di sessualità – conclude Papini - Sicuramente lo sviluppo genitale e l’aumento della secrezione di ormoni determinano delle pulsioni che non possono però essere sovrapponibili a quelle dell’adulto che ha una esperienza di attività sessuale. La sessualità adolescenziale è, quindi, condizionata dalla immaturità delle strutture cerebrali che la dovrebbero governare.”

Da qui un certo atteggiamento consumistico del sesso.
Il maggior condizionamento, secondo gli andrologi, deriva più violentemente dalla imposizione dell’unico modello di sessualità disponibile che è quello degli adulti, tanto che anche l’andrologo, di fronte al 16enne con problemi sessuali, tende a comportarsi e rispondere come se fosse di fronte ad un adulto. Questo autorizza il giovane a sentire la propria sessualità assimilata a quella degli adulti pur non essendo psicologicamente, affettivamente, emotivamente attrezzato.

“Questo nuovo approccio scardina le teorie educative tradizionali – conclude Gentile - Studi recenti dimostrano come la proposta sessuale più o meno evidente che arriva ai giovani attraverso le varie forme di comunicazione delle immagini determini una risposta emotiva di accettazione passiva del messaggio, che non viene criticato per la mancanza delle strutture cerebrali deputate alla funzione discriminativa. Infatti, dove sono stati realizzati programmi di educazione ed informazione sessuale, si è verificata una tendenza opposta, cioè maggior prudenza nei rapporti in generale, ma soprattutto un procrastinato inizio dell’attività sessuale. Questo riprova che il comportamento degli adulti ha grande influenza sui giovani sprovvisti di strutture cerebrali con funzione critica.”
 

 

 






 
 
 
 

  



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