Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 30/09/2008

 

Pubblicati su The Lancet i risultati di uno studio di fase 3 su liraglutide


La rivista The Lancet ha pubblicato i dati dello studio di fase 3 “LEAD™ 3” su liraglutide, analogo umano del GLP-1 in monosomministrazione che sarà in commercio nel 2009. Lo studio ha dimostrato che l’assunzione di liraglutide induce miglioramenti statisticamente significativi e prolungati nel controllo della glicemia in pazienti affetti da diabete di tipo 2 nelle fasi precoci della malattia, rispetto a glimepiride, un farmaco antidiabetico orale largamente diffuso.1 Il trattamento con liraglutide induce inoltre perdita di peso, riduzione della pressione sistolica e diminuzione degli episodi di ipoglicemia dopo 52 settimane di trattamento.1


“La pubblicazione di questi dati su The Lancet permetterà ad un numero maggiore di medici di accedere a questi risultati chiave sull’efficacia di liraglutide in monoterapia nel trattamento del diabete di tipo 2,” ha detto il responsabile dello studio Alan Garber, MD, Professore di medicina, biochimica e biologia molecolare e di biologia molecolare e cellulare presso il Dipartimento di Diabete, Endocrinologia e Metabolismo del Baylor College of Medicine in Texas. “Oltre all’efficace controllo glicemico per almeno un anno, il trattamento con liraglutide ha anche indotto una serie di altri benefici clinici se somministrato a pazienti nella fase precoce della malattia”.


Il diabete di tipo 2 è una patologia progressiva. Molti trattamenti sono efficaci all’inizio della malattia, ma con il tempo perdono la loro efficacia. Dopo 52 settimane di trattamento, il 62% dei pazienti non trattati in precedenza cui è stato somministrato liraglutide nella dose da 1,8 mg hanno raggiunto una riduzione media della glicemia al di sotto dell’obiettivo di HbA1c inferiore a 7% stabilito dall’American Diabetes Association e hanno mantenuto tale riduzione durante l’intero periodo di riferimento durato 52 settimane.1
I pazienti trattati con liraglutide hanno inoltre riportato una significativa perdita di peso. Con liraglutide 1,2 mg e 1,8 mg, la perdita di peso media è stata rispettivamente di 2,05±4,40 kg e 2,45±4,37 kg, mentre nei pazienti trattati con glimepiride si è registrato un aumento di peso di 1,12±4,24 kg.


Durante lo studio non sono stati segnalati episodi maggiori di ipoglicemia. Il tasso di ipoglicemia minore è stato, da un punto di vista statistico, significativamente inferiore con entrambi i dosaggi di liraglutide rispetto al gruppo trattato con glimepiride. I più comuni eventi avversi, che hanno interessato l’apparato gastrointestinale, sono stati nausea, diarrea e vomito nei gruppi trattati con liraglutide, e per la maggior parte sono stati transitori.1 Tra gli altri eventi avversi segnalati figurano sintomi simili a quelli dell’influenza.


Liraglutide
Liraglutide è un analogo umano dell’ormone naturale GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1) in monosomministrazione giornaliera. Liraglutide agisce stimolando il rilascio di insulina solamente quando la glicemia diventa eccessivamente elevata; inibisce inoltre l’appetito. Il 23 maggio 2008, Novo Nordisk ha presentato richiesta di approvazione del nuovo farmaco alla Food and Drugs Administration (FDA, Organismo di Controllo degli Alimenti e dei Farmaci) negli U.S.A., e richiesta di autorizzazione all’immissione sul mercato all’EMEA (Agenzia Europea per i Medicinali) in Europa per l’approvazione di liraglutide per il trattamento dei pazienti affetti da diabete di tipo 2. Un’ulteriore richiesta di approvazione del nuovo farmaco è stata presentata in Giappone il 14 luglio 2008.

 

 






 
 
 
 

  



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