E’ allarme varicocele tra
i giovani uomini: negli ultimi vent’anni la sua incidenza è raddoppiata.
L’Sos è lanciato da Padova, dal professor Carlo Foresta,
direttore del Centro di Crioconservazione dei Gameti maschili
dell’Azienda ospedaliera – Università degli Studi, presidente della
Società di Fisiopatologia della Riproduzione.
Cartelle cliniche alla mano, confrontando la frequenza del varicocele
tra i giovani studiati dagli specialisti dello stesso Centro nel 1987 e
nel 2007/2008 su due coorti di 1.500 ragazzi tra i 18 e i 20 anni,
sovrapponibili nei due intervalli di tempo in quanto giovani e
apparentemente in buona salute, tutti residenti nel Veneto quindi in un
contesto socio-culturale e ambientale affine, l’incidenza è passata dal
14% al 28%. Un boom che impone una riflessione sulla cultura della
prevenzione nell’età dello sviluppo.
“Atteso che il background del campione di riferimento è il medesimo a
distanza di vent’anni, una differenza significativa tra i due gruppi di
giovani analizzati è l’altezza – rileva il prof. Foresta -
che passa da 174,6 cm nel 1980 a 179,0 cm nel 2007/2008. I giovani
d’oggi sono dunque più alti in media di 5,4 cm: è già stata riportata
una relazione tra altezza e varicocele pertanto la maggiore frequenza di
questo disturbo nei giovani del Terzo Millennio può essere imputabile
alle modificazioni socio-ambientali che, determinando un maggiore
accrescimento delle varie strutture corporee, possono indurre un
disarmonico sviluppo del sistema venoso testicolare”.
Il varicocele è la dilatazione varicosa delle vene nello scroto. I
testicoli ricevono il sangue dall'arteria testicolare che è situata
all'interno dell'addome; il sangue viene quindi trasportato via
attraverso una serie di piccole vene localizzate nello scroto (plesso
pampiniforme). Da qui il sangue refluisce nella vena spermatica interna
(vena testicolare), che a sua volta trasporta il sangue indietro sino al
cuore. In alcuni uomini le vene attorno al testicolo possono allargarsi
o dilatarsi; le vene dilatate sono definite come varicocele. Il disturbo
insorge solitamente tra i 13 e 20 anni, eccezionalmente prima. La sua
patogenesi non è chiaramente conosciuta ma è probabile che sia causato
da una congenita debolezza delle pareti venose associata ad una
incontinenza delle valvole; la pressione del sangue determinata dalla
posizione eretta a lungo andare determina la dilatazione delle vene. Le
vene dilatate determinano un innalzamento di pochi gradi della
temperatura del testicolo che se si mantiene per lungo tempo può causare
infertilità, ovvero difficoltà alla riproduzione nei maschi quasi sempre
dovuta alla produzione di spermatozoi. Inoltre il varicocele oltre che
interferire con la produzione di spermatozoi,può causare un’alterazione
della funzione endocrina del testicolo con conseguente abbassamento del
testosterone.