E’
una malattia rara che in Italia conta poche decine di pazienti
riconosciuti, una decina di essi in cura all’IRCCS Burlo Garofolo di
Trieste. Per gli addetti ai lavori si chiama MKD, per tutti gli
altri è il Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD). Si tratta di una
malattia genetica in cui è alterato un enzima che fa parte della
biosintesi del colesterolo, chiamato Mevalonato Chinasi. Ciò determina
una riduzione di tutti i composti normalmente sintetizzati “a valle”
nella via biochimica del colesterolo provocando, sin dai primi mesi di
vita, sintomi che vanno da febbri ricorrenti a ritardo psicomotorio,
nelle forme più gravi.
I ricercatori del Dipartimento di Medicina e dei Trapianti di Midollo
Osseo, IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, guidati da Alessandro Ventura
titolare della cattedra di Clinica Pediatrica Università Trieste, hanno
messo a punto un modello sperimentale che sta fornendo preziose
indicazioni sullo sviluppo di tale malattia. La ricerca, pubblicata
sulla rivista Pediatric Research, chiarisce infatti alcuni aspetti che
ancora risultavano oscuri, e apre la via a una terapia per l’uomo che,
seppure non di immediato realizzo, potrebbe rivelarsi risolutiva per le
forme più lievi, e di grande aiuto per i casi più severi.
La MKD è una patologia ancora poco definita, composta in realtà da due
forme estreme [la mevalonico aciduria, o MA e la sindrome da
iper-immunoglobulinemia D, o HIDS] le quali hanno in comune episodi di
febbre ricorrente che iniziano entro il primo anno di vita. Le febbri
sono spesso accompagnate da dolori addominali, diarrea e dolori
articolari, mentre nelle forme più gravi si osservano ritardo
psicomotorio e della crescita, atrofia del cervelletto e disturbi della
vista.
“Da ricerche precedenti – spiega Alessandra Pontillo,
ricercatrice del Laboratorio della Clinica Pediatrica del Burlo Garofolo
- era noto che il difetto della MKD consiste nella mutazione del gene
mvk, che pertanto è incapace di produrre l’enzima MK funzionante. Grazie
al nostro studio, però, abbiamo confermato che non è l’accumulo di
sostanze non metabolizzate dall’enzima (per esmpio l’acido mevalonico) a
creare problemi, come alcuni ipotizzavano, ma l’assenza di particolari
composti intermedi che l’enzima, se funzionasse correttamente,
contribuirebbe a produrre. Si genera una sorta di effetto domino:
l’assenza o il mal funzionamento di MK blocca la via biochimica del
colesterolo, e impedisce la sintesi dei prodotti a valle, gli
isoprenoidi. Come risultato si ha una condizione cronica caratterizzata
da episodi infiammatori periodici”.
Trattandosi di una malattia rara (secondo il Piano Sanitario Nazionale è
definita rara una patologia con incidenza da 1/20.000 a 1/200.000
abitanti, ma secondo alcuni autori italiani si definiscono come "orfane"
le patologie che colpiscono meno dello 0,1% della popolazione italiana,
quindi meno di 60.000 persone), il deficit di Mevalonato Chinasi non è
mai stato preso in considerazione da aziende farmaceutiche per la
realizzazione di una terapia ad hoc. Né è mai stato sviluppato alcun
modello di laboratorio del tutto valido.
Per riprodurre un modello animale della MKD i ricercatori del Burlo
Garofolo di Trieste hanno inibito sperimentalmente la via del
colesterolo con composti diversi in topolini da laboratorio, constatando
che si riproducevano gli aspetti infiammatori della malattia umana. Poi
hanno fornito agli animali le sostanze mancanti, isoprenoidi naturali i
cui nomi (geraniolo, geranil-geraniolo) ne indicano la provenienza dal
mondo vegetale. “In questo modo – precisa Pontillo –
compensando la mancanza dei composti intermedi della via metabolica
coinvolta, siamo riusciti a guarire i topolini facendo regredire
l’infiammazione. Lo stesso risultato è stato ottenuto con cellule
prelevate da pazienti affetti da MKD, in cui è diminuita la produzione
di composti pro-infiammatori che invece permangono nelle cellule non
trattate”.
“E’ uno studio preliminare, ma significativo” commenta Alberto
Tommasini, dell’Unità Funzionale di Immuno-patologia e responsabile
della ricerca “perché oltre a essere malattia rara il deficit di
Mevalonato Chinasi è anche una malattia orfana di cure. Ora stiamo
effettuando una serie di ulteriori test di laboratorio per confermare i
risultati già ottenuti. Se saranno positivi come crediamo, potremo
pensare, in un futuro non molto lontano, di avviare dei trial clinici
preliminari sull’uomo. Nel frattempo, siccome alcuni isoprenoidi quali
il geraniolo hanno già passato il vaglio delle commissioni che ne
approvano l’utilizzo in certi settori alimentari o erboristici, stiamo
pensando in parallelo a una via di somministrazione non strettamente
medicinale, ma tale che possa apportare comunque un beneficio a chi è
affetto da MKD”.