L“Alchimie dell’Arte”
è il titolo dell’iniziativa promossa da Janssen-Cilag, azienda leader
nel settore farmaceutico da 50 anni impegnata nel trattamento delle
psicosi.
Il progetto, presentato durante una conferenza stampa svoltasi presso la
Società Letteraria di Verona, prevede l’allestimento di una mostra
d’arte figurativa con le opere di artisti che hanno vissuto l’esperienza
della malattia in uno dei centri di salute mentale del Triveneto.
Janssen-Cilag vuole in questo modo dare il proprio contributo nel
prendersi cura e nel valorizzare anche il “modo di esprimersi” del
malato psichiatrico, consapevole di come la cura non si possa esaurire
nel solo farmaco o nella terapia volontaria. La mostra sarà l’occasione
per dare visibilità ad un nuovo filone artistico, l’Arte outsider, che
comprende tutte le produzioni artistiche marginali, prodotte fuori dai
luoghi consacrati dell’arte e spesso espressioni di arte non subordinata
al mercato e alla cultura ufficiale.
Da sempre si discute in Occidente sul binomio arte/follia, ma solo a
partire dagli anni 20 del novecento viene riconosciuta alla produzione
psichiatrica qualche valenza artistica, nella convinzione che non esista
un’arte dei sani e un’arte dei folli, ma, se valore artistico c’è, la
situazione psico-sociale dell’autore deve risultarci del tutto
secondaria. Questo processo di valutazione della forma, al di là di chi
la produce, ha portato alla riabilitazione di molta produzione
realizzata nei luoghi di cura, proprio laddove la sensibilità umana si
fa più acuta. Molti artisti contemporanei hanno aperto atelier negli
ospedali psichiatrici, sicuri di poter attingere ispirazione a contatto
con artisti meno fortunati che si sono trovati a vivere esperienze di
malattia (Arnulf Reiner, Claudio Costa e molti altri). Da questi
atelier sono uscite opere importantissime. A Verona, per esempio, le
opere di Carlo Zinelli, già noto a Dubuffet, a Breton e a tutta
“La compagnie de l’art brut”.
Pittori, fotografi e scultori “outsider” verranno ricercati negli
atelier d’arte di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia e
con il contributo dei medici dei Dipartimenti di Salute Mentale, che
segnaleranno eventuali casi di cui sono a conoscenza. Tutte le opere
selezionate saranno esposte in una mostra allestita a partire dalla
primavera del 2009.
“Janssen-Cilag conferma il proprio costante impegno nei confronti dei
malati psichiatrici. Un impegno a 360°, che oltre all’attività di
ricerca per lo sviluppo di nuove terapie e di nuove soluzioni
farmacologiche, prevede un’attenzione alle modalità espressive dei
pazienti. Vogliamo curare la malattia, ma allo stesso tempo valorizzare
i punti di forza del malato” – ha dichiarato Massimo
Scaccabarozzi, Amministratore Delegato di Janssen–Cilag –
“L’Outsider Art è un’espressione artistica il cui valore è sempre più
riconosciuto dal mondo degli esperti d’arte; è per noi una grande
soddisfazione aver ideato e promosso quest’inedita iniziativa, con
l’obiettivo di promuoverla anche presso il grande pubblico sul
territorio nazionale.”
“Ormai lontani dall’utilizzo delle opere d’arte a fini diagnostici,
fa piacere rendersi conto che sempre più anche il mondo della scienza –
non avvezzo, per metodo, allo sguardo poetico – guarda al prodotto
artistico per la sua valenza di patrimonio culturale universale e che
anche chi si occupa solo ed esclusivamente di produzione farmaceutica è
disposto a promuovere un “qualcosa” che sfugge al controllo scientifico
e che non può che essere accolto come il momento sano di ogni essere
umano, il momento in cui i limiti della comunicazione vengono superati,
il momento in cui ci riconosciamo tutti, attraverso il segno, la forma,
il colore, nella stessa grande, straordinaria, multiforme famiglia dell’
Umanità” ha affermato Daniela Rosi, coordinatrice del
progetto “Outsider Art” per l’Accademia di Belle Arti di Verona e per il
centro Franca Martini A.T.S.M. di Trento.