Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 29/09/2008

 

"Occhi in dentro", l'esperienza italiana negli Usa


Il chirurgo oculoplastico (oculista con ultra-specializzazione nella chirurgia delle palpebre e dell'orbita) può intervenire in modo corretto per la correzione dei problemi dell'orbita. La dimostrazione è nell'intervento svolto da Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico di Genova e presentato al secondo congresso internazionale dell'Orbital Society, in corso a New York. Un prestigioso palco davanti ad un'organizzazione americana che raccoglie solamente 50 "specialisti degli occhi" e che viene convocato ogni cinque anni. Bernardini, prossimo membro dell'Orbital Society, ha presentato il lavoro fatto in collaborazione con i colleghi Geoffrey Rose di Londra e Augusto Cruz di San Paolo del Brasile.

Un estratto della relazione tenuta a New York dall'oculoplasta Francesco Bernardini:
"Il lavoro ha interessato due casi molto particolari; due pazienti dove le caratteristiche cliniche e radiologiche descrivevano un enoftalmo (occhi dentro l'orbita) tardivo, conseguente ad un pregresso intervento di shunt cerebrale eseguito in età pediatrica per correggere una pressione intracranica troppo elevata. Entrambi i pazienti presentavano un enoftalmo severo, bilaterale e progressivo, con perdita del contatto delle palpebre stesse dalla superficie oculare con conseguente sofferenza della cornea e disturbi visivi. Questa situazione era provocata da un'alterazione del tetto orbitario che si è espanso verso la cavità cranica, aumentando il volume orbitario. La causa di questa nuova sindrome oculare (silent brain syndrome) deve essere ricercata nella bassa pressione intracranica prolungata nel tempo che nei bambini determina un rimodellamento del tetto dell'orbita: questo infatti si espande verso la cavità cerebrale, aumentando il volume orbitario. E sarebbe proprio questo maggiore volume orbitario il responsabile dell'aspetto clinico e radiologico descritto. L'intervento ha comportato il posizionamento di appropriati impianti sul tetto dell'orbita per correggere l'anomala espansione. L'intervento, che è stato eseguito passando dalla palpebra e senza cicatrici visibili (e non trans-cranica), ha permesso di correggere questa complicanza del pregresso intervento neurochirurgico e ripristinare il normale rapporto delle palpebre con il bulbo oculare."

Di cosa si occupa il chirurgo oculoplastico?

Cura problemi che interessano l'orbita (quello spazio che sta dietro il bulbo oculare), le palpebre e le vie lacrimali e che causano problemi dal punto di vista estetico e funzionale. Le patologie sono le più svariate e vanno da quelle più gravi, come i tumori orbitari, ad altre più estetiche, come la blefaroplastica (eliminazione delle "borse"). Ogni intervento è praticato con tecniche mini invasive che non lasciano cicatrici.
 

 

 






 
 
 
 

  



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