Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 29/09/2008

 

Ragni, insetti e pappataci in agguato tutto l’anno


Corrado Negrini Primario Emerito di Allergologia, Genova - redazione@clicmedicina.it

Il rischio di essere punti da ragnetti, zecche, zanzare, tafani, pappataci, formiche, fino ad api, vespe e calabroni è in agguato durante tutto l’anno. Sono questi Imenotteri i veri responsabili delle reazioni più temibili per i soggetti allergici al loro veleno.

 

Abitudini degli Imenotteri

Gli imenotteri (il nome deriva da "ali membranose") costituiscono il più vasto ordine di tutto il regno animale e tra di essi solo le specie degli aculeati, dotati cioè di pungiglione, ricoprono interesse allergologico essendo in grado di inoculare un veleno. Fra di loro i calabroni, le vespe e le api. Gli insetti comunicano tra loro attraverso un linguaggio sia di movimenti che di feromoni: quando il feromone d'allarme viene emesso al momento della puntura provoca un accorrere sul luogo di altri insetti. Ciò spiega come qualsiasi individuo, umano o animale, riconosciuto come pericolo possa venire assalito da uno sciame anche numeroso di insetti. Tra i fattori di disturbo che possono scatenare l'aggressività delle api ci sono i movimenti bruschi, i forti rumori che creano vibrazioni aeree, la pioggia o il vento; per le vespe anche i colori vivaci, gli odori forti, le temperature calde estive.

 

I veleni e le reazioni da puntura

Il veleno degli imenotteri è contenuto in un sacco posto all'estremità dell'addome che comunica tramite un canale velenifero con il pungiglione, liscio nei vespidi e seghettato nelle api, che dunque non possono ritirarlo dopo la puntura. I veleni contengono sostanze dotate di proprietà farmacologia, tossica, irritativa primaria e "antigeni" cioè sostanze (polipeptidi, proteine, enzimi) attive dal punto di vista allergenico. Va precisato che nel nostro paese le specie di imenotteri di maggiore significato allergologico sono l'ape, la vespa crabro (calabrone) e la vespa nostrana. Le reazioni al veleno di imenotteri possono essere suddivise in due tipi. Il più comune consiste in una chiazza eritematosa, infiammata, calda e pruriginosa, con edema locale, e di solito regredisce spontaneamente in breve tempo. Talvolta può manifestarsi una reazione più estesa (per es: a tutto l'arto se la puntura è alla mano) e richiede adeguato trattamento. Reazioni di questo tipo e progressivamente più gravi sono del tutto eccezionali e solitamente imputabili a un'aggressione di uno sciame di insetti. L'altro tipo di reazioni ben più allarmanti e impegnative sono di tipo allergico, classificate secondo uno schema internazionale in quattro stadi successivi  che vanno dall'orticaria generalizzata allo shock con esito infausto. Esista ancora la possibilità, seppure piuttosto rara, di reazioni "ritardate" dopo alcune ore o giorni dalla puntura: sono di tipo neurologico, renale, ematologico, vascolare, simil-malattia da siero, il cui meccanismo rimane ancora incerto (immunologico)

La prevalenza dei soggetti con una generica ipersensibilità a veleno di imenotteri si aggira sullo 0,8% della popolazione generale; da 1 a 4 su 100.000 soggetti/anno possono presentare una reazione sistemica grave e da 0,09 a 0,45 soggetti su un milione/anno potrebbero andare incontro a una reazione mortale.

 

Diagnosi, terapia e prevenzione

La terapia prevede innanzi tutto l'estrazione del pungiglione delle api con una pinzetta, e quindi diverso trattamento a seconda delle reazioni, se di tipo semplicemente tossico-irritativo locale o se di tipo allergico, locali estese, sistemiche o più gravi con edema laringeo o shock anafilattico. Un cubetto di ghiaccio, una pomata antistaminica e/o cortisonica locali, eventualmente un antiallergico per bocca, può essere utile per le prime, mentre per le seconde sono previsti antistaminici, cortisonici, fino all'adrenalina per via sottocutanea, farmaco "salva-vita" nei casi di compromissione respiratoria e/o cardiovascolare. Ne sono disponibili confezioni per autoiniezione per adulti e per bambini. Il vaccino antiallergico con il veleno dell'insetto responsabile è un trattamento preventivo capace di prevenire le reazioni fatali e di ridurre il rischio di reazioni sistemiche a valori del 5-10%. Recentissime segnalazioni indicano risultati incoraggianti con l'utilizzo di un vaccino per via sublinguale, ma solo per le reazioni cutanee estese. Circa la prevenzione delle punture esiste una serie di suggerimenti. E a tutti buona gita! * Primario Emerito di Allergologia, Genova.
 

 

 






 
 
 
 

  



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