Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 22/09/2008

 

Al via, a Roma, un programma sperimentale di assistenza domiciliare per malati SLA


Prevista la presa in carico dei pazienti afferenti all’ASL Roma D attraverso prestazioni mediche specialistiche, infermieristiche, riabilitative e di assistenza socio-sanitaria, erogate al domicilio e presso l’Hospice Sacro Cuore di Roma, ente promotore del progetto.

L’Hospice Sacro Cuore di Roma ha avviato recentemente un programma sperimentale di assistenza domiciliare rivolto ad alcuni malati affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica:

«Il progetto, interamente finanziato dalla Fondazione Roma e senza oneri per il sistema sanitario regionale, viene svolto in collaborazione con la Cooperativa sociale Asso e di concerto con i servizi territoriali della ASL Roma D», confermano dalla Direzione Sanitaria dell’Hospice Sacro Cuore. «Esso avrà la durata di due anni e assisterà fino ad un massimo di nove pazienti affetti da SLA ai diversi livelli di stadiazione».

In particolare, l’assistenza sarà prestata secondo protocolli che prevedono la presa in carico dei pazienti attraverso prestazioni mediche specialistiche, infermieristiche, riabilitative e di assistenza socio-sanitaria.

Si agirò presso il domicilio dei pazienti, mediante accessi periodici degli operatori e per eventuali specifici casi di necessità terapeutiche, vi sarà anche la possibilità del regime residenziale presso l’Hospice Sacro Cuore: «Tre posti letto, infatti, sono stati oggetto di riassetto con il parere favorevole della ASL Roma D, già autorizzati per le cure palliative e la terapia del dolore e per ricoveri semiresidenziali in stanze singole completamente equipaggiate», spiegano ancora i responsabili della Direzione Sanitaria dell’Hospice Sacro Cuore. «Le prestazioni saranno integrative di quelle eventualmente già svolte dai servizi territoriali della ASL, essendo commisurate alle risorse rese disponibili dalla Fondazione Roma per il primo biennio di attività di sperimentazione».

Il presidente di AISLA ONLUS, Mario Melazzini, accoglie con estremo interesse l’avvio dell’iniziativa: «Ci auguriamo che, in un futuro prossimo, tale progetto diventi un modello assistenziale riconosciuto e accreditato dalla Regione Lazio. In tal modo, tutti i malati residenti nell’intero territorio regionale potrebbero avere accesso a questa stessa copertura assistenziale».
 

 

 






 
 
 
 

  



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