Bevacizumab è
l’unico farmaco biologico con effetti positivi sulla sopravvivenza
generale nel tumore metastatico del colon-retto per i pazienti con gene
K-Ras “wild-type”, quando usato come trattamento di prima linea in
combinazione con la chemioterapia.
Il ruolo centrale dell’innovativo farmaco anti-angiogenesi è stato
confermato oggi a seguito della presentazione di nuovi dati relativi ad
un‘altra molecola, il cetuximab, al 33° congresso ESMO (European Society
for Medical Oncology). Il K-Ras è un particolare gene presente nelle
cellule maligne dei pazienti con tumore del colon-retto correlato con la
prognosi della malattia, il cui stato viene definito “wild-type” quando
non è modificato –in circa il 60% dei pazienti – mentre nei restanti
casi subisce una mutazione.
Questa conferma dei benefici di bevacizumab sulla sopravvivenza dei
pazienti è molto importante, perché la sopravvivenza globale è l’
elemento chiave nei pazienti con tumore in fase avanzata.
I dati presentati sono relativi allo studio CRYSTAL, che ha mostrato
come l’utilizzo di cetuximab in combinazione con la chemioterapia non
comporti benefici significativi in termini di sopravvivenza globale, sia
nella popolazione generale sia nei pazienti testati per lo status di
K-Ras. Una precedente analisi sull’utilizzo di bevacizumab in
combinazione con la chemioterapia aveva dimostrato una sopravvivenza
globale di oltre due anni (27,7 mesi) nel tumore metastatico del
colon-retto per i pazienti con gene K-Ras “wild-type”. Bevacizumab si
conferma quindi come la migliore opzione terapeutica per i pazienti del
tumore del colon-retto, indipendentemente da mutazioni a livello dei
geni (per esempio del gene K-Ras).
“Consentire ai miei pazienti di vivere più a lungo rimane l’obiettivo
principale per me come oncologo medico” ha dichiarato Mark
Kozloff, professore associato, Dipartimento di Oncologia, University
of Chicago School of Medicine. “Bevacizumab è l’unico farmaco
biologico che utilizzato in combinazione con la chemioterapia permette
di raggiungere questo risultato essenziale, e pertanto dovrebbe essere
utilizzato come trattamento di prima linea nella maggioranza dei
pazienti con tumore metastatico del colon-retto, indipendentemente dallo
status di K-Ras”.
I dati principali dello studio CRYSTAL:
Non è stata rilevata una differenza statistica nella sopravvivenza
generale dei pazienti con K-Ras wild-type – lo studio è quindi negativo
per questo endpoint secondario (24,9 vs. 21,0 mesi rispettivamente nel
braccio con cetuximab e nel braccio di controllo) (HR 0.84, p 0.22)
Non è stata rilevata una differenza statisticamente significativa nella
sopravvivenza globale della popolazione generale di pazienti – lo studio
quindi non è riuscito a raggiungere questo endpoint secondario (19,9 vs.
18,6 mesi rispettivamente nel braccio con cetuximab e nel braccio di
controllo) (HR 0.93, p 0.30)
I risultati principali dello studio 2107 con bevacizumab :
Bevacizumab fornisce benefici statisticamente significativi in termini
di sopravvivenza globale nei pazienti con K-Ras wild-type (27,7 vs. 17,6
mesi rispettivamente nel braccio con bevacizumab e nel braccio di
controllo) (HR 0.58, p 0.04)
Bevacizumab fornisce inoltre miglioramenti statisticamente significativi
in termini di tempo vissuto senza che la malattia progredisca (progression
free survival o PFS), sia nei pazienti con K-Ras wild-type (PFS
migliorata dell’ 82%, da 7,4 a 13,5 mesi, hazard ratio: 0.44, p<0.0001)
sia in quelli con K-Ras mutato (PFS migliorata del 69%, da 5,5 a 9,4
mesi, hazard ratio: 0.41, p=0.0008).
Bevacizumab fornisce un beneficio statisticamente significativo come
sopravvivenza nella popolazione generale (20,3 vs. 15,6 mesi
rispettivamente nel braccio con bevacizumab e nel braccio di controllo)
(HR 0.66, p<0.001)
I benefici di bevacizumab sulla sopravvivenza generale sono stati
confermati da due grandi studi (First BEAT / BRiTE) che hanno coinvolto
quasi 4.000 pazienti
Nel gennaio 2008 l’EMEA ha approvato un’estensione di indicazione per
bevacizumab nel tumore del colon-retto metastatico, il farmaco ora può
essere utilizzato in combinazione con tutti i famaci chemioterapici
tradizionali ed in qualsiasi linea di trattamento. In Italia, questa
nuova indicazione è stata autorizzata nel giugno 2008,
contemporaneamente all’approvazione per l’utilizzo nel tumore della
mammella, del polmone non a piccole cellule e per il carcinoma renale.
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