Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 22/09/2008

 

Carcinoma della vescica: innovazioni tecnologiche e diagnosi precoce


In occasione del "Symposium on Fish Identification of Chromosomal Abnormalities for the Detection of Recurrence of Bladder Carcinoma", il CDI - Centro Diagnostico Italiano – ha promosso un focus internazionale sulle potenzialità e i vantaggi terapeutici delle nuove tecnologie legate alla diagnostica oncologica, quali la FISH (fluorescence in situ hybridization). Questo ad ulteriore riprova che da sempre per il Centro Diagnostico Italiano la tecnologia è un valore visibile, al servizio del paziente e a tutela della salute pubblica.

In particolare, sono stati messi in luce le potenzialità di Ikoniscope l'analizzatore automatico di immagini, da tempo in dotazione al nuovo laboratorio di genetica del CDI, che permette di rilevare precocemente, attraverso la ricerca delle aberrazioni cromosomiche, il carcinoma della vescica, uno dei cosiddetti 'big killer', evitando i possibili falsi negativi (non rari con gli esami citologici), e di sorvegliare l’insorgenza delle recidive. «Siamo i primi in Italia ad utilizzare Ikoniscope – ha spiegato il dott. Vittorio Grazioli, Direttore del laboratorio CDI e promotore del convegno – per leggere i risultati della metodica FISH applicata alle cellule uroteliali, cioè le cellule che tappezzano le vie urinarie. In pratica, partendo da un semplice campione di urina, siamo in grado di analizzare automaticamente fino a 30.000 nuclei cellulari, individuando e segnalando le anomalie cromosomiche che spesso precedono con largo anticipo l'insorgenza del tumore alla vescica, consentendo così di agire tempestivamente».

Come tutti i tumori, infatti, anche il carcinoma della vescica inizia con il guadagno e/o la perdita di interi cromosomi. Almeno inizialmente, tali aberrazioni colpiscono tipicamente i cromosomi 3, 7 e 17 (che aumentano di numero) e una regione del cromosoma 9 (che scompare), e questo già quando la cellula non presenta ancora caratteristiche di franca atipicità all’osservazione morfologica. La ricerca delle aneuploidie nelle cellule emesse con le urine è pertanto caratterizzata da una maggiore sensibilità rispetto al tradizionale esame citologico. Normalmente, la ricerca delle aberrazioni cromosomiche nelle cellule urinarie viene eseguita dapprima marcando i cromosomi con sonde specifiche fluorescenti e poi osservandoli al microscopio; essendo una metodica manuale, l’osservazione è di norma limitata a 25 - 50 cellule.

Per dare un’idea delle potenzialità della nuova metodica già in uso al CDI, basti pensare che il nostro sistema automatico per l’acquisizione e l’analisi di immagini, specificamente ideato negli Stati Uniti per leggere i risultati della FISH, è in grado di acquisire fino a 30.000 nuclei, di selezionare i 350 più significativi e di analizzarli ognuno su 9 differenti piani focali registrando tutte le immagini ottenute. La sensibilità diagnostica, cioè la capacità di individuare i casi patologici, aumenta significativamente, mentre sono ridotti i tempi di refertazione e viene consentita l’archiviazione elettronica di tutte le immagini ottenute in un file personale.

«Si tratta davvero di una innovazione tecnologica rivoluzionaria – ha dichiarato il Prof. Juan Rosai, Direttore del Centro Consulenza Anatomia Patologica Oncologica del CDI - in grado di dare un grande contributo alla diagnosi precoce e al monitoraggio del carcinoma della vescica, ovvero il quarto in ordine di frequenza nei paesi occidentali. Inoltre la possibilità di identificare cellule neoplastiche o preneoplastiche prima che queste risultino in lesioni evidenziabili all’esame cistoscopico, istologico e citologico è stato da sempre il goal principale di tutti i programmi di diagnosi precoce delle neoplasie, sia al momento presentazione iniziale che nel monitoraggio di possibili recidive post-terapia. Logicamente, nella fase iniziale di questa tecnologia, e nonostante i notevoli risultati già ottenuti in centri americani ed europei (la maggior parte dei quali saranno presentati in questo convegno), l’analisi con la tecnica FISH (con o senza una valutazione automatica) deve essere vista non come una tecnica alternativa della citologia tradizionale ma bensì come una tecnica sinergistica da usare contemporaneamente per ottenere i maggiori livelli possibili di sensitività e specificità ».

«Una futura applicazione di Ikoniscope nel campo della diagnostica oncologica - ha spiegato il dott. Vittorio Grazioli - sarà la lettura automatica della FISH eseguita sulla cellule del collo dell’utero. Lo scopo è quello di scoprire in anticipo la trasformazione irreversibile da cellula normale a cellula tumorale in seguito ad infezione da papillomavirus. Quando l’infezione da papilloma virus, di per sé spesso autolimitante, degenera in tumore, si assiste tipicamente ad un'abnorme amplificazione di una regione del cromosoma 3 che codifica per la telomerasi, e questo quando l’osservazione microscopica non riesce ancora a definire la cellula come francamente maligna. Questa eventualità si verifica nell’1% dei pap-test e considerando l’enorme numero di questi ultimi su base annua, si può facilmente intuire l’importanza di questo approccio per salvare migliaia di vite umane. Anche in questo caso, Ikoniscope è in grado di analizzare un numero elevatissimo di cellule, riducendo al minimo la possibilità di falsi negativi. Il test è richiedibile anche con il SSN a fronte del semplice pagamento del ticket».


CDI Centro Diagnostico Italiano

Il Centro Diagnostico Italiano, attivo a Milano da oltre 30 anni, è una struttura sanitaria ambulatoriale a servizio completo orientata alla prevenzione, diagnosi e terapia in regime di day hospital. Recentemente ha ottenuto l’ambito accreditamento da parte di Joint Commission International, l’organo internazionale no profit che certifica l’eccellenza delle strutture sanitarie.

CDI è presente sul territorio milanese attraverso un network di strutture, che attualmente raggiungono le 14 unità, collocate in Milano, Corsico, Rho e Cernusco sul Naviglio. Dispone in un’area accreditata (laboratorio ed imaging), di un’area privata e di un’area a servizio delle aziende. Presso il laboratorio del CDI vengono effettuati circa 3.500.000 analisi all’anno, mentre la Diagnostica per Immagini e la Medicina Nucleare mettono a disposizione le strumentazioni più evolute e innovative, quali la PET, tomografia ad emissioni di positroni, la TAC 64 strati Dual Source e la Risonanza Magnetica Nucleare ad alto campo per un totale di 130.000 prestazioni all'anno. Attualmente, sono oltre 50 i servizi riguardanti numerose aree terapeutiche che si avvalgono dell’altissima professionalità dei medici CDI. Tra i fiori all’occhiello ci sono il Cyberknife, il rivoluzionario robot radiochirurgico all’avanguardia nella terapia dei tumori, il reparto di Day Surgery e One Day Surgery, che permette al paziente di tornare a casa propria il giorno stesso dell’intervento o, all’occorrenza, di trascorrere una notte nell’area riservata, evitando il regime di ricovero; il nuovo reparto CDI-Check, il check up personalizzato del Centro Diagnostico Italiano.

 

 






 
 
 
 

  



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