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Annibale Puca,
Giorgia Palmas e Adriana Albini |
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La salute vien mangiando. O almeno dovrebbe. Grazie ai progressi della
ricerca e della nutrigenomica oggi è possibile scegliere cosa mangiare
per vivere in perfetta forma e più a lungo. Ma è importante imparare a
conoscere e selezionare gli alimenti giusti e i modi per cucinarli.
Proprio per questo oggi a Milano l’Istituto Scientifico MultiMedica ha
riunito i propri esperti, per fare un punto sulle più recenti scoperte e
presentare gli ingredienti del “Menu di lunga vita”, assieme ad
alcune proposte di ricette ideate ad hoc dagli chef de La Scuola de La
Cucina Italiana. Madrina dell’iniziativa la neomamma Giorgia Palmas,
testimone dell’importanza di una alimentazione corretta.
Anche se oggi la quantità di cibo disponibile nei paesi occidentali è
molto maggiore rispetto al passato, non siamo ancora capaci di
ottimizzare il nostro potenziale di aspettativa di vita. A causa dei
cambiamenti della nostra dieta, infezioni e carestie hanno lasciato il
passo a diabete, obesità e malattie cardiovascolari.
È difficile orientarsi tra stili di vita che offrono cibo in quantità
eccessiva e di qualità spesso scadente, eppure esiste un legame evidente
tra ciò che mangiamo, l’invecchiamento e la longevità.
“E’ nota l’azione protettiva degli acidi omega-3 e dell’olio di oliva
nella dieta (la cosiddetta dieta mediterranea) - spiega Annibale
Puca, che al Polo Scientifico Tecnologico MultiMedica di Milano si
occupa proprio dell’invecchiamento attraverso approcci di genomica e
lipidomica sui centenari - . Questi non sono altro che degli acidi
grassi il cui ruolo fondamentale e’ quello di regolare le attività
cellulari influenzando il modo con cui i compartimenti cellulari e le
cellule stesse dialogano tra loro. Attraverso uno studio dei profili
lipidici di membrana possiamo indirizzare il paziente a una migliore
gestione della dieta e della integrazione, facendo particolare
attenzione agli equilibri tra i vari tipi di acidi grassi che bisogna
preservare per un corretto funzionamento della cellula. Tutto ciò ha una
importante ricaduta sulla longevità, come evidenziato dai nostri studi.”
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Lo chef, Giorgia
Palmas e Adriana Albini |
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Componenti della dieta possono anche essere usati per proteggere il
nostro corpo. Le linee di ricerca dell’equipe guidata dalla
dottoressa Adriana Albini, Responsabile della Ricerca Oncologica
dell’Istituto Scientifico MultiMedica, mirano alla prevenzione legata
alla protezione dell’organismo.
“I dati statistici raccolti in tutto il mondo testimoniano come il
consumo di determinati cibi o condimenti, come i broccoli, i cavolini di
Bruxelles, le carote, il pomodoro, la frutta contenente vitamina A e C,
o terpeni e antociani, l’aglio, il peperoncino, la curcuma del curry
diminuiscono drasticamente la possibilità di sviluppare un tumore; così
come il consumo di té verde, vino rosso - con moderazione -, birra e
succo di mirtillo. Al contrario cibi da evitare, o quanto meno da
consumare con parsimonia, sono le carni rosse e i formaggi. Una dieta
variata ma attenta, poco zucchero e calorie e un frequente controllo del
peso, oltre a evitare molte patologie possono quindi influenzare
positivamente anche la nostra resistenza al cancro. Le nostre ricerche
molecolari studiano i componenti attivi derivati dalla dieta e i
meccanismi di azione perché possano diventare dei veri e propri farmaci
nella prevenzione dei tumori. Tra essi un triterpenoide simile agli oli
essenziali delle bucce d’arancio da noi studiato in provetta ora è gia
in fase clinica in America. Abbiamo anche scoperto che un flavonoide del
luppolo della birra è un valido antiossidante”
Licia Colombo, Responsabile del Servizio di Dietologia
dell’Istituto Scientifico MultiMedica, conferma come sia importante
seguire i principi della dieta mediterranea.
“Innanzitutto è necessario ridurre l’apporto calorico giornaliero e
aumentare il livello di attività fisica per mantenere il peso corporeo
desiderabile. Bisogna poi controllare l’apporto proteico, privilegiando
proteine vegetali, cereali, pesce, legumi, uova e l’apporto lipidico
preferendo i grassi vegetali come l’olio di oliva e aumentando
l’introito di grassi poliinsaturi (contenuti ad esempio nel pesce
azzurro). L’apporto dei carboidrati dovrebbe essere del 50-60% sulle
calorie totali. Importanti i carboidrati complessi anche integrali
(cereali, legumi), il consumo di frutta e verdura con anche cinque
porzioni al giorno (5/6 etti), le fibre. La frutta e la verdura devono
essere consumate prevalentemente crude per non perdere almeno 1/3 dei
principi nutritivi; l'olio di oliva deve essere usato in cottura e non
l'olio di semi e per le fritture è necessario una fiamma alta e per
tempi rapidi; i cibi vanno cucinati al vapore, al forno (cartoccio), e
il forno a microonde.”
Anche se può sembrare difficile ridurre il consumo di alimenti a cui si
è abituati, le indicazioni degli esperti non devono tuttavia affliggere
gli amanti del buon cibo.
Gli ingredienti dell’elisir di lunga vita sono molti, e con un minimo di
creatività e fantasia possono comporre un menu originale e sfizioso.
Come dimostrano gli chef de La Scuola de La Cucina Italiana, che hanno
elaborato una propria proposta: in apertura insalata d’orzo alle erbe,
legumi e cavolfiore, a seguire una scaloppa di salmone al pomodoro
fresco, rucola e timo e per finire torta al cioccolato, mandorle e noci.
Un pranzo o una cena composta da ricette salutari, certo, ma capaci
anche di accontentare i buongustai più esigenti.