Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 17/09/2008

 

Le allergie al gatto


clicMedicina - Prof. Arsenio Corrado Negrini, Primario Emerito di Allergologia, Genova - redazione@clicmedicina.it

Prof. Arsenio Corrado Negrini

E' importante sapere che il principale allergene del gatto (cioè il responsabile della sensibilizzazione allergica e dei relativi disturbi) è prodotto dalle ghiandole sebacee e da cellule dell'epitelio, si accumula soprattutto sulla cute, nella forfora e nei peli dell'animale. Tale allergene(la cui produzione è più elevata nel felino maschio che nella femmina e pur riducendosi con la castrazione rimane ancora in quantità a rischio) è legato a particelle molto piccole -pochi millesimi di millimetro- che si diffondono facilmente nell'aria ove rimangono sospese per ore; negli ambienti aderiscono ai vari arredi e possono persistere per giorni e mesi anche senza la presenza dell'animale. L'allergene può essere ancora trasportato dagli indumenti dei proprietari dell’animale e quindi disperso e sospinto da correnti aeree e rinvenuto perfino in ambienti dove si presume sia mai entrato un gatto (scuole, cinema, locali medici, mezzi pubblici, ecc.)

Donde la comparsa nel soggetto allergico dei sintomi senza una regola precisa e saltuari. Bisognerà pertanto evitare ambienti frequentati dai gatti, ed anche quelli in precedenza abitati da tali animali, lavare gli indumenti (più efficace con acqua che “a secco”) direttamente o indirettamente inquinati, compresi i capelli, effettuare regolarmente una accurata pulizia dell’ambiente di vita con aspirapolvere dotati di particolari filtri ad alta efficienza, e –concetto dibattuto- lavare bisettimanalmente l’animale.

Oltre a tutto il corteo farmacologico in caso di rinite od asma, potrebbe trovare indicazione quale trattamento preventivo lo specifico “vaccino antiallergico” agevole da somministrare e ben tollerato quello per via sublinguale e, protratto per alcuni anni, con buoni risultati.
Per ultimo vanno ricordate le dimostrate reazioni crociate tra gli allergeni del gatto e quelli di altri felini (leone, tigre, giaguaro, ecc.) quindi attenzione alle visite al circo, musei, ecc.
Infine in una discreta percentuale di questi pazienti (20%) può verificarsi una ipersensibilità alla carne di maiale onde non trascurare una eventuale comparsa di disturbi alla ingestione di carne suina.

 

 

 






 
 
 
 

  



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