Può essere definita una
vera e propria impresa scientifica l’intervento eseguito all’IRCCS
Policlinico San Donato su un bambino camerunense di appena otto
settimane, affetto da una malformazione congenita al cuore rarissima
quanto impressionante: l’Ectopia Cordis.
L’ intervento è stato eseguito dall’equipe di cardiochirurgia pediatrica
dell’IRCCS Policlinico San Donato, guidata dal Dott. Alessandro
Frigiola e dal Dott. Alessandro Giamberti, con la
collaborazione del Dott. Maurizio Torricelli, Responsabile
dell’Unità Operativa di Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale Maggiore
Policlinico Mangiagalli e Regina Elena e del Prof. Luca Vaienti,
Responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica dell’IRCCS
Policlinico San Donato.
L’ Ectopia Cordis, nelle sue varie forme, colpisce complessivamente
circa 5-8 bambini su un milione di nati vivi, e nella quasi totalità dei
casi conduce alla morte per infezione o per l’impossibilità di procedere
chirurgicamente. Si tratta della dislocazione del cuore, che alla
nascita del bambino si presenta al di fuori della sua sede naturale e
pulsa “nell’aria”, all’esterno del corpo. L’unica speranza in questi
casi è quella di ricollocare chirurgicamente il cuore all’interno della
gabbia toracica, impresa quasi sempre impossibile per carenza di
“spazio” interno e per l’insorgere di molteplici, gravissime
complicanze. E’ difficile reperire notizie precise sui casi di
sopravvivenza, in tutto il mondo, dopo l’ intervento chirurgico, quel
che è certo è che si tratta di pochissimi, eccezionali eventi.
Al piccolo camerunense operato dall’equipe dell’ IRCCS Policlinico San
Donato è stato creato chirurgicamente lo spazio necessario nel torace
per accogliere il cuore, successivamente si è provveduto alla
ricostruzione del torace, tramite uno strato protesico di gore-tex, uno
di costole prelevate dal piccolo e infine uno strato epidermico. L’
intervento è perfettamente riuscito, il bambino è stato dimesso e
presenta adesso una conformazione fisica e un’aspettativa di vita
assolutamente normali.
La storia è quella di un bimbo nato in un piccolo e poverissimo
villaggio a Nord del Camerun, nelle vicinanze del lago Ciad. Alla sua
nascita la madre, non ancora ventenne è disperata per la gravissima
malformazione del bimbo, ha bussato alle porte di un piccolo ospedale
della zona, trovando fortunatamente l’aiuto di una chirurga inglese che
ha contattato i più importanti e prestigiosi centri cardiochirurgici
d’Europa. Dopo una lunga serie di rifiuti, gli unici ad accettare
immediatamente il caso sono stati il Dott. Frigiola,
cardiochirurgo pediatrico di fama internazionale dell’IRCCS Policlinico
San Donato e fondatore dell’associazione umanitaria Bambini Cardiopatici
nel Mondo, e il suo collega e membro della sua Equipe, il Dott.
Alessandro Giamberti. Prima dell’intervento il piccolo e sua madre
sono stati ospitati e assistiti dall’Associazione sandonatese Cuore
Fratello di Don Claudio Maggioni, cappellano del Policlinico San Donato.
“Oltre che sul grande valore scientifico dell’intervento, ci preme
richiamare l’attenzione sulla storia che lo ha preceduto e sul
significato dei rapporti di collaborazione che abbiamo costruito in
Camerun nello svolgimento della nostra attività umanitaria” spiega
il Dott. Frigiola. “Menzione speciale merita l’ambasciata
italiana a Yaoundee, che ha rilasciato immediatamente i visti necessari
al trasferimento in Italia del piccolo e sua madre, proprio in virtù del
grande legame stabilito con Il Policlinico San Donato e la nostra
Associazione per la cura dei bambini cardiopatici camerunensi”.
Il progetto Camerun, che ha come attori principali l’Unità Operativa di
Cardiochirurgia del Policlinico San Donato, in cui operano i medici
dell’ l’associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, e l’Associazione
Cuore Fratello, ha già permesso il trattamento chirurgico di 110 bambini
affetti da cardiopatie congenite presso l’ospedale sandonatese, la
realizzazione dei primi 15 interventi di cardiochirurgia pediatrica in
Camerun, l’apertura del primo centro cardiaco diagnostico e la
formazione continua di medici e infermieri camerunensi presso il
Policlinico San Donato. Il punto d’arrivo è l’inaugurazione in Aprile
2009 del primo Centro Cardiochirurgico del Camerun, il Cardiac Center di
Shisong, già attivo dal punto di vista diagnostico e che potrà offrire
le sue prestazioni anche a tutte le zone confinanti per un’ area abitata
da oltre 200 milioni di persone.