Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 11/09/2008

 

La sindrome di Cotard ovvero l’inesistenza personale


Anna Carderi – psicologo- Roma - redazione@clicmedicina.it

Anna Carderi -  psicologa

La sindrome di Cotard, inquadrabile nell’ambito dei Disturbi Deliranti, è caratterizzata da idee di negazione e da una composita costellazione sindromica, comprendente ansietà melanconica, idee di dannazione o di possessione, tendenze autolesive, analgesia e idee di immortalità. Inoltre lo stato di assenza di emozioni domina completamente la ragione.
Caratteristica fondamentale della sindrome di Cotard è il delirio nichilista che consiste nella negazione totale del corpo o dell’esistenza di alcune parti di esso “non ho lo stomaco” “non ho la testa”, o nella loro trasformazione “il mio cuore è diventato di pietra”; dello spirito “sono senza anima”; dei beni materiali “non ho abiti”, “non ho casa”, “non ho cibo” e relazionali “non ho famiglia”; dell’intera persona “non ho nome”, “non ho passato”, “non ho età”. La sensazione di vuoto assoluto può essere tale da arrivare alla negazione delirante della propria persona “non esisto”, “non sono mai nato”. Alcuni sono convinti di essere morti, di sentire il puzzo della loro carne in putrefazione. Il sentimento di attribuzione causale interno, cioè la tendenza ad attribuire a se stessi la responsabilità di eventi esterni, può far assumere al nichilismo connotazioni di tipo cosmico per cui la persona è convinta che il destino del mondo intero è inscindibile dal suo. Spesso al delirio nichilista si associano idee deliranti di enormità fisica, la persona sente ed afferma che il proprio corpo è immenso, non ha più limiti, si è espanso a tutto l’universo; di immortalità e onnipotenza. In quest’ultimo caso il nichilismo di Cotard può assumere la connotazione di una megalomania a rovescio. Essa infatti viene esperita nella negativa accezione di pena, condanna e di dannazione a vivere in eterno per poter soffrire ed espiare così in parte le proprie colpe. L’immortalità qui rappresenta la paura più terribile esperita dalla persona. In questa fase non è rara la messa in atto di condotte autolesive e automutilanti e l’affiorare di idee suicide.

Tali tematiche nichiliste sono successive ad una iniziale fase in cui prevalgono ansia e depersonalizzazione. Nelle fasi finali della malattia la persona sembra distaccarsi progressivamente dai propri deliri. La sindrome di Cotard è relativamente rara (ad oggi, dalla sua scoperta avvenuta nel1882, sono stati descritti circa un centinaio di casi) e coinvolge più frequente donne anziane con compromissione cerebrale organica e con precedenti episodi maniaco-depressivi. In questi pazienti si osserva una estremizzazione delle tematiche depressive. Ad esempio i sentimenti di autoaccusa e di colpa dello stato depressivo evolvono nella dannazione eterna. Pur rappresentando una modalità evolutiva della depressione, più frequente in presenza di malattie o danni cerebrali, questo quadro sindromico è stato descritto anche nell’ambito di altri disturbi come la schizofrenia, l’alcolismo cronico, le encefaliti, la paralisi progressiva e l’epilessia. Henne descrisse una variante della sindrome di Cotard in cui si mescolavano sintomi e deliri depressivi, sintomi maniacali e componenti “nevrotiche”. La manifestazione della sindrome di Cotard in giovane età sembra associarsi ad un disturbo mentale o ad un’anomalia neuropsicologica causata da lesioni delle aree cerebrali della corteccia frontale destra e/o da un malfunzionamento dei circuiti cerebrali che danno un significato emotivo ai volti. L’interruzione patologica delle fibre nervose che connettono il centro delle emozioni alle aree sensoriali che viene a determinarsi fa si che nulla riesce più ad avere una qualche rilevanza emotiva per il paziente, al punto che l'unico modo per spiegare razionalmente questa totale assenza di emozioni rimane quello di credere di essere morto.

Talvolta, risoltasi l’alterazione dell’umore, le tematiche di negazione si irrigidiscono ed assumono un decorso autonomo cronico (delirio di negazione post-melanconico), in altri casi possono emergere deficit cognitivi. Al momento attuale, la disponibilità di misure terapeutiche efficaci nella cura della depressione ha ridotto notevolmente l’insorgenza di questa sindrome. Inoltre, l’uso della terapia elettroconvulsivante, in genere, ha dato buoni risultati consentendo una rapida e completa remissione della sintomatologia.

 

 






 
 
 
 

  



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