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Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali
Il recupero della persona affetta da psicosi e schizofrenia è ora possibile clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
Gli antipsicotici atipici di nuova generazione sono in grado di
proteggere i neuroni dai danni provocati dalla psicosi e, con tutta
probabilità, possono anche favorirne la rigenerazione.
È questa la nuova, "importantissima e inattesa" scoperta - come sostiene il Prof. Leonardo Cortese professore associato di Psichiatria e Direttore del Programma "Wellness Program for Extended Psychosis" presso la University of Western Ontario in Canada - osservata nel trattamento di psicosi e schizofrenia con i farmaci antipsicotici atipici di nuova generazione, come quetiapina, che contribuisce a far sì che oggi queste pur gravi patologie non siano più da considerarsi incurabili, a differenza di ciò che crede ancora la maggior parte delle persone. Da 20 a 25 nuovi casi di psicosi ogni centomila persone In ogni parte del mondo una persona su cento soffre o ha sofferto di un episodio psicotico. ”Ogni anno si registrano da 20 a 25 nuovi casi di psicosi ogni centomila persone,” - continua il Prof. Cortese, che di recente è intervenuto all'evento AstraZeneca ‘Question time in Psichiatria 2008’ dal titolo "Approccio multidimensionale per il recupero dell'intera persona", tenutosi a Napoli. “Ciò significa” - continua il professore - “che, in una città come Milano ad esempio, più di 250 persone ogni anno, per lo più giovani, si ammalano di psicosi e, nella maggior parte dei casi, evolveranno in schizofrenia". Fino a 2 anni prima della diagnosi al paziente Nonostante l’evidente incidenza di queste patologie, “purtroppo, solo una percentuale compresa tra il 5 e il 15% dei primi eventi psicotici viene segnalata allo specialista” - afferma il Prof. Cortese.“Queste persone convivono in media per oltre due anni con i propri disturbi senza ricevere una diagnosi precisa, pur essendo venuti a contatto con diversi medici. Inoltre, più la psicosi procede, più danni provoca in chi ne soffre e, se non trattata, è tossica per il cervello e induce la morte dei neuroni: in un anno, un paziente psicotico perde il 5% del volume del cervello". Riconoscere i sintomi e prevenire le ricadute Per la psicosi e la schizofrenia primo obiettivo è, dunque, giungere al riconoscimento dei sintomi e alla diagnosi in tempi brevi. Una volta diagnosticata la malattia, obiettivo principale del trattamento sarà poi quello di evitare che si verifichino ricadute. Con tutta probabilità, una ricaduta può essere scatenata dall'associazione tra vulnerabilità individuale e una serie di fattori di rischio "stressogeni", psico-sociali e chimici. "Vi sono fattori genetici e di altra natura che rendono un soggetto più vulnerabile allo stress. Quest'ultimo, a sua volta, è determinato da diverse condizioni, quali ad esempio un eccessivo consumo di alcool, disadattamento e tensione emotiva, abuso di cannabis,” - ricorda il Prof. Cortese- “Tutti questi fattori non provocano la psicosi, ma rappresentano l'elemento scatenante delle ricadute”. "In un anno, si verifica una ricaduta nel 20% (e fino al 40%) dei pazienti psicotici, - avverte il Prof. Cortese - “e, a differenza di quanto avviene con i nuovi antipsicotici di seconda generazione, nei pazienti trattati con i vecchi antipsicotici di prima generazione il tasso di ricadute supera il 16% al primo anno per arrivare addirittura all'82% al quinto anno di malattia". Effetto neuroprotettivo dei farmaci di seconda generazione come quetiapina La psicosi ha un effetto tossico diffuso a livello del cervello. "Essa provoca una sorta di 'potatura' dei dendriti e dell'assone dei neuroni” - spiega il Prof. Cortese. - “Al contrario, la terapia con farmaci innovativi come quetiapina ha un effetto sia neuroprotettivo che neurogenico. In pratica, da un confronto con i farmaci antipsicotici di prima generazione, è stato riscontrato che i nuovi antipsicotici come quetiapina sono in grado di arrestare la perdita neuronale e di prevenire la perdita del brain derived neurotropic factor (BDNF), uno dei fattori di crescita importanti per la sopravvivenza e per la plasticità della cellula nervosa che potrebbe rappresentare un importante componente della capacità di risposta allo stress". E non è tutto. "Questi farmaci favoriscono la generazione di nuovi neuroni e la loro integrazione nei circuiti neuronali esistenti, - spiega il Prof. Cortese. - Si tratta di una scoperta importantissima e inattesa verificata con studi su modelli animali nei quali farmaci come quetiapina si stanno dimostrando molto promettenti dal punto di vista della neurogenesi. La neuroprotezione e, con ogni probabilità, anche la neurogenesi rappresentano gli elementi più promettenti che siano stati osservati negli ultimi anni, perchè pongono rimedio a questo processo. E così sfatano il mito negativo, che ha resistito fino a oggi dai primi del secolo scorso, secondo cui la schizofrenia (allora chiamata demenza precoce) sarebbe stata una patologia definitivamente incurabile". Quetiapina Un altro fattore importante per la prognosi, soprattutto dei giovani pazienti, è rappresentato dallo stato delle funzioni cognitive. "E i nuovi farmaci antipsicotici atipici come quetiapina, - afferma il Prof. Cortese, - si sono dimostrati capaci non soltanto di proteggere, ma addirittura di migliorare in modo significativo le funzioni cognitive". I disturbi psicotici sono patologie a più dimensioni, perchè interferiscono con diversi aspetti della vita di una persona. La terapia con quetiapina si è dimostrata efficace nel contribuire al recupero fisico, agendo rapidamente con un miglioramento già al quarto giorno dall'inizio del trattamento, emotivo, migliorando significativamente i sintomi di ostilità, impulsività, eccitazione, mancanza di cooperazione e sociale. Ben tollerata, con una bassa incidenza di eventi avversi gravi quetiapina consente di ridurre significativamente i sintomi psicotici, aumentando la qualità di vita e del sonno. Una terapia efficace e ben tollerata è davvero fondamentale per il successo della cura di questa patologia: gli effetti indesiderati del trattamento interferiscono, infatti, eccessivamente con la qualità della vita. In questo caso, prima o poi, gli ammalati interrompono la terapia, esponendosi ad alto rischio di ricaduta e suicidio. Con quetiapina, in particolare, l'incidenza di effetti extrapiramidali come tremori, movimenti anormali del viso e del corpo, movimenti ritmici e involontari della lingua, della bocca, del viso e continua sensazione di stanchezza, è significativamente minore rispetto ad altri antipsicotici (12,7% contro 21,8%). Come conseguenza, migliora le capacità dei pazienti di svolgere le normali attività quotidiane. È anche per questo che quetiapina, negli ultimi dieci anni, è stata assunta da oltre 20 milioni di persone in tutto il mondo. La ricerca scientifica continua, spinta dalla consapevolezza dell'importanza di un trattamento rapido e quanto più vicino possibile al momento della comparsa dei primi sintomi. "Tant'è vero che molti gruppi di ricerca stanno oggi studiando gli effetti di un trattamento con i nuovi antipsicotici, come quetiapina, iniziato già in fase precoce, - conclude il Prof. Cortese, - cioè in occasione del manifestarsi dei primi sintomi. E i risultati sono molto promettenti,perchè sembra che le probabilità che si sviluppi una psicosi diminuiscano se il trattamento viene iniziato precocemente".
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