
Si
calcola che attualmente in Italia ne siano afflitti mezzo milione di
persone tra i 50 e i 60 anni, 1 milione tra i 60 ed i 70 e oltre 2
milioni over 70 anni. Invecchiando il rischio di sviluppare la malattia
cresce considerevolmente, infatti la DMS, come viene altresì chiamata,
colpisce il 32% degli over 75.
Il dramma è che al momento non esiste una terapia risolutiva e solo una
corretta diagnosi precoce può rallentare l’inesorabile progresso della
patologia, che può condurre- se non diagnosticata in tempo- alla perdita
della vista, con conseguenze gravi sulla qualità di vita. Non si riesce
più a leggere, a camminare, a guidare o guardare la tv, a riconoscere le
persone davanti a noi, insomma a vivere in modo autonomo. Se si pensa
che la speranza di vita va verso i 90 anni, significa che ci aspettano
almeno 15 anni di pene e sofferenze.
I fattori di rischio maggiori sono il fumo, l’elevata pressione del
sangue e una dieta sbagliata. In questi ultimi anni varie ricerche
effettuate in Italia e all’estero hanno portato alla conclusione che una
vita sana e una dieta equilibrata ricca di pesce, frutta, verdura a
foglie verdi aiutano a prevenire il rischio di contrarla. Inoltre si
consiglia agli over 50 di sottoporsi, almeno ogni due anni, ad una
visita accurata con dilatazione della pupilla presso un Medico Oculista.
Nel frattempo al mondo si sono avviate diverse ricerche allo scopo di
giungere quanto prima a una terapia risolutiva.
“La ricerca
scientifica dedica sempre più risorse nello studio della degenerazione
maculare senile- dichiara il
Prof. Pasquale Troiano,
Presidente di Per Vedere Fatti Vedere Onlus-
Sono già disponibili
sostanze integrative che appaiono utili nella prevenzione della
degenerazione maculare secca, mentre il trattamento della degenerazione
maculare umida, che offre già diverse opzioni terapeutiche, disporrà tra
breve di nuovi farmaci ancora più attivi e, forse, con minori effetti
collaterali. Nel frattempo le persone a rischio devono essere rese
consapevoli e puntare tutto sulla prevenzione per tutelare la propria
vista”.
Rischio cecità: Nasce la carta dei diritti del paziente
Dalla presentazione della European Charter of Patients’ Rights (Carta
Europea dei Diritti del Malato), avvenuta nel 2002 a Bruxelles,
contenente i principi generali fondamentali di tutti i malati si è
notato che si sta consolidando la prassi di redigere una Carta specifica
per ogni singola patologia. Per tale ragione sono state realizzate ad
esempio la Carta dei diritti dei malati di tumore, di Alzheimer, dei
malati di cefalea, dei bambini cardiopatici. Per le patologie oculari
era stata finora redatta solo la carta dei diritti dei malati
ipovedenti.
Questa tendenza è riscontrabile non solo in Italia ma anche
all’estero. In occasione della prima giornata mondiale del glaucoma nel
marzo scorso è stato proposto a livello internazionale di produrre la
Carta dei diritti dei pazienti glaucomatosi. Il documento è tuttora in
fase di stesura e comunque non reperibile. Per Vedere Fatti Vedere onlus
ha raccolto l’appello e ha deciso di redigere una Carta comprendente sia
i diritti dei pazienti affetti da dms sia di quelli con glaucoma.
“Gli obiettivi del documento (disponibile sul sito della onlus a
partire dal 21 settembre) sono tre- spiega il Presidente di Per
Vedere Fatti Vedere Onlus, Prof. Pasquale Troiano- bisogna
acquisire la fiducia del paziente nei confronti del sistema sanitario
che deve essere percepito in senso positivo e capace di rispondere ai
suoi bisogni; si deve poi sottolineare l’importanza di una relazione
forte tra il paziente e il medico-oculista curante; e infine bisogna
affermare il ruolo critico determinante del paziente stesso che è
chiamato a tenere in massima considerazione la cura del proprio
benessere”.
Essere informati e curati nella propria interezza, ricevere una
diagnosi tempestiva e poter accedere a trattamenti efficaci. Ecco i
punti principali della “Carta dei diritti del paziente” colpito
da malattie della macula, la zona centrale della retina. La forma più
comune è la degenerazione maculare legata all’età (AMD), che mette a
rischio la vista degli ultracinquantenni; ma attualmente può essere
curata. Quindi viene presentato oggi in Italia il documento di tutela
dei pazienti. A redigerlo sono principalmente due associazioni con
vocazione mondiale: l’AMD Alliance International e l’Agenzia
Internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. A loro
si aggiungono molte associazioni di pazienti, tra cui per il nostro
Paese AMD onlus.
Circa trenta milioni di persone nel mondo sono colpite da maculopatia.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’AMD è la prima
causa di cecità in Occidente; la sua incidenza è destinata a crescere a
causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione e dell’aumento
dell’età media. Nel mondo circa mezzo milione di persone perde la vista
ogni anno per colpa della maculopatia; nei Paesi occidentali è
responsabile nel 41% dei casi di cecità. In Italia si stima che circa un
milione di persone siano affette dalla malattia.
“Questo documento – afferma l’avv. Giuseppe Castronovo,
Presidente della IAPB Italia e del Direttivo europeo di AMD Alliance –
rappresenta uno straordinario passo in avanti per tutte le persone
affette da degenerazione maculare legata all’età poiché non solo ha
l’obiettivo di diffondere e di difendere in tutto il mondo i diritti dei
malati, ma anche perché sottolinea l’impatto sociale di una malattia
destinata ad incidere sempre più sulla salute degli italiani. Infatti la
vista è un bene prezioso, un diritto di tutti che va tutelato sempre.
Occorre quindi – prosegue l’avv. Castronovo – che le istituzioni
garantiscono ai malati affetti da maculopatia la possibilità di accedere
tempestivamente ai migliori trattamenti disponibili, senza differenze
legate al reddito, all’età e allo Stato sociale”.
Alla degenerazione maculare legata all’età e alla prevenzione delle
altre malattie oculari che colpiscono soprattutto la terza età sarà
dedicata quest’anno la Giornata mondiale della Vista – che si celebrerà
a livello internazionale il prossimo 9 ottobre – promossa dall’OMS
e dalla IAPB Italia onlus.
Cos’è la maculopatia?
Le maculopatie sono un gruppo eterogeneo di malattie oculari, tutte
caratterizzate da una progressiva degenerazione delle cellule della zona
centrale della retina (macula), che permette la visione centrale e
distinta; ad esempio durante la lettura di questo testo si utilizza
proprio la macula. Ciò comporta che le persone affette da queste
patologie perdano gradualmente la visione ad “alta definizione”, quella
considerata più importante per la vita quotidiana. La causa più
frequente di maculopatia è una patologia detta degenerazione maculare
legata all’età (AMD o DMLE), che interessa solitamente persone con più
di 50 anni; in Occidente è la principale causa di cecità legale nella
popolazione (visus inferiore a 1/10).
La macula può essere danneggiata anche dal diabete; in questo caso si
parla di “retinopatia diabetica”, una malattia oculare della retina
caratterizzata dalla presenza di essudati e dall’accumulo di liquido che
fuoriesce dai capillari, determinando una condizione chiamata edema
maculare: è la più comune causa di perdita della vista nei pazienti
diabetici.
In aggiunta a queste malattie molto frequenti ce ne sono altre più rare
che colpiscono bambini, adolescenti e adulti e vengono, per questo,
definite degenerazioni maculari ad insorgenza precoce o, più
correttamente, distrofie maculari. Queste ultime sono solitamente
determinate geneticamente, ereditabili in maniera dominante, recessiva o
legata al sesso. In questo gruppo di patologie compaiono la Malattia di
Stargardt e il Fondo flavimaculato, la Malattia di Best e la Distrofia
vitelliforme, la Degenerazione vitelliforme dell’adulto, la
Degenerazione dei coni, la Distrofia coroideale areolare centrale, ecc.
Degenerazione maculare legata all’età
Cos’è?
Per degenerazione maculare si intende un’alterazione e una perdita della
funzionalità della macula: la malattia a non funzionare più la zona
centrale della retina sul fondo dell’occhio deputata alla visione
centrale “frontale”, necessaria per attività quotidiane come leggere,
guidare, leggere l’ora o identificare i volti.
Cosa provoca?
È causa di un’importante e irreversibile riduzione della funzione
visiva, con perdita della visione centrale. Il fenomeno correlato più
comune alla degenerazione maculare è il processo d’invecchiamento
dell’occhio: la macula si altera sino a perdere la sua funzione.
Quanto è diffusa?
La degenerazione maculare legata all'età (detta anche degenerazione
maculare senile ovvero AMD) è attualmente la prima causa di cecità o di
ipovisione nei Paesi occidentali e, pertanto, va considerata una
malattia di notevole rilevanza. Secondo l'Organizzazione mondiale della
sanità il 41% dei casi di cecità, anche se non totale, che si verificano
negli Stati di maggior benessere è dovuto proprio alla degenerazione
maculare senile. Secondo le stime più recenti in tutto il mondo colpisce
circa 30 milioni di persone.
Quali sono i suoi sintomi?
I sintomi iniziali consistono in una distorsione delle immagini che
interessa il centro del campo visivo (ossia dove si rivolge lo sguardo);
difficoltà nella lettura e nello svolgimento di attività a distanza
ravvicinata, in cui è richiesta la visione dei piccoli dettagli; perdita
della brillantezza dei colori. La degenerazione maculare comporta dunque
una severa penalizzazione: si tratta di una patologia fortemente
invalidante, che può avere anche gravi ripercussioni sul piano
psicologico.
Eziologia
L’eziologia della suddetta patologia non è stata tuttora dimostrata, ma
sono stati evidenziati numerosi fattori di rischio associati alla sua
comparsa, quali: età superiore ai 50 anni, sesso maschile, fumo di
sigaretta, alcool, diabete mellito, ipertensione arteriosa, disturbi
della coagulazione, esposizione prolungata e ripetuta a sorgenti di luce
molto intense. Inoltre sembra ormai acclarata la familiarità come
principale fattore di rischio nello sviluppo della malattia da parte di
soggetti con parenti di primo grado che ne sono affetti (l'origine è
genetica).
Classificazione
Esistono due forme di degenerazione maculare legata all’età, entrambe
associate ad alterazioni del microcircolo capillare, tipiche dell’età
avanzata: la secca (o atrofica) e l’umida (o essudativa); queste
andrebbero considerate come due patologie distinte, poiché la loro
prognosi e terapia sono del tutto diverse.
La forma secca o atrofica è caratterizzata da un assottigliamento
progressivo della retina centrale, che risulta scarsamente nutrita dai
capillari poco efficienti e si atrofizza, determinando la formazione di
una cicatrice in sede maculare con un aspetto a ‘carta geografica’.
L’altra forma di degenerazione maculare è detta umida o essudativa ed è
complicata dalla formazione di vasi capillari anomali inglobati in
membrane neovascolari dalla parete fragile. Questi vasi sono permeabili
al plasma (la parte liquida del sangue) e possono dare origine, quindi,
a distacchi sierosi dell’epitelio pigmentato retinico e, nei casi più
avanzati, si possono rompere facilmente, provocando un’emorragia
nell’occhio.
I numeri della degenerazione maculare legata all’età
La degenerazione maculare legata all’età (AMD) è una malattia che
colpisce soprattutto dopo i sessant’anni, con un’incidenza che cresce
con l’avanzare dell’età. In Italia, secondo stime recenti, circa un
milione di persone presenta i primi segni di degenerazione maculare. Può
colpire dopo i 50 anni, ma affligge il 14 per cento degli ultra75enni e
più del 30 per cento degli ultra85enni, colpiti soprattutto dalla forma
più minacciosa di degenerazione maculare (detta forma neovascolare o
umida). Ventimila sono i nuovi casi di AMD neovascolare ogni anno in
Italia (Smith et al, 2001; ISTAT 2004).
Esiste una strettissima correlazione tra l’età avanzata e lo sviluppo
della malattia. Le proiezioni più accreditate prevedono infatti, in
ragione del progressivo innalzamento dell’aspettativa di vita, un
tragico peggioramento della situazione, con un numero di casi tre volte
superiore all’attuale nei prossimi venticinque anni. La degenerazione
maculare legata all’età è attualmente la prima causa di cecità o di
ipovisione nei Paesi occidentali.