Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

 

del 09/09/2008

 

Alle origini della musica


La musica farebbe parte dell’uomo fin dagli albori della sua esistenza, e dell’uomo avrebbe costituito il primo rudimentale linguaggio. Mai abbandonata, ma, al contrario, coltivata e resa infinitamente complessa ed espressiva, la musica sarebbe arrivata fino a noi, entrando a far parte integrante dell’animo umano, capace di comunicare emozioni, risvegliare l’attenzione, accendere circuiti neurali ad hoc. E’ questa l’affascinante tesi illustrata dallo studioso inglese Steven Mithen al convegno organizzato dalla Fondazione Mariani a Montreal. Più che un prodotto della cultura dunque, la musica sarebbe prodotto della biologia e dell’evoluzione.

Secondo Mithen, autore del libro “il Canto degli Antenati”, l’emergere della specie Homo Sapiens ha determinato la separazione di musica e linguaggio tra 200.000 e 70.000 anni fa, emergendo entrambi da una forma di comunicazione intermedia, basata su variazioni di toni e di ritmo che potrebbe verosimilmente rappresentare il proto-linguaggio che gli antropologi non sono mai riusciti a scoprire.

“E’ indubbiamente una tesi affascinante che suggerisce un legame ancora più stretto tra musica e linguaggio” commenta la Dr.ssa Luisa Lopez della Fondazione Mariani, “e supporta quella parziale sovrapposizione di funzioni e circuiti neurali per il processamento dell’uno e dell’altro stimolo suggerito da molti studi scientifici”. Mithen ha anche assegnato un nome a questo proto-linguaggio, definendolo HMMM (Holistic Manipulative Multi Modal Musical Mimetic) una comunicazione rudimentale che in alcuni gruppi di Homo, come i Nehanderthal non avrebbe, secondo Mithen, subito gli sviluppi necessari a diventare linguaggio, contribuendo a decretarne l’estinzione.

 

 






 
 
 
 

  



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