Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

 

Perché nessuno parla più del Polonio 210, la sostanza radioattiva nelle sigarette?


Una notizia di cronaca trattata come come tutte le altre e per questo passata subito nel dimenticatoio: il Polonio 210, la stessa sostanza radioattiva che, in dose più massicce, ha avvelenato a Londra nel 2006 l'ex spia del Kgb, Aleksandr Litvinenko, è contenuta nelle sigarette. Ma nessuno aveva osato informare i consumatori. Oggi finalmente il velo di omertà sembra caduto definitivamente grazie alla scoperta di uno dei documenti 'secretato' dalle major, reso noto da un'azione legale pubblica e definito, nell'edizione di settembre della rivista American Journal of Public Health, "il risveglio del gigante dormiente". Una notizia da far rabbrividire proprio per la pericolosità ma soprattutto per i milioni di fumatori.

 

Pare che gli scienziati delle multinazionali, infatti, abbiano tentato per anni di rimuovere la pericolosa sostanza, presente sia sulla carta che all'interno della sigaretta, ma non hanno ottenuto mai dei risultati soddisfacenti. "I documenti della Philip Morris e la maggior parte delle relazioni interne - sottolinea Monique Muggli della Mayo Clinic in Minnesota - non sono mai stati pubblicati, e gli scienziati dell'azienda hanno pubblicato articoli a favore dell'industria per contrastare l'aumento di consapevolezza che il pubblico ha sui danni del Polonio". La Muggli ha spiegato che "le società provano continuamente ad oscurare le polemiche sulla salute, e per il Polonio hanno mantenuto la linea del silenzio". Gli esperti hanno esaminato oltre 1.500 pagine di documenti interni provenienti dalle aziende di tabacco. Il Polonio 210 pare sia il responsabile dell'1 per cento di tutti i casi di tumore ai polmoni, causando 11.700 morti all'anno nel mondo.

 

 

 






 
 
 
 

  



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