L’attività
sessuale riduce il rischio di tumore alla prostata. E non importa che si
tratti necessariamente di un rapporto completo, in quanto anche la
masturbazione sembra prevenire l’insorgenza della neoplasia. Importante
infatti è l’eiaculazione e quindi l’eliminazione di eventuale sostanze
cancerogene verso l’esterno, che altrimenti si accumulerebbero
all’interno della ghiandola prostatica. Le testimonianze scientifiche
sono quasi tutte in questa direzione anche se, in alcune circostanze, si
tenta addirittura di “esasperare” l’importanza di questa pratica
sessuale.
Recentemente, per la
prima volta in Europa, forse per l’importanza riconosciuta alla
masturbazione in materia di prevenzione tumorale, sicuramente per
sfatare provocatoriamente un tabù, in una cittadina vicino a Copenhagen,
Ishoej, si è tenuta una maratona di masturbazione, che ha interessato
però entrambi i sessi. Uomini e donne dai 18 anni in su, si sono
masturbati dalle 11,30 del mattino fino alle dieci di sera nella
struttura per spettacoli Swingland. L'iniziativa, organizzata dalla
sessuologa locale Pia Struck, si è ispirata ad una kermesse
analoga negli Stati Uniti, "Masturbate-a-Thon", che si tiene tutti gli
anni dal 1998.
Ma per ritornare all’autoerotismo come prevenzione tumorale, alcuni
ricercatori australiani del Cancer Council Victoria di Melbourne, già
nel 2003, avevano pubblicato la ricerca sul New Scientist, concludendo
che la masturbazione riduceva l’insorgenza del tumore alla prostata.
Nello studio erano stati arruolati 1079 uomini affetti da tumore e 1259
sani; a tutti i partecipanti era stato fatto compilare un questionario
con diverse domande sulle loro abitudini sessuali. Graham Giles,
coordinatore dello studio australiano, aveva spiegato che, in base ai
dati raccolti, si era potuto concludere che, gli uomini con una intensa
attività sessuale tra i venti i cinquant'anni, hanno meno probabilità di
sviluppare la malattia. In particolar modo, era stato osservato che, per
gli uomini intorno ai 20 anni, eiaculare più di cinque volte alla
settimana, anche con la masturbazione, significava avere il 33 per cento
di probabilità in meno di sviluppare il cancro alla prostata.
Masturbazione non solo come prevenzione tumorale
Dunque un motivo in più perchè la masturbazione non venga vietata ai
propri figli. Inoltre praticare l’autoerotismo, nei giovanissimi in modo
particolare, aiuta a mitigare le tensioni sessuali, ma rappresenta anche
uno strumento di conoscenza del proprio corpo e delle proprie sensazioni
erotiche. E’ una tappa fondamentale ed irrinunciabile della maturazione
individuale. Inoltre per molti, uomini e donne, anche in età adulta, al
contrario di quanto si possa credere, la masturbazione non è un
surrogato del coito, può anzi aiutare a migliorare la vita sessuale a
due: con esso si sviluppano e enfatizzano fantasie, accresce
l’attrazione e, molte volte, si esaltano le complicità, elementi
indispensabili per alimentare un rapporto.
Altre ricerche
Anche ricercatori dell’università di Harvard e del “National Cancer
Institute” degli Stati Uniti avevano ottenuto risultati positivi sulla
prevenzione del tumore alla prostata da parte dell’attività sessuale.
Nell’ambito di uno studio epidemiologico prospettico, che indagava le
abitudini di salute di quasi 7 mila uomini tra i 46 e 81 anni, a partire
dal 1992, erano state poste domande sulla frequenza con cui questi
uomini eiaculavano. In un questionario inviato ogni due anni, i
partecipanti allo studio dovevano indicare il numero medio di
eiaculazione per mese e durante l’anno precedente. L’analisi statistica
multivariata ha incluso i fattori di rischio noti per l’insorgenza del
carcinoma della prostata, compresa la razza, familiarità e indice di
massa corporea. Durante i successivi 8 anni quasi 1.500 uomini hanno
sviluppato un cancro alla prostata, corrispondenti al 21% della
popolazione studiata. Gli uomini con una frequenza eiaculatoria elevata
(21 o più eiaculazioni al mese) avevano un minor rischio di sviluppare
un tumore alla prostata del 70% rispetto a quelli che avevano dichiarato
una minor frequenza (4 a 7 eiaculazioni al mese).
Studi precedenti retrospettivi avevano però dimostrato che un elevato
numero di rapporti con partner diverse era legato ad un aumento del
pericolo di sviluppare il cancro alla prostata, un pericolo che però non
era legato al numero di rapporti in se ma al fatto che l'elevato numero
di partner diverse esponeva ad un maggior rischio di contrarre patologie
che potevano contribuire alla comparsa della neoplasia prostatica.
Oggi invece si è certi che, indipendentemente da maratone o altri eventi
folcloristici, l’attività sessuale, compresa la masturbazione, sembra
prevenire il tumore alla prostata.