Genova Anno VI - n°34 - 09.06.2008 Pagine Nazionali

del 28/08/2008

 

Finanziaria 2009. Ignorata la disabilità in genere


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it - da Cristiani per servire

Nella manovra economica (finanziaria 2009) del Governo non si intravede alcun riferimento alla situazione in cui vivono, i “disabili”, che non sono solo coloro che portano nel corpo una manifesta inferiorità articolare che impedisce loro il massimo della potenzialità fisica (come ciechi, sordomuti. drepanocitosi o talassemici major), ma, soprattutto, handicappati psichici, le loro famiglie e conseguentemente la sicurezza di tutti i cittadini.

Ancora una volta dobbiamo domandarci e domandare: ma per la disabilità cosa è cambiato?

Bisogna considerare che il valore di ogni intervento rappresenta il contributo sociale che il Governo dovrebbe elargire ai propri amministrati, perché da essi hanno ricevuto il mandato per concretizzare le necessità di ogni cittadino, come - per esempio - nel caso delle “priorità” nell’ambito dei soggetti psichicamente instabili, che da oltre 30 anni attendono la soluzione del loro status socio-sanitario-legislativo.

Compito quindi di ciascun Governo resta quello di far quadrare il Bilancio dello Stato, perché ovviamente le uscite superano le entrate e necessita adoperarsi affinché il documento di programmazione economico-finanziaria comporti tagli a quelle spese che si ritengono e che sono inutili.

Allora il ricorso a porre rimedio è necessario.
Ma ecco che innocenti ne subiscono le conseguenze.
I sacrificati, ancora una volta, sono i disabili, persone che vivono sulle spalle della previdenza, perché non lavorando vengono ritenuti parassiti della società, agnelli da sacrificare sull’altare del risparmio della spesa pubblica.

La situazione sociale mostra segni di grande preoccupazione in quanto la politica non ha provveduto a ritenere una “problematica” prioritaria, quella dei sofferenti psichici, specie quelli gravi, oggetti di dimenticanza e disinteresse delle Istituzioni a forme, oserei dire, di eutanasia.

Le famiglie lasciate nella loro solitudine possono “crollare” di fronte al “problema”, per cui a volte si assiste ad estremi rimedi, “tragedie annunciate” che quasi quotidianamente apprendiamo, increduli e sbigottiti, dai mass media.

Due degli aspetti più vergognosi di questa “situazione”, riguardano il “progetto di vita” che emerge con cruda realtà:

1.) perchè con euro da 172,86 ( indennità ventesimisti) a 246,73 (malati psichici, sordomuti, ciechi) al mese, consente a questi sofferenti solo di sopravvivere. Quando sono riconosciuti invalidi civili; per il resto sono a carico della famiglia;

2.) con vera drammaticità quando viene il momento del così detto “Dopodinoi”, cioè l’assenza della sicurezza avvenire economica di “coloro” che devono proseguire il vivere quotidiano dopo la morte dei genitori o parenti.

Non bastano quelle “esteriorità” che si avvale la politica, se non sono seguite da concrete proposizioni, per far sperare le famiglie di questi “desaparecido della nostra civiltà” in un futuro meno nebuloso.

Per ogni essere umano colpito da una concentrazione di handicap, un riconoscimento legislativo-economico-morale, come abbiamo richiesto con le n/s. Petizioni giacenti in Parlamento, (n.5 e 6 alla 12°Comm.ne Igiene e Sanità e Affari Esteri del Senato della Repubblica- col n.9 alla 12° Comm.ne Affari Sociali della Camera dei Deputati) costituirebbe una giustizia sociale ed un mezzo quasi sicuro perché non si sentano soli, perché la solitudine non diventi il regno della confusione, anche psichica.

La disabilità in genere è troppo sottovalutata dal mondo politico, che garantisce poco coloro che possono difendersi di meno o che addirittura non possono difendersi.

 

 

 






 
 
 
 

  



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