Genova Anno VI - n°34 - 09.06.2008 Pagine Nazionali

del 28/08/2008

 

Cura intermittente per la psoriasi


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it - di Giuseppe Del Bello Salute repubblica del 17 luglio 2008

Il piano terapeutico intermittente piace di più ai malati affetti da psoriasi. A confermarlo è il sondaggio europeo "Vacanza dal trattamento" condotto dalla Double Helix Development e coordinato da Renato Mannheimer per verificare in un gruppo di pazienti (costituito da 55 uomini e 45 donne intorno ai 40 anni), l'impatto con la psoriasi e con le altre patologie correlate. Tra queste, la depressione e l'ansia seguite in misura minore da obesità e/o asma. Esclusi i pazienti con artrite psoriasica. L'obbiettivo dell'indagine recentemente presentata a Milano mirava a interpretare gli "atteggiamenti, le aspettative, le preoccupazioni e l'opinione del paziente". Alla domanda sull'attività svolta, il 55% è risultato appartenere alla fascia delle casalinghe.


La superficie di pelle interessata dalla psoriasi è stata il parametro di valutazione del miglioramento o peggioramento della malattia, parametro delegato al paziente stesso.
Per quanto riguarda le fonti di informazione l'85% degli esaminati privilegia lo specialista dermatologo. In tema di farmaci biologici, il 73% è venuto a conoscenza di questa possibilità di cura dai dermatologi, il 15% da internet, il 15% dal medico curante e, a seguire, dai giornali (6%) e dagli amici (9%).
Il 28% usa farmaci biologici e tra questi il 18% l'Etanercept, una molecola nata per la cura dell'artrite reumatoide. Secondo lo studio Dart presentato al congresso Eular di Parigi, garantirebbe nel tempo non solo la remissione della malattia nell'80% dei pazienti trattati in prima linea, ma anche un notevole risparmio al Sistema sanitario nazionale grazie alla previsione del costo del protocollo terapeutico per tutta la durata della cura.


In Italia, le interviste hanno coinvolto 100 soggetti di cui 10 sottoposti a trattamento biologico, 46 in cura sistemica e 44 in fototerapia. Rispetto al protocollo (continuativo o intermittente), il 66% di quelli in trattamento sistemico ha dichiarato di optare per lo schema intermittente mentre il 34% per quello continuativo; il 68% invece dei soggetti in cura con molecole biologiche ha espresso maggior gradimento per lo scenario intermittente e il 32% per l'opzione continuativa. Le motivazioni più frequenti a favore dell'intermittente: "più tempo a disposizione", "maggior controllo sulla terapia", "migliore qualità di vita", "tregua dagli effetti collaterali" e "benefici psicologici". Per la scelta continuativa: "efficacia" e "nessuna o minor numero di riacutizzazioni".


Il trattamento intermittente consiste in 3 mesi di cura seguiti da 3 mesi senza psoriasi a placche e senza ulteriori trattamenti fino alla successiva riacutizzazione. La continuativa fornisce un periodo più lungo senza psoriasi a placche.
L'Etanercept (come tutti gli inibitori del TNF alfa), pur essendo ritenuto un farmaco sicuro, non è esente dal rischio-effetti collaterali. Tra questi sono stati rilevati in alcuni studi: molto raramente il morbo di Crohn, alcuni casi di alterazioni comportamentali, di cefalea e di ipertensione arteriosa (quest'ultima imputabile probabilmente all'altra molecola, l'Infliximab). Quasi mai si è dovuto ricorrere alla sospensione della terapia.

 

 






 
 
 
 

  



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