Il
piano terapeutico intermittente piace di più ai malati affetti da
psoriasi. A confermarlo è il sondaggio europeo "Vacanza dal
trattamento" condotto dalla Double Helix Development e coordinato da
Renato Mannheimer per verificare in un gruppo di pazienti
(costituito da 55 uomini e 45 donne intorno ai 40 anni), l'impatto con
la psoriasi e con le altre patologie correlate. Tra queste, la
depressione e l'ansia seguite in misura minore da obesità e/o asma.
Esclusi i pazienti con artrite psoriasica. L'obbiettivo dell'indagine
recentemente presentata a Milano mirava a interpretare gli
"atteggiamenti, le aspettative, le preoccupazioni e l'opinione del
paziente". Alla domanda sull'attività svolta, il 55% è risultato
appartenere alla fascia delle casalinghe.
La superficie di pelle interessata dalla psoriasi è stata il parametro
di valutazione del miglioramento o peggioramento della malattia,
parametro delegato al paziente stesso.
Per quanto riguarda le fonti di informazione l'85% degli esaminati
privilegia lo specialista dermatologo. In tema di farmaci biologici, il
73% è venuto a conoscenza di questa possibilità di cura dai dermatologi,
il 15% da internet, il 15% dal medico curante e, a seguire, dai giornali
(6%) e dagli amici (9%).
Il 28% usa farmaci biologici e tra questi il 18% l'Etanercept, una
molecola nata per la cura dell'artrite reumatoide. Secondo lo studio
Dart presentato al congresso Eular di Parigi, garantirebbe nel tempo non
solo la remissione della malattia nell'80% dei pazienti trattati in
prima linea, ma anche un notevole risparmio al Sistema sanitario
nazionale grazie alla previsione del costo del protocollo terapeutico
per tutta la durata della cura.
In Italia, le interviste hanno coinvolto 100 soggetti di cui 10
sottoposti a trattamento biologico, 46 in cura sistemica e 44 in
fototerapia. Rispetto al protocollo (continuativo o intermittente), il
66% di quelli in trattamento sistemico ha dichiarato di optare per lo
schema intermittente mentre il 34% per quello continuativo; il 68%
invece dei soggetti in cura con molecole biologiche ha espresso maggior
gradimento per lo scenario intermittente e il 32% per l'opzione
continuativa. Le motivazioni più frequenti a favore dell'intermittente:
"più tempo a disposizione", "maggior controllo sulla terapia", "migliore
qualità di vita", "tregua dagli effetti collaterali" e "benefici
psicologici". Per la scelta continuativa: "efficacia" e "nessuna o minor
numero di riacutizzazioni".
Il trattamento intermittente consiste in 3 mesi di cura seguiti da 3
mesi senza psoriasi a placche e senza ulteriori trattamenti fino alla
successiva riacutizzazione. La continuativa fornisce un periodo più
lungo senza psoriasi a placche.
L'Etanercept (come tutti gli inibitori del TNF alfa), pur essendo
ritenuto un farmaco sicuro, non è esente dal rischio-effetti
collaterali. Tra questi sono stati rilevati in alcuni studi: molto
raramente il morbo di Crohn, alcuni casi di alterazioni comportamentali,
di cefalea e di ipertensione arteriosa (quest'ultima imputabile
probabilmente all'altra molecola, l'Infliximab). Quasi mai si è dovuto
ricorrere alla sospensione della terapia.