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Genova Anno VI - n°34 - 09.06.2008 Pagine Nazionali
Anaste Lazio: "Illegittimo, clandestino e discrimatorio l'accordo tra AIOP e Regione Lazio" Comunicato Stampa - Anaste Lazio
Apprendiamo con sconcerto che il presidente della giunta regionale
Piero Marrazzo e il suo vice Esterino Montino hanno
incontrato il 4 agosto, nello stesso giorno in cui alla Pisana si
iniziava la lunga seduta sull’assestamento di bilancio, i rappresentati
regionali dell’AIOP (Associazione italiana ospedalità privata), con cui
hanno raggiunto un accordo che prevede l’aumento delle tariffe nelle
Residenze sanitarie assistite del 10 per cento.
L’Anaste Lazio, l’unica associazione di categoria che rappresenta le imprese che operano nel settore residenziale per anziani sia auto che non autosufficienti, giudica grave e discriminatorio il comportamento della Regione Lazio. L’Amministrazione guidata da Piero Marrazzo continua ad ammettere al tavolo delle trattative esclusivamente l’Aiop, escludendo tutte le altre associazioni datoriali maggiormente rappresentative. Dopo anni di richieste di dialogo da parte dell’Anaste, è stata una sentenza del TAR del Lazio (n° 200805348 del 20-03-2008) a prescrivere l’obbligo per l’Amministrazione regionale di ammettere l’associazione al tavolo della concertazione, prescrizione peraltro mai ottemperata dalla Regione. “In questo modo – commenta Sebastiano Capurso, presidente Anaste Lazio – la Regione viola una sentenza del Tar, dimostrando come l’atteggiamento assunto da anni nei confronti della nostra associazione di categoria, lesivo degli interessi dei nostri associati, sia doloso e non casuale. Per questo diffidiamo l’Amministrazione dal dare piena applicazione all’accordo “clandestino” appena raggiunto”. L’Anaste Lazio annuncia che ricorrerà nelle sedi idonee per tutelare la credibilità dell’associazione e degli associati, “figli di un Dio minore”, agli occhi dell’Amministrazione. In merito al contenuto dell’accordo reputiamo gravissima la scelta di fatto di scaricare l’aumento delle rette sulle famiglie. Negli ultimi anni, infatti, abbiamo visto una progressiva crescita dei costi a carico degli utenti, oggi costretti a pagare il 50 per cento delle rette. Fino a pochi mesi fa la quota era del 40, ancor prima del 30 per cento. Oggi le famiglie saranno gravate di un nuovo 5 per cento, la metà dell’aumento previsto dal nuovo accordo. Non se la vedranno bene neanche i Comuni, costretti a pagare al posto delle famiglie indigenti, impreparati ad affrontare questi oneri, non avendo ricevuto dalla Regione nessuna indicazione precisa. “E’ ora di cambiare metodi, procedure e scelte – conclude il presidente, Sebastiano Capurso – per il bene della Regione e dei cittadini”. Ufficio Stampa
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