La Commissione Europea ha approvato sugammadex, primo e unico
antagonista selettivo dei miorilassanti (selective relaxant binding
agent, SRBA) e primo autentico progresso farmacologico in campo
anestesiologico da vent’anni a questa parte. Sugammadex è indicato per
antagonizzare di routine due miorilassanti di uso comune, rocuronio o
vecuronio, per l’antagonizzazione immediata di rocuronio negli adulti e
per antagonizzare di routine rocuronio nei bambini e negli adolescenti
di età compresa tra 2 e 17 anni. Rocuronio e vecuronio vengono
somministrati nel corso dell’anestesia generale per rilassare la
muscolatura del paziente durante l’atto chirurgico.
Sugammadex agisce in modo del tutto innovativo, incapsulando la molecola
del miorilassante e rendendola così inattiva. E’ stato specificamente
progettato per antagonizzare in pochi minuti il rilassamento muscolare
(sia moderato sia profondo) indotto da rocuronio o vecuronio in corso di
anestesia generale. Per questo motivo, sugammadex mette in grado
l’anestesista di esercitare un maggiore controllo sulla profondità del
rilassamento muscolare fino al termine dell’intervento chirurgico. Sarà
così possibile migliorare le condizioni di sicurezza in sala operatoria
durante i milioni di interventi in cui si usano questi miorilassanti.
«L’approvazione di sugammadex rappresenta per gli anestesisti e per i
loro pazienti il primo vero progresso da vent’anni a questa parte ed è
potenzialmente in grado di imprimere una svolta alla pratica
anestesiologica» ha dichiarato Thomas P. Koestler, vice
presidente esecutivo e presidente dello Schering-Plough Research
Institute. «E’ la prima approvazione di rilievo dal momento della
nostra integrazione con Organon BioSciences, e per Schering-Plough si
tratta di un traguardo importante. E’ un’ulteriore conferma al valore
dell’integrazione, formalizzata solo nel novembre 2007, ma che sta già
dando un contributo positivo alle nostre attività».
Sugammadex entra in azione rapidamente e può essere utilizzato nelle
situazioni critiche in cui è necessario antagonizzare subito rocuronio.
Negli studi clinici su sugammadex, la mediana del tempo di
antagonizzazione di rocuronio è stata di circa tre minuti.
Un miorilassante svolge nell’anestesia generale varie funzioni critiche.
Gli anestesisti impiegano il rilassamento muscolare per migliorare le
condizioni chirurgiche e facilitare l’intubazione e la ventilazione
meccanica. Gli antagonisti bloccano l’effetto dei miorilassanti,
permettendo ai pazienti di riacquistare in breve tempo la normale
contrattilità muscolare e riprendere la respirazione spontanea. Ma gli
antagonisti attualmente disponibili sono lenti e il loro uso si associa
ad alcuni effetti collaterali indesiderati, tra cui disturbi del ritmo
cardiaco ed eventi avversi gastrointestinali e respiratori.
«Prima dell’avvento di sugammadex non era possibile antagonizzare
rapidamente il rilassamento muscolare dal livello moderato e quello più
profondo in corso di anestesia generale» ha commentato Rajinder
Mirakhur, docente di Anestesiologia alla Queen’s University di
Belfast, Irlanda del Nord e coordinatore del programma di studi clinici
di sugammadex. «Adesso invece abbiamo la massima flessibilità
nell’indurre e mantenere con rocuronio o vecuronio il necessario
rilassamento muscolare per tutto il tempo che serve al chirurgo, e
antagonizzare rapidamente il rilassamento stesso con sugammadex quando
necessario».
Lo conferma anche Pasquale Mastronardi, ordinario di Anestesia e
Rianimazione dell’Università di Napoli “Federico II”: «Sugammadex ha
un significato clinico importantissimo per tutte le condizioni in cui la
presenza di un blocco neuro-muscolare impatta con la mancata intubazione
tracheale del paziente e la persistente difficoltà a ventilarlo, come
può avvenire in fase di induzione dell’anestesia» testimonia in
prima persona il docente campano. «Sono situazioni drammatiche che,
allo stato attuale delle conoscenze, si possono correggere solo con
manovre invasive sulla trachea per procurare nel più breve tempo
possibile una via di accesso alla ventilazione. Sugammadex dovrebbe
consentire di superare facilmente questa impasse, proprio perché in
due-tre minuti, se è stato impiegato un miorilassante steroideo, il
nuovo farmaco può revertere facilmente l’azione del blocco e quindi
aiutare l’anestesista a recuperare le funzioni ventilatorie del paziente
che gli è stato affidato».
Gli studi clinici di registrazione di sugammadex
L’approvazione di sugammadex da parte della Commissione Europea fa
riferimento a un ampio database di ricerca clinica che ha coinvolto
circa 1.800 pazienti e volontari negli studi SIGNAL, AURORA e SPECTRUM.
Lo studio SIGNAL ha arruolato pazienti adulti sottoposti a intervento
chirurgico, cui è stato somministrato rocuronio a dose standard per
consentire l’intubazione seguito da dosi di mantenimento al bisogno.
Quando si osservavano 1-2 conte post-tetaniche (post-tetanic counts, PTC)
dopo stimolazione neuromuscolare (blocco profondo), i pazienti erano
trattati con sugammadex o neostigmina più glicopirrolato (un comune
schema terapeutico antagonista). Nello studio SIGNAL, la mediana del
tempo necessario ad antagonizzare il rilassamento muscolare fino a un
rapporto di train-of-four (TOF) pari a 0,9 è stata di 2,7 minuti nel
gruppo sugammadex contro 49,0 minuti nel gruppo neostigmina/glicopirrolato.
Lo studio AURORA ha arruolato pazienti adulti sottoposti a intervento
chirurgico, che hanno ricevuto rocuronio a dose standard per consentire
l’intubazione seguito da dosi di mantenimento al bisogno. Alla
ricomparsa della seconda contrazione (T2) in una stimolazione TOF
(blocco moderato), i pazienti hanno ricevuto sugammadex o neostigmina
più glicopirrolato. Nello studio AURORA, la mediana del tempo necessario
ad antagonizzare il rilassamento muscolare fino a un rapporto di
train-of-four (TOF) pari a 0,9 è stata di 1,4 minuti nel gruppo
sugammadex contro 17,6 minuti nel gruppo neostigmina/glicopirrolato.
Lo studio SPECTRUM è stato condotto su pazienti adulti sottoposti a
intervento chirurgico per studiare l’antagonizzazione immediata del
rilassamento muscolare. I pazienti sono stati assegnati casualmente al
trattamento con rocuronio più sugammadex o al miorilassante
succinilcolina, che ha un esordio rapido e una breve durata d’azione. Lo
studio ha dimostrato che l’uso di rocuronio seguito da sugammadex
rappresenta un’efficace alternativa alla succinilcolina.
L’approvazione di sugammadex da parte della Commissione Europea fa
seguito all’opinione positiva espressa lo scorso maggio dal Committee
for Medicinal Products for Human Use (CHMP) dell’European Medicines
Agency (EMEA).
Sugammadex
Sugammadex, primo e unico antagonista selettivo dei miorilassanti (SRBA),
è il primo grande progresso farmacologico nel campo dell’anestesiologia
da vent’anni a questa parte. E’ stato progettato in modo specifico per
antagonizzare rapidamente il rilassamento muscolare da moderato a
profondo indotto da due miorilassanti di uso comune, rocuronio bromuro o
vecuronio bromuro, che possono garantire un superiore controllo
anestesiologico sul rilassamento muscolare durante e dopo l’atto
chirurgico. Gli anestesisti usano i miorilassanti per migliorare le
condizioni chirurgiche e facilitare l’intubazione e la ventilazione
meccanica. Sugammadex ha un meccanismo d’azione del tutto innovativo:
incapsula la molecola di miorilassante e la rende inattiva, la qual cosa
permette al paziente di tornare più in fretta alla piena funzionalità
muscolare e alla respirazione spontanea.
Negli Stati Uniti è stata presentata per sugammadex una New Drug
Application (NDA) alla Food and Drug Administration (FDA), che ha
concesso al farmaco lo status di revisione prioritaria. Lo scorso marzo
l’Advisory Committee on Anesthetics and Life Support dell’FDA ha
raccomandato all’unanimità l’approvazione di sugammadex. In Giappone è
stata presentata al Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare (MHLW)
una New Drug Application per ottenere l’autorizzazione all’immissione in
commercio ed è attualmente in corso la procedura di revisione.
Schering-Plough è divenuta titolare di sugammadex in seguito
all’acquisizione di Organon BioSciences nel novembre 2007.