Genova Anno VI - n°34 - 09.06.2008 Pagine Nazionali

del 24/07/2008

 

30 anni di bimbi in provetta


G. Andrea Coppola  - redazione@clicmedicina.it

Oggi Louise Brown compie 30 anni ed è una mamma felice. Il suo nome, probabilmente, non dice molto alla maggior parte delle persone ma quando nacque attirò l'attenzione dei media di tutto il mondo. Louise è la prima “test tube baby”, ovvero la prima bambina in provetta, il frutto della prima fecondazione artificiale extracorporea.

Nel 1965 due ricercatori britannici, Robert Edwards e Patrick Steptoe, pubblicarono i primi dati ottenuti da ricerche condotte sulla fertilizzazione in vitro di ovociti umani.
Sulla base di questi risultati la National Academy of Sciences degli Stati Uniti istituì una Commissione per valutare l’applicabilità ed i tempi di attuazione delle tecniche di fecondazione artificiale. La conclusione, però, fu che tale tecnica non sarebbe stata attuabile prima di 25 anni, forse non prima del 1995.
Ma in Inghilterra, a Manchester, a testimonianza della rapidità e della imprevedibilità dei tempi della ricerca e della sua applicazione, e soprattutto a dispetto della “sentenza” della commissione, l’embriologo Edwards ed il ginecologo Steptoe, ottennero una fecondazione extracorporea, un risultato destinato a cambiare le sorti di milioni di coppie infertili.
Nel novembre del 1977, infatti, Steptoe praticò una piccola incisione nell'addome della signora Lesley Brown, una donna che non poteva avere figli a causa di una ostruzione delle trombe uterine. Da uno dei due ovai prelevò 15 ovuli che consegnò ad Edwards. Quest’ultimo le trasferì in un terreno di coltura dove vennero messe a contatto con il seme del signor John Brown. Periodicamente i due ricercatori controllavano lo stato delle uova e quando notarono che una di esse era stata fertilizzata, trasferirono lo zigote appena formato in un'altra provetta. Quattro giorni dopo, l'embrione risultava formato da 32 cellule e venne immediatamente inserito nell'utero materno dove si sviluppò regolarmente sino alla nascita della piccola Louise, avvenuta il 25 Luglio 1978, poco prima della mezzanotte, all’Oldham General Hospital.
Nasceva quindi la FIVET (Fecondazione In Vitro ed Embryo Transfer), la più rivoluzionaria tra le tecniche di riproduzione artificiale e anche la più rappresentativa dei problemi etico-giuridici ad essa collegati perché prevedeva una fecondazione extracorporea.

Il giorno dopo, i due ricercatori, con una lettera al Lancet, annunciarono al mondo la nascita di Louise Brown la prima test tube baby. La famiglia fu al centro di una tempesta mediatica. Il giornale inglese Daily Mail si assicurò i diritti sulle fotografie e sulle interviste concesse dai genitori. Appena la piccola poté affrontare un viaggio, venne invitata a Disneyland, in Florida, ed in seguito in Giappone dove venne accolta da folle di curiosi che volevano ammirare da vicino il piccolo prodigio della scienza. Louise continuò ad essere celebrata nel tempo. Nel 1998 la BBC riportò la notizia che il Parlamento inglese aveva organizzato una grande festa per celebrare il 20° compleanno di Louis Brown.
La storia della famiglia Brown continua ad essere associata alle tecniche di procreazione assistita anche grazie ad una seconda gravidanza ottenuta mediante Fivet: nel 1980 nasce Natalie, sorella di Louise. Natalie non è solo la sorella della prima test tube baby, ma è anche la prima figlia della provetta ad aver dato alla luce una bambina, nel 1999, in modo del tutto naturale.
Aveva 4 anni quando i genitori spiegarono a Louise il modo in cui è stata concepita, parlandole anche dei 2 “zii”, Patrick Steptoe, morto quando lei aveva 10 anni, e Robert Edwards che è stato uno degli ospiti d'onore al matrimonio della giovane, celebrato a Bristol nel 2004 dove la donna risiede insieme alla sua famiglia.
Louise, nel frattempo, è diventata mamma, senza ricorrere a tecniche di procreazione assistita, ed oggi tutto il mondo festeggia i suoi 30 anni.

 

 






 
 
 
 

  



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati