Oggi Louise Brown
compie 30 anni ed è una mamma felice. Il suo nome, probabilmente, non
dice molto alla maggior parte delle persone ma quando nacque attirò
l'attenzione dei media di tutto il mondo. Louise è la prima “test tube
baby”, ovvero la prima bambina in provetta, il frutto della prima
fecondazione artificiale extracorporea.
Nel
1965 due ricercatori britannici, Robert Edwards e Patrick
Steptoe, pubblicarono i primi dati ottenuti da ricerche condotte
sulla fertilizzazione in vitro di ovociti umani.
Sulla base di questi risultati la National Academy of Sciences degli
Stati Uniti istituì una Commissione per valutare l’applicabilità ed i
tempi di attuazione delle tecniche di fecondazione artificiale. La
conclusione, però, fu che tale tecnica non sarebbe stata attuabile prima
di 25 anni, forse non prima del 1995.
Ma in Inghilterra, a Manchester, a testimonianza della rapidità e della
imprevedibilità dei tempi della ricerca e della sua applicazione, e
soprattutto a dispetto della “sentenza” della commissione, l’embriologo
Edwards ed il ginecologo Steptoe, ottennero una fecondazione
extracorporea, un risultato destinato a cambiare le sorti di milioni di
coppie infertili.
Nel novembre del 1977, infatti, Steptoe praticò una piccola incisione
nell'addome della signora Lesley Brown, una donna che non poteva
avere figli a causa di una ostruzione delle trombe uterine. Da uno dei
due ovai prelevò 15 ovuli che consegnò ad Edwards. Quest’ultimo le
trasferì in un terreno di coltura dove vennero messe a contatto con il
seme del signor John Brown. Periodicamente i due ricercatori
controllavano lo stato delle uova e quando notarono che una di esse era
stata fertilizzata, trasferirono lo zigote appena formato in un'altra
provetta. Quattro giorni dopo, l'embrione risultava formato da 32
cellule e venne immediatamente inserito nell'utero materno dove si
sviluppò regolarmente sino alla nascita d
ella
piccola Louise, avvenuta il 25 Luglio 1978, poco prima della mezzanotte,
all’Oldham General Hospital.
Nasceva quindi la FIVET (Fecondazione In Vitro ed Embryo Transfer), la
più rivoluzionaria tra le tecniche di riproduzione artificiale e anche
la più rappresentativa dei problemi etico-giuridici ad essa collegati
perché prevedeva una fecondazione extracorporea.
Il giorno dopo, i due ricercatori, con una lettera al Lancet,
annunciarono al mondo la nascita di Louise Brown la prima test tube
baby. La famiglia fu al centro di una tempesta mediatica. Il giornale
inglese Daily Mail si assicurò i diritti sulle fotografie e sulle
interviste concesse dai genitori. Appena la piccola poté affrontare un
viaggio, venne invitata a Disneyland, in Florida, ed in seguito in
Giappone dove venne accolta da folle di curiosi che volevano ammirare da
vicino il piccolo prodigio della scienza. Louise continuò ad essere
celebrata nel tempo. Nel 1998 la BBC riportò la notizia che il
Parlamento inglese aveva organizzato una grande festa per celebrare il
20° compleanno di Louis Brown.
La storia della famiglia Brown continua ad essere associata alle
tecniche di procreazione assistita anche grazie ad una seconda
gravidanza ottenuta mediante Fivet: nel 1980 nasce Natalie, sorella di
Louise. Natalie non è solo la sorella della prima test tube baby, ma è
anche la prima figlia della provetta ad aver dato alla luce una bambina,
nel 1999, in modo del tutto naturale.
Aveva 4 anni quando i
genitori
spiegarono a Louise il modo in cui è stata concepita, parlandole anche
dei 2 “zii”, Patrick Steptoe, morto quando lei aveva 10 anni, e Robert
Edwards che è stato uno degli ospiti d'onore al matrimonio della
giovane, celebrato a Bristol nel 2004 dove la donna risiede insieme alla
sua famiglia.
Louise, nel frattempo, è diventata mamma, senza ricorrere a tecniche di
procreazione assistita, ed oggi tutto il mondo festeggia i suoi 30 anni.