Genova Anno VI - n°34 - 09.06.2008 Pagine Nazionali

I dermatologi si incontrano per confrontarsi su botulino, filler e dermochirurgia


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Offrire i migliori aggiornamenti nel campo della dermatologia, formare i giovani e porre l’accento sulle malattie delle pelle su cui è necessario prestare più attenzioni. Ma anche nuove applicazioni del botulino in caso di eccessiva sudorazione alla pelle e le tecniche innovative nel campo della dermochirurgia. Sono questi gli obiettivi principali del 4° Congresso Nazionale di Dermatologia e Venereologia che quest’anno vede riuniti più di 1500 specialisti per uno scambio proficuo di esperienze e un aggiornamento sulle ultime novità scientifiche.

Non solo le malattie classiche, come psoriasi, tumori cutanei, melanoma e malattie a trasmissione sessuale al centro della nuova edizione del Congresso, ma anche botulino e dermochirurgia. E ‘protagonisti’ della giornata d’apertura sono stati proprio i giovani che hanno potuto sperimentare simulazioni pratiche di dermochirurgia e aggiornarsi su temi ‘must’, appunto come filler e botulino.

La terapia a base di botulino, che consiste nell’effettuazione di diverse iniezioni con minime quantità in modo tale da coprire l’intera porzione di pelle su cui si vuole intervenire, è utilizzata con successo soprattutto per intervenire sui soggetti che sudano all’ascelle ‘più del dovuto’, ma anche per appianare rughe d’espressione del viso. Il botulino è per l’appunto una tossina che ha la particolarità di bloccare la secrezione del sudore da parte di una ghiandola attraverso l’inibizione del rilascio di un neurotrasmettitore, l’acetilcolina, con il conseguente arresto dell’impulso nervoso che porta tutti noi a sudare.

“L’uso della tossina botulinica – ha affermato Patrizio Sedona, Direttore della Divisione di Dermatologia dell’Ospedale SS. Giovanni e Paolo di Venezia – è motivato da risultati spesso eccellenti tra i pazienti. Uno studio recente, in particolare, ha mostrato il potente effetto, soprattutto nel trattamento della psoriasi inversa, di questa potente tossina, tanto che ora questo trattamento viene preso in considerazione anche nella nevralgia post zoster, nella fase iniziale del piede diabetico”.

Nella giornata d’apertura, infine, giovani neolaureati, gli specializzandi ma anche specialisti con navigata esperienza hanno potuto sperimentare su cute animale come asportare nei, fibromi ma anche formazioni maligne, come melanomi, neoplasie della pelle, oltre che effettuare piccoli interventi, tipo asportazioni di verruche, cheratosi, fibropapillomi.

Di grande attualità ancora l’allarme psoriasi che rovina la vita di circa 2 milioni di Italiani. Compare in gioventù e può durare tutta la vita, colpisce tutte le popolazioni in misura variabile e non ben definita. “Attualmente nel nostro Paese sono presenti non meno di 1.700.000 persone potenzialmente affette da psoriasi, su un totale di 59.000.000 di abitanti - ha dichiarato Patrizio Mulas, Presidente A.D.O.I. (Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani). “Nella letteratura internazionale – continua Patrizio Mulas – i quadri della malattia psoriasica vengono suddivisi in lieve (60%), moderata (25%) e grave (15%), sulla base di alcuni parametri predefiniti. Il numero delle forme più gravi, che hanno richiesto il ricovero ospedaliero ordinario o il Day Hospital, è ricavabile dalle schede di dimissione ospedaliera (SDO) ed è variabile tra i circa 10.000 del 2001 e gli 11.500 circa del 2004, con un tasso di circa 13 abitanti ogni 100.000. La maggior frequenza per questi casi si manifesta nelle fasce d’età 64-75 e 45-64 e tra i maschi. Ma siamo molto fiduciosi perché i farmaci biologici funzionano”.
 


 






 
 
 
 

  



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