“L’impianto simultaneo di due orecchi bionici su un bimbo nato con
sordità totale ripristina perfettamente l’udito naturale”. E’ questa
la sintesi della tavola rotonda internazionale: "Benefici dell'impianto
Cocleare Bilaterale" organizzata da Cochlear Italia nell’ambito
del Congresso Nazionale SIO (Società Italiana di Otorinolaringologia)
che si è appena concluso al Lingotto.
A fare questa affermazione è il Professor Sandro Burdo, Direttore
di audiovestibologia di Varese, il centro N.1 in Italia con 840 impianti
già fatti di cui 104 simultanei. “Molti sono i vantaggi – spiega
Burdo – fra cui quello importantissimo dell’ascolto incidentale (il
bambino sta guardando la tv e riesce a sentire quello che la mamma gli
dice da un’altra stanza) oppure la localizzazione del suono, o la
televisione anche in un ambiente rumoroso (quindi la distinzione precisa
dei differenti tipi di suono)".
Stessi vantaggi anche secondo Roland Laszig, luminare tedesco di
Friburgo (sotto il suo distretto una popolazione di 11 milioni di
abitanti).
Laszig che è l’inventore della tecnica degli impianti al tronco
encefalico, ha finora operato 1250 bambini di cui il 10,2% con impianto
bilaterale. Per l’84% dei bimbi il doppio impianto è stato sequenziale.
In tutti i risultati sono stati di eccellente recupero, a condizione che
tra il primo e il secondo impianto non passi troppo tempo.
Il Prof. Manuel Manrique di Pamplona ha portato uno studio di una
ricerca durata 3 anni durante i quali sono stati seguiti 39 bimbi
impiantati con l’orecchio bionico su entrambe le orecchie (di cui 16
simultanei). Anche per i piccoli spagnoli, minore è la finestra di
intervallo tra un impianto e l’altro, maggiore è il risultato di
perfetto riconoscimento dei rumori, anche dei più leggeri, e quindi
migliore è la crescita del bambino nella vita di tutti i giorni.
Questo dato è stato chiarito dal Prof. Ferdinando Rossi del
dipartimento di neuroscienze Università degli Studi di Torino, che ha
spiegato come nel primo periodo di vita ci sia un “periodo critico” per
l’apprendimento. Il cervello infatti si sviluppa e crea un numero di
connessioni a seconda degli stimoli che riceve. Se un bimbo è deprivato
dell’udito per pochi mesi, poi, una volta impiantato riesce a recuperare
questo gap. Ma se il periodo critico si fa troppo lungo, il cervello a
mano a mano svilupperà al massimo gli altri 4 sensi, fra cui quello
della vista, per sopperire all’handicap della sordità. Per questo
motivo, pur essendo ancora nuovo come studio, è possibile assumere che
quanto prima il cervello possa ricevere gli stimoli dei suoni, tanto
prima il cervello sarà in grado di decodificarli. Ecco perché è anche
indispensabile che gli impianti cocleari vengano effettuati in un
periodo concentrato, a poca distanza ( massimo 12 mesi), altrimenti il
secondo impianto non servirà a nulla.
Alla tavola rotonda era presente anche una esperta di riabilitazione
linguistica: Daniela Odermatt dalla Svizzera. Il suo intervento
si è incentrato sulla sua esperienza di logopedista: l’udito per i
bambini è un modo anche per definire lo spazio che li circonda e quindi
una possibilità ulteriore di stabilire una comprensione maggiore del
loro corpo .
Il tema è delicato e nuovissimo. Il problema maggiore sembra essere, in
Europa, quello legato all’aspetto economico. Non si è ancora creata la
consapevolezza di quanto costi alla società un bambino che non riesce
bene a sentire i suoni e che quindi avrà bisogno di sostegno a scuola, e
che probabilmente non sarà mai in grado di avere una perfetta
integrazione nella vita sociale e lavorativa.
In Germania, ad esempio il sistema sanitario nazionale rimborsa sia il
monolaterale che il doppio impianto, in Spagna il bilaterale non è
passato dal SSN e il monolaterale è rimborsato solo in 2 regioni; in
Italia solo la Regione Lombardia rimborsa al momento il doppio “orecchio
bionico” simultaneo, mentre per il monolaterale non ci sono problemi.
Questo perché quella degli impianti cocleari è una tecnologia ancora
molto giovane. ( In Italia esistono 50 centri che fanno impianti, ma di
questi il 50% ne ha effettuato uno solo all’anno, mentre la media
dovrebbe essere un centro ogni 3 milioni di abitanti). E’ auspicabile
che in tutte le Regioni venga adottato quanto prima un protocollo unico
di applicazione.
Le staminali
La speranza che le cellule staminali possano in un futuro, anche se
lontano, aiutare a restituire l’udito, spesso frena il secondo impianto
cocleare. Secondo l’esperienza del Prof. Burdo, questo è un falso
problema, poiché : “Se la corteccia cerebrale non è stata attivata, è
impossibile che ci possa essere la possibilità di udire suoni, anche se
le staminali ricreassero la coclea.”
Cosa sono gli impianto cocleari
Gli impianti cocleari sono dispositivi medicali adatti sia per adulti
che per bambini con severi problemi o totale mancanza di udito. Sono
dispositivi elettronici che bypassano le cellule uditive danneggiate
nell’orecchio interno, detto anche coclea, e stimolano il nervo acustico
direttamente.
Gli impianti Cochlear contribuiscono a ridare l’udito e incrementano
l’abilità del linguaggio in chi non ha ricevuto aiuto dai supporti
uditivi non impiantabili.
E’ l’unico dispositivo elettromedicale realizzato in grado di restituire
uno dei cinque sensi.
Dati sulla sordità nell’intera popolazione
Il 10% della popolazione soffre di riduzione della capacità uditiva. In
Italia ci sono 7 milioni di persone che hanno problemi di udito.
Il trend è in aumento e si prevede un incremento del 4% – 6 % ogni anno.
Cochlear nel mondo e in Europa
Fin dal suo debutto con il primo impianto cocleare al mondo che risale
ad oltre 20 anni fa, Cochlear Ltd e le sue filiali europee, hanno
restituito il dono dell’udito a 100.000 pazienti nel mondo. L’alta
tecnologia di Cochlear che si basa sulla continua ricerca e lo sviluppo
della stessa, restituisce l’abilità di udire suoni e di comprendere le
parole pronunciate con un notevole contributo alla qualità della vita di
tutti quelle persone che soffrono di una profonda mancanza dell’udito o
che l’hanno completamente perso.
Cochlear è sempre stata leader nel suo campo grazie allo sforzo fin qui
prodotto di realizzare il miglior dispositivo per l’udito, grazie alla
capacità di supportare anche negli anni qualsiasi tipo di paziente, di
qualsiasi età e di qualsiasi estrazione sociale.
La promessa di Cochlear é : Hear now. And Always. Sentire ora e per
sempre.