Genova Anno VI - n°34 - 09.06.2008 Pagine Nazionali

del 11/07/2008

 

Rapporto tra Musica e Cannabis


Sesso, droga e musica rap. O anche musica house e da discoteca. Una ricerca australiana, condotta su quasi mille ragazzi, ha mostrato l’esistenza di un legame tra il tipo di musica ascoltata e la tendenza a fare uso di droghe leggere. E ha dimostrato che lo spinello va forte tra i frequentatori di eventi musicali in cui si ascolta rap o musica dance e house, ed è un po’ meno diffuso tra i fan del pop. In questo caso, però, non si tratta della solita vecchia storia sui possibili effetti negativi di certa musica, come quella del famigerato Marylin Manson, spesso additata come causa di comportamenti asociali. La ricerca condotta da Megan Lim e colleghi, del Centro di epidemiologia e ricerca sulla salute pubblica dell’istituto Macfarlane Burnet di Melbourne, in Australia, aveva infatti lo scopo di studiare la diffusione delle droghe leggere nelle diverse culture giovanili urbane e di identificare i luoghi più appropriati per intervenire con le campagne di prevenzione.

Per questo, i ricercatori hanno diffuso dei questionari al pubblico di un festival musicale e ne hanno raccolti 939, tutti compilati da ragazzi tra i 16 e i 29 anni. Il risultato è stato chiaro: il 46% di loro ha dichiarato di aver fatto uso di droga negli ultimi mesi (soprattutto cannabis), una percentuale decisamente più alta di quella rilevata nella media dei ragazzi di quell’età da uno studio nazionale del 2004, che si attestava sul 18%. In particolare, si è visto che in testa ai consumatori di droga si trovano i ragazzi che amano la musica più ascoltata nelle discoteche. Ed è lì, conclude lo studio, che si deve intervenire.

La ricerca è tra quelle pubblicate sull’ultimo numero di Neuromusic News, la newsletter della Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani. La fondazione è diventata in questi anni il punto di riferimento italiano e mondiale per gli studi su musica e cervello ed ha appena concluso il congresso The Neuroscience and music – III, Disorders and plasticity, tenutosi il 25 - 28 giugno a Montreal. Il congresso ha fatto seguito ad altre due edizioni precedenti di grande successo, tenutesi a Venezia nel 2002 e a Lipsia nel 2005, alle quale hanno partecipato psicologi, medici e ricercatori in neuroscienze di tutto il mondo, per discutere della percezione e dell’elaborazione della musica in condizioni normali e nel corso di alcune malattie, e della capacità della musica di intervenire e di modellare le funzioni del nostro cervello.

 

 






 
 
 
 

  



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