Genova Anno VI - n°34 - 09.06.2008 Pagine Nazionali

del 01/07/2008

 

La prevenzione del fumo passivo diminuisce le malattie


Un “panel” internazionale di scienziati ha sancito ufficialmente e in modo molto netto l’utilità delle politiche di protezione dal fumo passivo e la necessità di svilupparle come prescritto dalla convenzione internazionale sul controllo del tabacco dell’OMS (Framework Convention on Tobacco Control), sottolineando altresì l’impegno di sostenere queste politiche anche nei paesi più deboli (rispetto alle multinazionali del tabacco e al loro tentativo di bloccare le leggi antifumo) come gli stati a basso e a medio reddito. L’Italia ha, peraltro, ratificato la convenzione solo quest’anno.


Nel panel di scienziati anche un italiano, Giovanni Invernizzi, membro della Tobacco Control Unit della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano e della Società Italiana di Medicina Generale, chiamato a far parte del gruppo di esperti internazionali a cui l’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione ha chiesto di redigere una serie di Special Reports, pubblicati in esclusiva online e presentati nel numero di luglio di Lancet Oncology, dedicato al tumore del polmone, che sarà presentato alla International Lung Cancer Conference di Liverpool, 9-20 luglio p.v.


L’INT da tempo è impegnato nella ricerca sull’inquinamento indoor e outdoor da fumo di sigaretta, impegno testimoniato da diverse importanti ricerche che hanno dimostrato la necessità di proteggere la popolazione dall’esposizione a questo inquinante nelle diverse situazioni (ristoranti, treni, ambienti confinati, “canyon” urbani come le aree pedonali dei centri storici) e la collaborazione di Giovanni Invernizzi con lo IARC rappresenta un importante riconoscimento alla qualità della ricerca italiana.
“Si tratta – ha dichiarato Marco Pierotti, Direttore scientifico della Fondazione Irccs Istituto Nazionale Tumori – anche di un significativo riconoscimento all’INT in campo di prevenzione dei danni da fumo e rappresenta per l’Italia un successo scientifico, ma soprattutto un impegno a proseguire nelle politiche di lotta al fumo passivo e di educazione sanitaria, a tutta la popolazione e in particolare alle nuove generazioni”.


“Le leggi che tutelano la popolazione dall’esposizione al fumo passivo – ha commentato Giovanni Invernizzi - si sono dimostrate in grado di ridurre le malattie cardiache dovute al fumo passivo, di diminuire la prevalenza del fumo tra gli adulti, e di abbassare notevolmente l’esposizione di adulti e bambini al fumo passivo. Inoltre tali politiche non hanno influenzato negativamente le attività commerciali di bar e ristoranti. Grazie alle leggi sul fumo passivo ci si attende anche una riduzione del numero dei casi di tumore del polmone, sebbene dati più solidi al riguardo saranno disponibili solo tra qualche anno."

Sintesi dello Special Report
Il Dr. John Pierce, dell’Università di California, San Diego, USA, e la Dottoressa Maria Leòn dello IARC Tabacco and Cancer Team, hanno preparato lo Special Report in collaborazione con il Gruppo di Lavoro di studiosi da tutto il mondo e con la segreteria dello IARC.

Da questo confronto sono scaturite 11 proposte che evidenziano le conseguenze delle politiche smoke-free e le suddividono in 3 categorie di importanza: “evidenza sufficiente” significa che l’associazione è ritenuta causale; “evidenza forte”, significa che l’associazione è solida, ma la causalità è considerata limitata; “evidenza insufficiente”, quando i dati non erano considerati abbastanza solidi. Il gruppo di lavoro ha espresso i punteggi dopo aver valutato esaustivamente la letteratura internazionale e i report governativi.
Evidenza sufficiente è stata valutata per le seguenti affermazioni:
1. l’adozione delle normative sul fumo passivo diminuisce sensibilmente l’esposizione al fumo passivo
2. la restrizione del fumo nei luoghi di lavoro comporta una diminuzione del consumo di sigarette da parte dei fumatori
3. le leggi sul fumo passivo non diminuiscono le attività commerciali dell’industria alberghiera
4. le leggi sul fumo passivo diminuiscono i sintomi respiratori nei lavoratori
5. la restrizione volontaria del fumo all’interno della abitazioni private riduce l’esposizione al fumo dei bambini
6. le “case senza fumo” riducono la percentuale di adulti fumatori.
Evidenza forte è stata rilevata per le seguenti affermazioni:
1. la restrizione del fumo nei posti di lavoro diminuisce la prevalenza dei fumatori tra gli adulti
2. le politiche smoke-free riducono il consumo di tabacco tra i giovani
3. l’introduzione delle politiche smoke-free ha portato a una diminuzione delle patologie cardiache
4. l’adozione di politiche smoke-free nelle abitazioni private porta alla riduzione del fumo tra i giovani
Evidenza insufficiente invece per una riduzione nel numero dei tumori polmonari come conseguenza delle leggi sul fumo passivo. Il declino nella prevalenza del tumore polmonare in realtà è atteso sulla base della riduzione dell’esposizione ai cancerogeni ambientali che le leggi sul fumo passivo comportano. Tuttavia, a causa della lunga latenza del tumore del polmone, che può manifestarsi fino a 20 anni dopo l’esposizione, i dati potranno essere valutabili solo nel prossimo futuro.


Sulla base delle evidenze discusse, il Working Group raccomanda che i governi promulghino e sostengano leggi di restrizione del fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro, secondo le line dettate dalla WHO Framework Convention on Tobacco Control (FCTC).
Gli autori concludono così: “L’implementazione della smoking policy può avere effetti molto ampi. Non solo questi regolamenti tutelano la salute dei non fumatori riducendo l’esposizione al fumo passivo, ma influenzano anche il comportamento dei fumatori e le loro attitudini, con ulteriori ricadute benefiche. Questi benefici saranno tanto maggiori se le leggi seguiranno le strategie indicate dalla WHO-FCTC con l’obiettivo di una regolamentazione rigorosa e globale”.
Infine:”Finora la maggior parte degli studi sono stati effettuati nei paesi industrializzati. Il Working Group auspica la costituzione di un sistema internazionale di monitoraggio per valutare l’effetto delle politiche smoke-free nei paesi a medio e basso indice economico”.

 

 






 
 
 
 

  



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