Genova Anno VI - n°34 - 09.06.2008 Pagine Nazionali

del 30/06/2008

 

I rischi della spiaggia a terra e delle meduse in mare


Come si può stare sicuri sulla spiaggia mettendosi al riparo di infezioni e malattie varie? E’ vero che virus, funghi e batteri amano il caldo e l'umidità e prosperano in queste condizioni facendoci rischiare l'insorgere di infezioni, ma con un po' di attenzione è possibile mantenere lontano ogni forma di infezione.


Al mare, il luogo prediletto dagli italiani, prima di tutto, attenzione alle sdraio. Stare a contatto della tela può essere anche fastidioso, ma soprattutto espone al rischio di contagio funghi. Utilizzare quindi gli asciugamani, soprattutto quelli degli alberghi: questi sono da ritenere sicuri poichè per legge devono essere lavati ad alte temperature e quindi non si corre il rischio di infezioni intime o cutanee. Se invece avete affittato una casa e dovete provvedere a tutto, a sera lavateli e utilizzateli al mattino quando sono asciutti. L’umidità favorisce le infezioni. Anche il costume bagnato a contatto con la pelle può favorire la comparsa di infezioni delle vie urinarie(soprattutto nelle donne) o della candida, soprattutto se rimane umido. La doccia può non bastare in quanto , lavarsi senza saponi, è utile per togliere il sale dalla pelle ma non elimina eventuali virus, funghi o batteri con cui si è venuti a contatto.


Attenzione alle meduse: Il contatto con una medusa può essere molto fastidioso e l'irritazione rimanere per alcuni giorni. La parte interessata, quella cioè colpita venuta a contatto con la medusa, bisogna tenerla pulita, evitando ad esempio il contatto diretto con la sabbia. La forma generica di una medusa è quella di un polipo rovesciato. Può essere immaginata come un sacco leggermente appiattito, dove si riconoscono una zona superiore convessa, l'esombrella, ed una regione inferiore concava, detta subombrella, al cui centro è posta la bocca che si collega alla cavità gastrovascolare mediante una struttura tubulare chiamata manubrium. Dal margine subombrellare si propagano dei tentacoli urticanti a scopo di difesa e di predazione. Le meduse hanno il corpo composto principalmente da acqua (circa il 98%) infatti, se si prende una medusa e la si lascia su un sasso al sole, dopo un po' di tempo incomincerà a sciogliersi. I loro tentacoli ospitano delle particolari cellule, gli cnidociti, che funzionano una volta sola, per cui devono essere rigenerate. Hanno funzioni difensive ma soprattutto offensive (per paralizzare la preda). Esse si attivano quando vengono toccate, grazie a un meccanocettore detto cnidociglio, ed estroflettono dei filamenti urticanti detti cnidae. Le cnidae possono essere di diverso tipo: nematocisti o spirocisti, e sono collegate ad appositi organuli, cnidoblasti che contengono un liquido urticante. Le cnidae, in genere, inoculano una sostanza che uccide la preda per shock anafilattico. Il liquido urticante ha azione neurotossica o emolliente, la cui natura può variare a seconda della specie, ma di solito è costituita da una miscela di tre proteine a effetto sinergico: ipnossina, talassina e congestina. L'ipnossina ha effetto anestetico, quindi paralizzante; la talassina ha un comportamento allergenico che causa una risposta infiammatoria; la congestina paralizza l'apparato circolatorio e respiratorio. Anche se non tutte le meduse sono urticanti, alcune, come le cubomeduse, sono particolarmente pericolose per l'uomo: in taluni casi possono causare anche la morte per shock anafilattico.
Sintomi


Il contatto con i tentacoli provoca:
edema locale, intorpidimento
eritema
vesciche o petecchie (microemorragie capillari delle dimensioni di una capocchia di spillo)
prurito
dolore e un aspetto orticariode simile ad una frustata. Il dolore può diffondersi e possono anche verificarsi astenia, nausea, cefalea, vertigini e dispnea, lacrimazione e rinorrea.
Gravi le conseguenze in caso di allergia e shock anafilattico


Cosa fare:
Asportare eventuali residui di tentacolo
Applicare acqua di mare con aggiunta di bicarbonato
Successivamente spalmare un preparato antistaminico o cortisonico sulla parte o, in mancanza di questi, olio solare
Consultare il medico qualora la reazione sia molto estesa e si manifestino sintomi generali quali nausea, vomito e alterazioni della frequenza cardiaca e/o respiratoria.


Cosa non fare:
Non applicare ghiaccio: il veleno è termolabile.

 

 






 
 
 
 

  



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