Le
MICI (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali)* – che includono il
Morbo di Crohn e la Rettocoliteulcerosa – non colpiscono più solo la
popolazione adulta. Uno studio della Clinica Pediatrica dell’Università
di Trieste presso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico
materno-infantile Burlo Garofolo - Ospedale di alta specializzazione e
di rilievo nazionale per la salute della donna e del bambino – ha
documentato un aumento nella prevalenza di queste patologie non solo
nella popolazione pediatrica generale ma anche, cosa sicuramente più
sorprendente, nei bambini al di sotto dei due anni di vita. La ricerca,
iniziata nel 1984 e durata vent’anni, è stata ora pubblicata dalla
rivista European Journal of Pediatrics. Due le conclusioni salienti:
le MICI che si manifestano assai precocemente (prima dei due anni di
vita) costituiscono circa il 9% di tutti i casi a esordio pediatrico (<
16 anni)
queste forme precoci rappresentano un gruppo di particolare gravità,
possono nascondere un difetto congenito delle difese immunitarie, e
necessitano più di altre di una terapia invasiva (chirurgica e
immunosoppressiva). Inoltre, sono spesso diagnosticate con notevole
ritardo perché il pediatra tende a inquadrarle come allergie alimentari.
Presso la Clinica Pediatrica dell’IRCCS Burlo Garofolo sono stati
seguiti per almeno due anni 184 bambini cui era stata diagnosticata una
patologia infiammatoria intestinale. L’8,6 per cento di essi (16
bambini) ha ricevuto la diagnosi di MICI entro il secondo anno di vita
(e 12 addirittura entro il primo). Per 12, dei 16 casi individuati per
tempo, la diagnosi è stata confermata da ulteriori analisi, mentre in 4
casi sono state identificate sindromi diverse che coinvolgono il sistema
immunitario.
L’aspetto problematico deriva dal fatto che a metà dei pazienti era
stata diagnosticata allergia alle proteine del latte vaccino; di
conseguenza, erano stati sottoposti per lungo tempo a una dieta di
esclusione, nonostante l’assenza di ogni beneficio clinico. Nel
complesso, questi casi si sono rivelati più gravi rispetto a quelli a
esordio tardivo, e spesso si è dovuti intervenire chirurgicamente, e con
una terapia immunosoppressiva.
“Agendo da un osservatorio privilegiato come un centro di riferimento
specialistico e raccogliendo una casistica di oltre 300 casi in venti
anni – sottolinea Alessandro Ventura, direttore della Clinica
Pediatrica dell’Università di Trieste presso l’Ospedale Infantile BG –
abbiamo capito che le MICI possono svilupparsi molto precocemente e,
in questi casi, in forma decisamente grave. In passato si pensava che
fossero tipiche della popolazione adulta, così in tenerissima età spesso
non erano individuate. Tuttora accade che i sintomi vengano erroneamente
attribuiti a un’allergia alle proteine del latte vaccino, perciò i
bambini con MICI subiscono un ritardo diagnostico che ne aggravava il
decorso. Dunque, la possibilità di una malattia intestinale deve essere
presa in considerazione dallo stesso pediatra: se un disturbo
intestinale come una diarrea muco-ematica non si risolve in 3-4
settimane, e in presenza di febbre, arresto della crescita, perdita di
peso, fistole o ascessi perianali, è opportuno pensare anche a una
diagnosi di MICI”.
“In Friuli Venezia Giulia – precisa Stefano Martelossi,
Responsabile del Servizio di Gastroenterologia del BG – stimiamo che
ci siano poco più di 50 bambini con questa patologia. Di fatto il nostro
centro segue una cinquantina di casi residenti in FVG e oltre 200
provenienti da tutta Italia. Grazie a questo studio viene ora confermato
inequivocabilmente che le MICI possono manifestarsi a qualsiasi età,
anche nel primo anno di vita. Ecco perché è importante che il pediatra
sia sufficientemente preparato e allertato in modo da riconoscerle per
tempo. Più precoce è l’esordio, più grave è di regola la malattia, e
maggiori sono le conseguenze negative del ritardo diagnostico. Senza
dimenticare che, come documenta il nostro studio, in un certo numero di
casi a esordio precocissimo, il quadro clinico di una MICI può essere
sotteso da un difetto congenito dell’immunità”.
* MICI
Le MICI sono una famiglia di malattie croniche invalidanti che provocano
fenomeni infiammatori a livello di mucose intestinali, diarrea,
malassorbimento, perdita di sangue con le feci e altre complicazioni. Se
da un lato è nota una predisposizione genetica, dall’altro le ipotesi
avanzate per spiegarne l’aumento nella popolazione, non più solo adulta
ma anche pediatrica, chiamano in causa un’alterazione della
immunoregolazione intestinale.
Al momento non esiste una cura definitiva per tali malattie. Tuttavia,
da qualche anno sono disponibili farmaci molto attivi (i cosiddetti
farmaci biologici costituiti da anticorpi monoclonali, creati su misura
per inattivare un bersaglio specifico) che agiscono contro le molecole
responsabili dell’infiammazione, come il TNF. Il loro impiego precoce
permette di contenere i sintomi, e restituisce al paziente una qualità
di vita accettabile.