Genova Anno VI - n°34 - 09.06.2008 Pagine Nazionali

del 27/06/2008

 

Le malattie infiammatorie croniche intestinali possono interessare anche la primissima infanzia


Le MICI (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali)* – che includono il Morbo di Crohn e la Rettocoliteulcerosa – non colpiscono più solo la popolazione adulta. Uno studio della Clinica Pediatrica dell’Università di Trieste presso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico materno-infantile Burlo Garofolo - Ospedale di alta specializzazione e di rilievo nazionale per la salute della donna e del bambino – ha documentato un aumento nella prevalenza di queste patologie non solo nella popolazione pediatrica generale ma anche, cosa sicuramente più sorprendente, nei bambini al di sotto dei due anni di vita. La ricerca, iniziata nel 1984 e durata vent’anni, è stata ora pubblicata dalla rivista European Journal of Pediatrics. Due le conclusioni salienti:

le MICI che si manifestano assai precocemente (prima dei due anni di vita) costituiscono circa il 9% di tutti i casi a esordio pediatrico (< 16 anni)
queste forme precoci rappresentano un gruppo di particolare gravità, possono nascondere un difetto congenito delle difese immunitarie, e necessitano più di altre di una terapia invasiva (chirurgica e immunosoppressiva). Inoltre, sono spesso diagnosticate con notevole ritardo perché il pediatra tende a inquadrarle come allergie alimentari.

Presso la Clinica Pediatrica dell’IRCCS Burlo Garofolo sono stati seguiti per almeno due anni 184 bambini cui era stata diagnosticata una patologia infiammatoria intestinale. L’8,6 per cento di essi (16 bambini) ha ricevuto la diagnosi di MICI entro il secondo anno di vita (e 12 addirittura entro il primo). Per 12, dei 16 casi individuati per tempo, la diagnosi è stata confermata da ulteriori analisi, mentre in 4 casi sono state identificate sindromi diverse che coinvolgono il sistema immunitario.

L’aspetto problematico deriva dal fatto che a metà dei pazienti era stata diagnosticata allergia alle proteine del latte vaccino; di conseguenza, erano stati sottoposti per lungo tempo a una dieta di esclusione, nonostante l’assenza di ogni beneficio clinico. Nel complesso, questi casi si sono rivelati più gravi rispetto a quelli a esordio tardivo, e spesso si è dovuti intervenire chirurgicamente, e con una terapia immunosoppressiva.

“Agendo da un osservatorio privilegiato come un centro di riferimento specialistico e raccogliendo una casistica di oltre 300 casi in venti anni
– sottolinea Alessandro Ventura, direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Trieste presso l’Ospedale Infantile BG – abbiamo capito che le MICI possono svilupparsi molto precocemente e, in questi casi, in forma decisamente grave. In passato si pensava che fossero tipiche della popolazione adulta, così in tenerissima età spesso non erano individuate. Tuttora accade che i sintomi vengano erroneamente attribuiti a un’allergia alle proteine del latte vaccino, perciò i bambini con MICI subiscono un ritardo diagnostico che ne aggravava il decorso. Dunque, la possibilità di una malattia intestinale deve essere presa in considerazione dallo stesso pediatra: se un disturbo intestinale come una diarrea muco-ematica non si risolve in 3-4 settimane, e in presenza di febbre, arresto della crescita, perdita di peso, fistole o ascessi perianali, è opportuno pensare anche a una diagnosi di MICI”.

“In Friuli Venezia Giulia – precisa Stefano Martelossi, Responsabile del Servizio di Gastroenterologia del BG – stimiamo che ci siano poco più di 50 bambini con questa patologia. Di fatto il nostro centro segue una cinquantina di casi residenti in FVG e oltre 200 provenienti da tutta Italia. Grazie a questo studio viene ora confermato inequivocabilmente che le MICI possono manifestarsi a qualsiasi età, anche nel primo anno di vita. Ecco perché è importante che il pediatra sia sufficientemente preparato e allertato in modo da riconoscerle per tempo. Più precoce è l’esordio, più grave è di regola la malattia, e maggiori sono le conseguenze negative del ritardo diagnostico. Senza dimenticare che, come documenta il nostro studio, in un certo numero di casi a esordio precocissimo, il quadro clinico di una MICI può essere sotteso da un difetto congenito dell’immunità”.

* MICI
Le MICI sono una famiglia di malattie croniche invalidanti che provocano fenomeni infiammatori a livello di mucose intestinali, diarrea, malassorbimento, perdita di sangue con le feci e altre complicazioni. Se da un lato è nota una predisposizione genetica, dall’altro le ipotesi avanzate per spiegarne l’aumento nella popolazione, non più solo adulta ma anche pediatrica, chiamano in causa un’alterazione della immunoregolazione intestinale.
Al momento non esiste una cura definitiva per tali malattie. Tuttavia, da qualche anno sono disponibili farmaci molto attivi (i cosiddetti farmaci biologici costituiti da anticorpi monoclonali, creati su misura per inattivare un bersaglio specifico) che agiscono contro le molecole responsabili dell’infiammazione, come il TNF. Il loro impiego precoce permette di contenere i sintomi, e restituisce al paziente una qualità di vita accettabile.


 

 






 
 
 
 

  



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