Per ottenere buoni risultati nello sport “stringere i denti” non basta:
è necessario che l’arcata superiore e quella inferiore coincidano in
modo perfetto, per evitare prestazioni al di sotto delle proprie
possibilità e disturbi muscolari. Del rapporto tra occlusione e
prestazioni atletiche se ne parlava già da tempo, ma solo adesso la
medicina scientifica ha risultati che cominciano a confermarlo.
L’odontoiatra milanese Alessandro Beraldi, perfezionato in
Posturologia e Gnatologia clinica e consulente del reparto di
Posturologia Sportiva dell’Università Bicocca, ha presentato i risultati
di uno studio condotto su cinque atlete del Basket Carugate, squadra che
milita nella serie A2 femminile, durante il 1° congresso nazionale di
medicina osteopatica “La clinica incontra l’osteopatia: verso una
medicina sistemica” organizzato dalla Fondazione L.U.Me.N.Oli.S.
(Libera Università di Medicina Naturale ed Olistico-Sistemica) in
collaborazione con AIROP (Associazione Italiana per la Rieducazione
Occluso-Posturale), in svolgimento a Roma dal 20 al 22 giugno 2008
all’Hotel Villa Eur “Parco dei Pini” in piazzale Marcellino Champagnat.
La ricerca, realizzata in collaborazione con l’Università Bicocca di
Milano e il centro Isokinetc, ha avuto come risultato finale la
dimostrazione che esiste un rapporto tra occlusione dentale e
prestazioni atletiche, pur essendo necessario valutare una casistica ben
più ampia: rispetto all’occlusione normale, l’utilizzo di bite - una
placca, normalmente in resina, che viene posta tra le due arcate
dentarie per ottimizzare l’intercuspidazione dei denti e la posizione
della mandibola nello spazio porta a un miglioramento del 4,6 per cento
della forza massima e del 6,6% del lavoro, cioè della forza espressa
durante tutto il movimento.
La ricerca. I test sono stati eseguiti al reparto di Posturologia
sportiva dell’Università Milano Bicocca all’ospedale San Gerardo di
Monza. Spiega Beraldi: «Per il bilanciamento dell’occlusione e la
valutazione degli effetti in statica è stata usata una strumentazione
sofisticata e precisa, alcuni test sono stati inseriti nel protocollo
per la prima volta. La valutazione degli effetti sui muscoli in altri
distretti è stata affidata all’Isokinetic, che proprio grazie al test
isocinetico ci ha dato misure assolutamente ripetibili ed incontestabili
della capacità di reclutamento delle unità motorie dei muscoli. In
precedenza spesso avevano misurato il salto di una persona, confrontando
i risultati ottenuti con o senza bite, ma non era possibile sapere se in
quel salto l’atleta aveva utilizzato tutta la forza disponibile».
I test. Sono stati misurati il picco di forza massimo e il lavoro
dei flessori e degli estensori delle gambe, sia destra che sinista, in
tre condizioni: occlusione naturale dell’atleta, il nostro bite,
realizzato con un controllo molto fine dell’occlusione e della postura,
e un paradenti semindividuale per confronto. «Rispetto alla
situazione “normale”, l’uso di bite universali ha portato ad un aumento
del 2,4% medio della forza massima e una diminuzione dell’1,2% del
lavoro; con i bite personalizzati, il picco di forza massima aumentava
del 4,6% e il lavoro del 6,6%». I primi risultati sono
incoraggianti, anche se il campione non è numericamente elevato:
l’Università Milano Bicocca sta lavorando proprio per avere una
casistica sufficientemente ampia in modo da mettere un punto fermo sulla
relazione tra bilanciamento occlusale e prestazioni sportive.
Una testimone “olimpica”. Tra le atlete che si sono sottoposte ai
test, anche Angela Arcangeli, campionessa italiana della pallacanestro
femminile. Arcangeli, olimpionica nel 1992, vanta tre scudetti e quattro
coppe dei Campioni, oltre a 99 presenze in Nazionale (quattro i
campionati europei ai quali ha partecipato, più i mondiali d’Australia).
L’atleta, che oggi milita nella Liomatic Umbertide neopromossa in A1, ha
potuto notare dei significativi miglioramenti. «Con l’utilizzo del bite
sono venuti meno quei fastidi alla schiena e al tendine di Achille che
in alcune occasioni mi hanno addirittura bloccato -spiega Arcangeli-
Star bene fisicamente è la base per una buona prestazione tecnica in
campo». E i risultati sul parquet sono migliorati. Arcangeli porta il
bite in allenamento e durante le partite. «All’inizio era un po’
fastidioso, ma si è trattato solamente di farci l’abitudine: adesso, che
lo uso in modo costante, posso vederne i benefici».
Il primo congresso nazionale di medicina
osteopatica “La clinica incontra l’osteopatia: verso una medicina
sistemica” è organizzato dalla Fondazione L.U.Me.N.Oli.S. (Libera
Università di Medicina Naturale ed Olistico-Sistemica) in collaborazione
con AIROP (Associazione Italiana per la Rieducazione Occluso-Posturale)
e con il patrocinio del Dipartimento di malattie odontostomatologiche
dell’università di Roma Tor Vergata, Master in Medicina naturale
dell’università Tor Vergata, Ordine provinciale dei medici chirurghi e
odontoiatri di Roma, Registro degli osteopati d’Italia, Centro delle
ricerche olistiche per la medicina osteopatia e naturale e Accademia
italiana di terapia osteopatia naturale. Si tratta di un primo
appuntamento che si propone di offrire ai professionisti osteopati, alle
scuole ed ai medici clinici ospedalieri ed universitari l’occasione di
incontrarsi, confrontarsi e discutere in modo costruttivo sulle diverse
tematiche di interesse “medico” ed “osteopatico”. Il simposio è
articolato in quattro sessioni, tutte orientate alla scoperta del
potenziale di prevenzione e Riabilitazione proprio della Terapia Manuale
ed osteopatia: Formazione e Professione, Osteopatia e Sindromi
Neurovegetative, Osteopatia in Età Pediatrica ed Osteopatia nella
Rieducazione Cranio-Cervico-Mandibolare ed Ortognatodonzia.
Alessandro Beraldi
- Profilo professionale. Laureato a pieni voti
all’Università Statale di Milano in Odontoiatria e Protesi dentale,
Alessandro Beraldi dal 1998 si occupa di Kinesiolologia ed Odontoiatria
Biologica. Dal 2000 è consulente esterno per le problematiche
gnatologiche dell'Isokinetic, una delle società più importanti d'Italia
nella riabilitazione di pazienti sportivi e disfunzionali. Nel 2007 si
perfeziona in Posturologia e Gnatologia Cliniche all'Università Milano
Bicocca. È responsabile delegato per la Lombardia della Sios, Società
Italiana di Odontoiatria Sportiva, che ha fornito tra l’altro assistenza
alle Paraolimpiadi Torino ‘06 e al Giro d'Italia. Collabora come
consulente esterno con il reparto di Posturologia Sportiva
dell’Università Milano Bicocca. È coautore del nuovo testo per il corso
di Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Università Milano Bicocca. Lo
studio si trova in viale Brianza 28 a Milano (www.studioberaldi.net),
dove Beraldi opera con altri specialisti per offrire un approccio
olistico e posturale al paziente.