Genova Anno VI - n°34 - 09.06.2008 Pagine Nazionali

del 20/06/2008

 

Terapie, ricerca, qualità di vita: attacco globale alle malattie del sangue


Terapie evolute che arrivano a garantire anche l’88 per cento di sopravvivenza; strategie terapeutiche personalizzate per assicurare a ciascun paziente il farmaco appropriato; e un impegno a tutto campo per la qualità di vita dei pazienti, oggi resa più facile dai farmaci a somministrazione orale e dalla possibilità di curare i pazienti nelle loro case, limitando allo stretto indispensabile il ricorso all’ospedale.
È un attacco su più fronti quello sferrato contro i tumori del sangue e che viene illustrato in occasione della “Giornata Nazionale per la lotta contro le leucemie, i linfomi e il mieloma”, promossa dall’AIL e posta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, che si celebra in tutta Italia il 21 giugno.


“Grazie agli straordinari progressi ottenuti nella diagnosi e nella cura delle malattie ematologiche, per alcune forme assistiamo a un’esplosione di risultati capaci di cambiare lo scenario in brevissimo tempo”, afferma Franco Mandelli, illustre ematologo e Presidente dell’AIL. “Non possiamo più accontentarci di assicurare ai pazienti la sopravvivenza, che oggi può arrivare anche a più di 10-15 anni. Dobbiamo preoccuparci anche di come vivono persone destinate a convivere con la patologia per un periodo prolungato: è importante disporre di terapie non solo efficaci ma anche poco tossiche, che non compromettano la vita quotidiana del paziente con sintomi quali dolori, stanchezza, nausea, mancanza di appetito ecc ”.


Uno dei maggiori successi della ricerca sui tumori del sangue negli ultimi anni è stato quello ottenuto contro la leucemia mieloide cronica (LMC), dove l’avvento di imatinib, una terapia capace di colpire in modo selettivo il difetto molecolare, ha migliorato in modo straordinario le prospettive per i pazienti: i dati dello studio IRIS, presentati nel 2007 al congresso dell’ASH (American Society of Hematology), hanno evidenziato una sopravvivenza globale a 6 anni dell’88% che arriva al 95% escludendo dall’analisi i decessi non correlati alla LMC.
E per i pochi pazienti che sono andati incontro a un fallimento terapeutico a causa della comparsa di resistenza o intolleranza ad imatinib, sono disponibili nuovi farmaci disegnati ad hoc, dotati di una maggiore selettività e potenza.


“Il grande vantaggio dei nuovi farmaci è quello di garantire una ulteriore possibilità di cura rispetto a pazienti che per ragioni diverse non rispondono a imatinib e che quindi andrebbero incontro a progressione”, afferma Michele Baccarani, Direttore Istituto di Ematologia e Oncologia Medica "L. e A. Seràgnoli" di Bologna. “La loro maggiore potenza li rende attivi anche nei confronti di quasi tutte le mutazioni, responsabili della perdita di risposta alla terapia. In questo modo riusciamo a trattare i pazienti resistenti o che manifestano intolleranza a imatinib”.
L’obiettivo di azzerare le resistenze e assicurare al maggior numero di pazienti una buona qualità di vita può essere raggiunto anche attraverso una terapia sempre più personalizzata: “A breve” - afferma Baccarani - “ disporremo di un test che ci permette di sapere se il dosaggio di imatinib è corretto e quindi di “aggiustarne” il dosaggio e offrire la giusta opzione terapeutica ad ogni tipologia di paziente, “dirottando” il paziente sui farmaci di seconda generazione quando necessario”.


E per consolidare l’impegno dell’AIL sul tema qualità della vita. sta per partire in Italia il primo studio al mondo sulla qualità di vita dei pazienti affetti da leucemia mieloide cronica trattati con Glivec.
“L’obiettivo fondamentale di questo studio” - afferma il coordinatore dello studio, Fabio Efficace, responsabile QoL GIMEMA- Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto - “è aiutare i pazienti a vivere meglio, fornendo ai medici tutte le informazioni utili per la gestione della terapia della leucemia mieloide cronica. Cercheremo di capire quali sono i fattori che favoriscono l’aderenza dei pazienti alla terapia, quali sono gli aspetti che maggiormente inficiano la qualità di vita e capiremo quindi come usare al meglio le nuove risorse terapeutiche di cui disponiamo.” Lo studio coinvolgerà 25 centri di ematologia ripartiti in modo omogeneo sul territorio nazionale e si baserà sulla collaborazione tra i centri clinici e le sezioni dell’AIL.
“Una qualità di vita accettabile comporta anche una maggiore durata di vita: sappiamo che un miglioramento della qualità di vita può tradursi anche in un miglioramento dell’efficacia e della risposta alle cure”, afferma il professor Mandelli e aggiunge: “L’assistenza domiciliare è fondamentale: noi sappiamo che la qualità di vita dei pazienti curati a casa è incomparabilmente superiore rispetto a quella di chi è ricoverato in ospedale”. Per questo l’AIL si è impegnata in un obiettivo ambizioso: assicurare l’assistenza domiciliare a tutti i pazienti in cura presso le strutture ematologiche di Roma, compresi i pazienti che non hanno casa o persone che possano assisterli in casa. Primo capitolo del progetto “Una casa per chi non ha casa” è realizzare una residenza riservata proprio a questi pazienti, che vi potranno ricevere le cure ed essere assistiti da un’équipe di medici, infermieri, psicologi e volontari.
In occasione della Giornata nazionale per la lotta contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, in tutta Italia le sezioni dell’AIL promuoveranno iniziative e incontri aperti per sensibilizzare la popolazione sul tema dell’edizione di quest’anno e sui progressi compiuti dalla ricerca su queste malattie.


Calendario delle iniziative a cura delle sezioni AIL

19 GIUGNO
EMILIA-ROMAGNA
• Bologna: Seminario Interattivo “Le Leucemie Croniche” a cui interverranno importanti medici del Dipartimento di Ematologia e Oncologia Medica del policlinico S. Orsola di Bologna. Moderatori saranno il Prof. S. Tura e il Prof. M. Baccarani. Dalle ore 17.00 presso l’Aula Magna “M.T.Chiantore” del Dipartimento di Ematologia e Oncologia Medica “L. e A. Seràgnoli” – Policlinico S.Orsola Bologna.

20 GIUGNO
CALABRIA
• Reggio Calabria: AIL Reggio Calabria organizza dalle 10.00 alle 16.00 il “Seminario interattivo AIL Pazienti Linfomi” che ha il fine di promuovere la comunicazione tra medici, pazienti e famiglie. Il seminario è organizzato dall’unità operativa di Ematologia e dal Centro Unico regionale trapianti cellule staminali e terapie cellulari “A. Neri” dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli”, in collaborazione con l’AIL Nazionale ed avrà luogo presso l’Aula Magna della Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea.
LAZIO
• Latina: Spettacolo musicale della Priverno Dixieland Jazz Band e “Viaggio Mediterraneo”, percorso musicale di Alina, alle 21.00 presso Piazza del Popolo a Latina.
TOSCANA
• Livorno: “Leucemie, conoscere per sconfiggere”, iniziativa di sensibilizzazione e d’informazione sulle iniziative e gli interventi svolti dalla Sezione, dalle 11.30 presso la sala Consiliare dell’Amministrazione Provinciale.
• Pisa e Massa Carrara: Le sezioni di Pisa e Massa Carrara organizzano “Ematologia, necessità di espansione”, convegno informativo che si terrà a Tirrenia (Pi) dalle 16.00 alle 20.00 presso il Grand Hotel Continental.
VENETO
• Verona: Conferenza Stampa dal titolo “AIL Verona e l’Assistenza Domiciliare” in collaborazione con il reparto di Ematologia del Policlinico G.B. Rossi. Dalle ore 12.00 presso il Centro di Ematologia del Policlinico Borgo Roma.

21 GIUGNO 2008
ABRUZZO
• L’Aquila: Allestimento di un Gazebo in Corso Vittorio Emanuele al fine di sensibilizzare ed aggiornare i cittadini sul tema. Dalle 10.00 alle 20.00 con orario continuato.
• Pescara: Concerto alle 21.00 presso il centro “Le Naiadi” di Pescara, con Giò di Tonno, Testimonial dell’AIL, e la sua Band, accompagnati dalla prestigiosa sezione di Archi Live String Ensemble diretta dal M° Pasquale Veleno.
CALABRIA
• Cosenza: Evento di Arte Contemporanea “Donne per la Ricerca” dalle ore 9.30, presso il Museo del Presente di Rende (Cs). L’iniziativa ha lo scopo di intrattenere e sensibilizzare la cittadinanza.
CAMPANIA
• Caserta: È in programma un convegno sul tema “La Gestione del paziente in onco-ematologia: interattività tra specialista e medico di famiglia”. Dalle ore 8.30 alle 13.00 presso la Sala Conferenze dei Medici di Caserta (Via Bramante c/O Parco Gabriella).
EMILIA-ROMAGNA
• Parma: “Il Percorso Assistenziale e le problematiche sociosanitarie dell’ospedalizzazione e dell’assistenza domiciliare”: punto informativo aperto ai cittadini dalle 9.00 alle 19.00 presso Via Mazzini a Parma.
FRIULI-VENEZIA GIULIA
• Udine: Inaugurazione alle 11.30 della Nuova Sede AIL e della seconda “Casa d’Accoglienza”.
LIGURIA
• La Spezia: In programma convegno “Il paziente complesso multidisciplinare: integrazione Nefro-Ematologica” presso la Sala Marmori della Camera di Commercio di La Spezia. L’incontro, che avrà inizio alle 8.30, ha lo scopo di focalizzare l’attenzione sulle alterazioni della funzionalità renale che possono intervenire nel paziente affetto da tumori del sangue.
LOMBARDIA
• Brescia: Alle ore 18.30 presso il Teatro San Barnaba, in Piazzetta Arturo Benedetti Michelangeli, si terrà un incontro scientifico dal titolo “Le malattie del sangue oggi: fatti e speranze”. Relatore dell’incontro sarà il Prof. Giovanni Pizzolo (Università degli studi di Verona). Concluderà la giornata un concerto di pianoforte con Massimiliano Motterle. Domenica 22 nelle principali piazze di Brescia e provincia si svolgerà l’iniziativa “Alimentiamo la Ricerca”, raccolta fondi in collaborazione con l’Associazione Italiana Glicogenosi (AIG): verrà distribuita pasta in cambio di un piccolo contributo.
PUGLIA
• Brindisi: Nei saloni del Circolo Ufficiale M.M. del Castello Svevo alle ore 18.00 si terrà il 10° Torneo Benefico di Burraco “A. Colella”.
SICILIA
• Agrigento: È in programma l’incontro aperto “AIL senza confini”. Saranno allestiti due stand: nella splendida cornice del Parco Archeologico - Valle dei Templi e presso Porta di Ponte in Via Atenea. Volontari e medici saranno presenti dalle ore 8.30 alle 14.30 al fine di informare e sensibilizzare i cittadini. L’attività di informazione continuerà presso il Parco Archeologico domenica 22 giugno, dalle 8.30 alle 14.30.
• Palermo: “Medici - Pazienti guariti”, partita di calcio in programma alle 18.30 presso il Centro Sportivo Tennis Club Palermo 2 ed alle 20.00 il Concerto del Quartetto Jazz Carmelo Pinzone sulla base di musiche di C. Parker, D. Ellington e G. Gershwin. Inoltre il 19 giugno alle ore 9.00 presso Villa Whitaker è in programma una Tavola Rotonda sul tema “Malattie Ematologiche: curarsi in Sicilia”; il giorno 20 sarà invece dedicato alla Conferenza Stampa “A Palermo non c’è più sangue”, dalle ore 9.00. cui seguirà l’Inaugurazione del servizio assistenza AIL – Medicina Trasfusionale AO Cervello.
• Ragusa: “AIL in piazza” - evento informativo e di sensibilizzazione della cittadinanza. Gazebo attivo dalle 18.00 alle 24.00 presso Piazza Duca degli Abruzzi a Marina di Ragusa.
TOSCANA
• Firenze: “Festa dell’Accoglienza” - Manifestazione di Solidarietà rivolta ai pazienti ematologici ed ai loro familiari. Tema centrale di confronto sarà il miglioramento della qualità della vita. Dalle 17.30 presso la Casa di Accoglienza Diletta Alpalagio (Campi Bisenzio).
• Lucca: Convegno dal titolo “DonAzione”, promosso dall’AIL in collaborazione con la Croce Verde Lucca e con ADMO. Temi di discussione: il cordone ombelicale (donazione, modalità e cenni storici); la Rete Nazionale delle Banche del Sangue da cordone ombelicale; il ruolo dei familiari ed il ruolo delle Fondazioni. Dalle 17.00 presso la Sala dei Ciamberlani del Palazzo Ducale della Provincia di Lucca.
VENETO
• Treviso: È in programma “AIL e ULSS n°9 insieme per la Ricerca”, una presentazione alla stampa dei progetti di Ricerca sulle Leucemie acute, i Linfomi cerebrali ed il Mieloma multiplo. Alle ore 11.00 presso la sala convegni dell’Ospedale Cà Fondello di Treviso.
• Vicenza: Giornate di sensibilizzazione e di informazione per la cittadinanza. Volontari ed ematologi saranno a disposizione presso l’Ospedale Civile, il 20 ed il 21 giugno dalle 9.00 alle 19.00 con orario continuato.

25 GIUGNO
SARDEGNA
• Sassari: È in programma un ”Incontro in terrazza” per festeggiare il Decennale dell’apertura di Casa AIL, la casa d’accoglienza. L’incontro avrà luogo in Via Piandanna, 1/0 alle 19.30.
 


Intervista al professor Franco Mandelli, Presidente dell’AIL

Qualità di vita, un nuovo traguardo per l’AIL

Professor Mandelli, perché avete scelto di dedicare la Giornata nazionale contro le leucemie, linfomi e mieloma, che si celebra il 21 giugno, alla qualità di vita dei pazienti?
Perché oggi non possiamo più accontentarci di assicurare ai pazienti la sopravvivenza, dobbiamo preoccuparci anche di come vivono. Gli straordinari progressi ottenuti in questi anni nella diagnosi e nella cura delle malattie del sangue hanno determinato un aumento spiccato della durata di vita: anche nei pazienti che non guariscono, in molti casi si ottiene un prolungamento della sopravvivenza che può essere di 15 - 20 anni e anche oltre. Pertanto, in molti casi, i pazienti si trovano a convivere con la patologia per un periodo prolungato della loro vita. Dobbiamo assicurare loro una qualità di vita accettabile, che può significare anche maggiore durata di vita: sulla base di alcuni studi sappiamo che un miglioramento della qualità di vita può tradursi anche in un miglioramento dell’efficacia e della risposta alle cure.

Cosa significa in generale “qualità di vita” per chi soffre di queste malattie?
Qualità di vita vuol dire, per esempio, fare in modo che le cure non siano solo efficaci ma anche poco tossiche e che non compromettano la vita quotidiana del paziente. Sintomi come il dolore, la stanchezza, la nausea un tempo erano ritenuti aspetti inevitabili e quasi trascurabili di malattie gravi. Oggi sappiamo che il paziente ha diritto a non avere dolore o avvertire stanchezza: una persona che si alza al mattino già stanca di fatto non ha la possibilità di lavorare e di condurre una vita di relazione e quindi non gode di tutti i vantaggi della terapia.

Oggi si può pensare alla qualità di vita per i pazienti colpiti da malattie del sangue perché i successi della ricerca hanno reso queste malattie sempre più curabili: quali sono stati i passaggi decisivi?
Nella ricerca sulle malattie del sangue si alternano periodi con progressi minimi e momenti in cui assistiamo a una esplosione di risultati. Rispetto ad alcune forme di leucemia, come la leucemia mieloide cronica, gli ultimi anni sono stati decisivi. Il corso di questa malattia è stato modificato dall’arrivo di Imatinib, il farmaco che ha straordinariamente migliorato la sopravvivenza dei pazienti, rendendo quasi sempre non necessario il trapianto di cellule staminali allogeniche. Oggi non si può pensare a una terapia della Leucemia Mieloide Cronica senza Imatinib al punto che cerchiamo di fornirlo ai pazienti di alcuni paesi del Medio Oriente, dove questo farmaco non è disponibile. E, dopo Imatinib, sono in arrivo nuovi farmaci che sono più attivi e ci permetteranno di curare i pazienti che non rispondono più al farmaco.
I progressi della ricerca in questi anni devono incoraggiare tutti i pazienti, perché lo scenario cambia rapidamente e malattie che oggi non possono essere curate, magari lo saranno tra sei mesi o un anno.

In che misura le nuove terapie, oltre ad assicurare la sopravvivenza, contribuiscono alla qualità di vita?
In misura determinante: per esempio, il fatto che un farmaco come Glivec venga somministrato per via orale con scarsi effetti colaterali, aiuta i pazienti a sentirsi normali e ci consente di ridurre al minimo la permanenza in ospedale. E noi sappiamo che la qualità di vita dei pazienti curati a casa è incomparabilmente superiore rispetto a quella di chi è ricoverato in ospedale, con riflessi positivi anche sull’efficacia della terapia.
Per questo l’AIL di Roma si è impegnata in un obiettivo ambizioso: assicurare l’assistenza domiciliare a tutti i pazienti in cura presso strutture ematologiche, compresi i pazienti che non hanno casa o persone che possano assisterli in casa. Primo capitolo del progetto “Una casa per chi non ha casa” è realizzare una residenza riservata proprio a questi pazienti, che vi potranno ricevere le cure ed essere assistiti da un’équipe di medici, infermieri psicologi e volontari.


Intervista al dottor Fabio Efficace, Responsabile QoL GIMEMA

Quanto “conta” la Qualità della vita

Dottor Efficace, il GIMEMA - Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto – sta per avviare uno studio sulla qualità della vita dei pazienti italiani trattati con Glivec, che oggi possono di nuovo guardare al futuro e condurre una vita pressoché normale. Quale è l’importanza di questo studio?
È il primo studio al mondo sulla qualità di vita a medio e lungo termine su pazienti affetti da leucemia mieloide cronica trattati con Glivec. Tutti i dati clinici, che si riferiscono ormai a un arco di tempo di circa sette anni, ci dicono che questo farmaco rivoluzionario ha assicurato ai pazienti prospettive di sopravvivenza prima impensabili. Quello che ancora non sappiamo, a livello scientifico, è come vivono queste persone, se questi pazienti, che dal punto di vita clinico tornano alla vita, riescono anche a recuperare la piena normalità dopo un periodo prolungato di terapia e nella prospettiva di dover assumere questo farmaco a tempo indeterminato.

Quali saranno le ricadute dello studio in termini di benefici per i pazienti?
L’obiettivo fondamentale di questo studio è aiutare i pazienti a vivere meglio, fornendo ai medici tutte le informazioni utili per la gestione della terapia della leucemia mieloide cronica. Cercheremo di capire quali sono i fattori che favoriscono l’aderenza dei pazienti alla terapia, quali sono gli aspetti che maggiormente inficiano la qualità di vita e capiremo quindi come usare al meglio le nuove risorse terapeutiche di cui disponiamo. Inoltre, questa ricerca ci aiuterà senza dubbio a mettere a punto dei programmi di supporto mirati alle specifiche esigenze di questi pazienti.

Come si fa a tradurre in numeri un concetto “qualitativo” come la qualità di vita?
La qualità di vita è, per definizione, un concetto “soggettivo” e la sua rilevazione viene effettuata con brevi questionari, che il paziente stesso deve compilare. C’è ormai un’ampia evidenza nella letteratura scientifica che ci dice che il punto di vista del paziente ci fornisce una prospettiva unica, che non può essere dedotta da nessun parametro “oggettivo” e che può e deve essere “misurata” con valutazioni riportate dal paziente stesso. Molti studi hanno ormai da tempo chiaramente rilevato che il livello di qualità di vita percepito dal paziente fornisce molte informazioni importanti, ivi incluse informazioni di natura prognostica sulla progressione della malattia e dati di assoluto rilievo scientifico per compiere delle scelte terapeutiche sempre più consapevoli.

Quali sono i parametri che saranno valutati nello studio?
Esistono oramai standard internazionali consolidati per valutare la qualità di vita nelle malattie oncologiche. Utilizzeremo questionari standardizzati ampiamente validati sulla popolazione italiana. Ci occuperemo di valutare la qualità di vita di questi pazienti ed altri aspetti che possono contribuire a dare un profilo dettagliato sul loro stato di salute soggettivamente percepito. Vogliamo capire, ad esempio, che peso hanno problemi come stanchezza, edema, dolore, nausea, vomito e altri ancora e che riflessi hanno sulla vita quotidiana. Infine vi è il versante psicologico: cioè come questi pazienti vivono la loro condizione, come guardano al futuro, se hanno paura che la malattia si ripresenti e che peso ha tutto questo sulla vita lavorativa e familiare. Un altro aspetto importante sarà valutare l’esistenza di una eventuale relazione tra l’aderenza alla terapia con il Glivec ed il livello di qualità di vita percepito. Questo potrebbe, ad esempio, permettere di individuare aree specifiche su cui maggiormente intervenire per aumentare la compliance del paziente alla terapia.
Per quanto riguarda la definizione del concetto, è ormai comunemente accettato nella letteratura scientifica internazionale che quando si parla di “qualità di vita” ci si riferisce a quattro grandi aspetti legati alla salute percepita: 1) aspetti legati alla funzionalità fisica, 2) aspetti legati al benessere psicologico, 3) aspetti legati alla vita sociale-relazionale, 4) sintomatologia legata alla malattia e/o ad effetti collaterali della terapia. Nel caso del Glivec, gli effetti collaterali sono limitati ma ci sono.

Quali sono i dati fondamentali dello studio?
Lo studio coinvolgerà 26 centri di eccellenza in ematologia ripartiti in modo omogeneo sul territorio nazionale e si baserà sulla stretta collaborazione tra i centri clinici e le sezioni dell’AIL che forniranno il necessario supporto amministrativo. Come altri studi di qualità di vita che in passato hanno notevolmente contribuito a migliorare le conoscenze dei ricercatori sulle condizioni dei pazienti, sarà anche qui fondamentale una sinergia di diverse professionalità. In effetti, un buono studio di qualità di vita, che sia in grado quindi di fornire informazioni di assoluto rilievo clinico, non può mai essere il risultato dello sforzo di un singolo ricercatore. In tale ottica, il punto di forza di tale progetto sarà la fondamentale stretta collaborazione con i più eminenti ematologi in quest’area, ovvero il professor Michele Baccarani dell’Università di Bologna ed il professor Franco Mandelli presidente dell’AIL, nonché l’indispensabile supporto di tutto il Centro Dati GIMEMA diretto dal dottor Marco Vignetti. Verranno arruolati pazienti in terapia con Glivec da almeno tre anni e la raccolta dei dati partirà dopo l’estate, mentre ci aspettiamo i risultati preliminari per l’estate del 2009.

 

 






 
 
 
 

  



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