I corpi mammillare del cervello sono implicati nel mantenimento della
memoria. Secondo uno studio pubblicato su Neurosci Lett. 2008 (438:
330-4) la diminuzione del loro volume è presente nei soggetti con apnea
notturna, che presentano anche un calo di memoria. Si tratta di un dato
importante, in quanto i pazienti che soffrono di perdita di memoria
derivante da altri elementi, come alcolismo o morbo di Alzheimer,
presentano a loro volta una riduzione del volume di queste strutture. La
perdita di memoria negli alcolisti viene trattata con massive quantità
di vitamina B1, e si sospetta che questa vitamina aiuti le cellule
morenti a riprendersi, consentendo al cervello di usarle di nuovo. In
particolare è stato rilevato tramite RM ad alta risoluzione che i corpi
mammillari, strutture cerebrali implicate nella memoria, risultano più
piccoli del 20 percento nei pazienti con apnea nel sonno rispetto agli
altri. Dato che si tratta di strutture relativamente piccole che si
trovano nelle parti profonde dell'encefalo, molto vicine all'osso ed al
fluido cerebrospinale centrale, esse sono piuttosto difficili da
rilevare con le tecniche standard.
Secondo un articolo pubblicato su Am J Respir Crit Care Med 2007 (176:
706-12) è utile curare l’apnea notturna in quanto si riduce
l’arteriosclerosi e forse anche l’infarto. L'apnea ostruttiva nel sonno
è stata connessa ad infarto miocardico ed ictus, ed entrambe le
associazioni sono mediate dagli effetti dell'arteriosclerosi, ma non era
finora chiaro se il trattamento dell'apnea riduca il carico
arteriosclerotico.
L'apnea notturna è l'interruzione del respiro durante il sonno, di
solito legata all'eccesso di peso. E' caratterizzata da episodi che si
ripetono anche 'centinaia di volte' con brevi intervalli di 10-30
secondi. Durante questi episodi l'ossigenazione del sangue tende a
ridursi anche pericolosamente. I pazienti che ne soffrono sono da
considerarsi a rischio di attacchi cardiaci o ictus.
L’aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca degli
individui che soffrono di apnea notturna ha risvolti emodinamici che
possono far aggravare le difficoltà cardiovascolari. Degli studi hanno
indicato che fino ad un terzo dei pazienti con problemi di cuore possono
anche avere apnea ostruttiva notturna.