Un
panel di esperti, tra cui alcuni rappresentanti delle più importanti
società italiane di pediatria, si è riunito a Pollenzo (TO) nelle
giornate del 4 e del 5 giugno in una consensus conference,
per elaborare un documento tecnico su tutti gli aspetti della
vaccinazione contro il papillomavirus umano. E’ stato reso noto oggi a
Torino a margine del Congresso Della Società Italiana di Infettivologia
Pediatrica (Sitip). Il documento, in fase di attuazione definitiva,
analizza l’attuale situazione della prevenzione anti HPV, facendo il
punto sull’incidenza delle principali patologie legate al virus, tra cui
il cancro e i condilomi genitali con l’obiettivo di delineare, sulla
base delle raccomandazioni del Ministero della Salute, da un lato le
linee di comportamento per i pediatri e dall’altro far rilevare
l’importanza di questa figura nel rapporto con i genitori e nella
gestione della salute dei ragazzi.
In Italia il Ministero della Salute ha raccomandato la vaccinazione
gratuita e attiva per le ragazze di 12 anni. Il programma di prevenzione
è organizzato su base regionale e a oggi sono quasi tutte le regioni
italiane ad aver attivato questo servizio. All’appello mancano ancora la
Lombardia, la Calabria, la Puglia. Il Piemonte, dove attualmente è in
corso la gara di acquisto del vaccino, prevede di offrire la
vaccinazione a due coorti d’età: non solo quelle delle 12enni ma anche
quella delle 16anni.
Scopo della vaccinazione contro il papilloma virus è principalmente la
prevenzione del tumore del collo dell’utero, causato in più del 70% dei
casi, da due particolari ceppi di Hpv: il 16 e il 18. che si trasmettono
proprio per via sessuale. Studi hanno confermato l’efficacia e la
protezione massima ottenuta dalla vaccinazione proprio quando questa
avviene prima dell’inizio dell’attività sessuale.
In Italia sono oggi disponibili due vaccini contro l’HPV: uno bivalente
e uno quadrivalente. Il primo protegge contro i due tipi di virus
responsabili della maggior parte dei casi di cancro del collo dell’utero
(tipo 16 e 18); il secondo, oltre a garantire la protezione contro
questi due agenti infettivi fornisce uno scudo in più contro altri due
tipi di HPV – 6 e 11 – che sono la causa dei condilomi genitali e di
buona parte delle lesioni iniziali, ossia dei precursori delle forme
tumorali al collo dell’utero e agli altri organi genitali femminili.
Negli Stati Uniti solo il vaccino quadrivalente è raccomandato da oltre
un anno. In tutto il mondo le dosi di quadrivalente somministrate sono
26 milioni.
“Il documento, in fase di prossima pubblicazione, e nasce con la
precisa finalità di fornire un’analisi critica, corredata da una ricca
letteratura scientifica, della vaccinazione contro l’HP. I destinatari
principali sono proprio i pediatri che svolgono un ruolo chiave in
questa vaccinazione visto il target primario individuato dal Ministero
della Salute che è quello delle ragazzine di 12 anni”, spiega
Pierangelo Tovo, coordinatore del Progetto di consensus e Professore
di pediatri apresso l’università di Torino. “Sappiamo, infatti, che
l’HPV è la causa principale del tumore al collo dell’utero, una
patologia che rappresenta la seconda causa di morte per cancro tra le
giovani donne, ma anche di una serie di altre patologie genitali molto
comuni e in alcuni casi difficili da curare e fastidiose, come i
condilomi. E’ necessario ricordare che il papilloma virus si trasmette
per rapporti sessuale, ma non è questa l’unica non necessariamente
penetrativo, ma è sufficiente anche un contatto delle mani coi genitali.
Quindi il pediatra, che ha in cura la bambina sin da quando nasce fino
ai 14 anni d’età, svolge un ruolo chiave nella prevenzione di queste
patologie e deve essere perciò in grado di fornire tutte le soluzioni ai
dubbi di mamme e ragazzine che vogliono sapere tutto sulle patologie
correlate all’Hpv e sui benefici legati alla vaccinazione”.
Si sono riuniti per la consensus: Pierangelo Tovo - Professore
Ordinario - Pediatria generale e specialistica, Facoltà di Medicina e
Chirurgia di Torino, Pasquale Di Pietro e Gianni Bona -
rispettivamente Presidente e vVce presidente della Società Italiana di
Pediatria (SIP), Alberto Ugazio, responsabile vaccini SIP,
Giorgio Bartolozzi - membro commissione nazionale vaccini,
Maurizio De Martino - Presidente della Società Italiana di Chirurgia
Pediatrica, Marzia Duse - Professore ordinario di Pediatria,
Università degli studi di Roma “La Sapienza”, Susanna Esposito –
Professore associato, Istituto di pediatria, Università degli studi di
Milano, Giorgio Conforti – Referente rete vaccini FIMP, Carla
Zotti – membro commissione vaccini Piemonte, Gabriella Marostica
– Responsabile nazionale per la formazione Fimp, Francesco Paravati
– Presidente della Società Italiana di Allergologia e Immunologia
Pediatrica (Siaip), Alessandro Plebani – Professore Ordinario di
Pediatria Generale e Specialistica e Direttore della Clinica Pediatrica
dell’Università degli Studi di Brescia, Nicola Principi –
Professore ordinario, Istituto di pediatria, Università degli studi di
Milano, Gianvincenzo Zuccotti – membro Commissione vaccini
Lombardia, Marta Ciofi degli Atti – Bambin Gesù e il ginecologo
Luciano Mariani – primario all’Istituto Tumori Regina Elena di
Roma e uno dei 5 sperimentatori italiani del vaccino.
In Italia all’età di 12 anni il 96,8% delle bambine ha già manifestato i
primi segni di sviluppo puberale e che l’età media del menarca è di 12,4
anni (112). Da uno studio condotto dall’AIED sulla contraccezione in
Italia si vede come l’inizio dell’attività sessuale nel 25% dei giovani
avviene tra i 13 e 15 anni e nel 55% di quelli tra i 16 e 18 anni.
Un’indagine recente segnala, inoltre, che l’1% dei giovani ha rapporti
sessuali entro i 12 anni ed un terzo entro i 17 anni.
Gli esperti nei due giorni di riunione hanno anche sottolineato
l’importanza dell’attività di counselling da parte del pediatra verso la
famiglia che entri nella discussione delle tematiche sessuali e vada
oltre la semplice informazione sull’HPV. Da un’indagine condotta in
Italia è emersa, infatti, l’importanza, a fronte dell’avvio di campagna
vaccinale, di un aggiornamento del pediatra sull’argomento.