Si
è svolto venerdì 30 maggio, durante la 25^ edizione di Exposanità,
il convegno organizzato dall’Azienda USL di Ferrara che ha presentato ad
un folto pubblico di operatori del settore socio-sanitario, proveniente
da tutta Italia, la propria esperienza riguardo al sostegno alle persone
non autosufficienti.
È, infatti, all’interno del Distretto Centro Nord della provincia di
Ferrara, che ha avuto luogo la prima esperienza di gestione del Fondo
per la Non Autosufficienza.
Il Direttore Generale Fosco Foglietta ha fatto quadro teorico e
metodologico sull’origine di quest’importante attività che si prende
cura di un gruppo di cittadini particolarmente deboli e troppo spesso
lasciati soli.
Il primo passo per la gestione di un fondo per la non autosufficienza è
stato oggettivare i criteri per definire la non autosufficienza così da
dare risposte assistenziali più eque ed efficaci possibile, censendo,
contemporaneamente, i servizi socio-sanitari che a vario titolo
rispondevano ai bisogni di questa parte della popolazione. Da qui si è
giunti ad implementare 2 banche dati, una dei cittadini e una dei
servizi, grazie all’utilizzo di un software fornito da CUP2000 che ha
permesso di incrociare i dati, integrarli e tenere costantemente
monitorata la situazione.
A partire da questo primo grande monitoraggio si è cercato di analizzare
i dati in maniera approfondita per capire quante risorse fossero
necessarie e capire come erano suddivise nei vari centri di costo (spesa
sanitaria, non sanitaria a carico del Comune e a carico del cittadino).
È stata fatta, così, una prima stima delle forze impiegate e del
fabbisogno futuro.
È seguito l’intervento dell’Assessore alla Sanità del Comune di Ferrara,
Maria Giovanna Cuccuru, la quale ha sottolineato l’importanza
dell’aver creato delle forti integrazioni tra tutti i soggetti impegnati
nell’aiuto delle persone non autosufficienti: non solo le istituzioni,
le aziende sanitarie, ma anche il terzo settore e le famiglie degli
assistiti. Il modello a rete- come già premesso da Paola Castagnotto,
responsabile dell’Ufficio per l’Integrazione Socio-Sanitaria nel
Distretto Centro Nord, è alla base perché il Fondo per la Non
Autosufficienza funzioni in modo efficace e crei un modello replicabile
nel tempo.
Dopo due anni, una delle criticità maggiori emerse è proprio
l’integrazione professionale che è anche il fattore primo di successo.
Per agevolare la collaborazione fra i diversi enti e le diverse
competenze sono stati organizzati corsi, incontri, momenti di confronto.
L’esperienza, nata nel Distretto Centro Nord, è poi stata allargata agli
altri due Distretti dell’Azienda USL di Ferrara. L’assessore agli
interventi sociali del Comune di Codigoro, Marco Finotti, ha
raccontato le peculiarità dell’attuazione dei progetti del Fondo nel
territorio di Codigoro, sottolineando che la ricerca e l’incremento di
nuove figure professionali ha portato e porterà nuovi scenari
occupazionali sia per i cittadini italiani sia per i cittadini
stranieri.
Un’altra importante risorsa che deriva dalla nascita del Fondo Regionale
per la Non Autosufficienza è la creazione di procedure unificate a
livello aziendale condivise e integrate con tutti i comuni.
Il caso presentato dall’Azienda USL di Ferrara e dai rappresentati del
territorio è stata la base per attivare esperienze simili nella Regione
Emilia-Romagna e potrebbe essere un modello applicabile anche in altre
realtà del paese.