Genova Anno VI - n°34 - 09.06.2008 Pagine Nazionali

Le istituzioni fanno rete per il sostegno alla non autosufficienza


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Si è svolto venerdì 30 maggio, durante la 25^ edizione di Exposanità, il convegno organizzato dall’Azienda USL di Ferrara che ha presentato ad un folto pubblico di operatori del settore socio-sanitario, proveniente da tutta Italia, la propria esperienza riguardo al sostegno alle persone non autosufficienti.
È, infatti, all’interno del Distretto Centro Nord della provincia di Ferrara, che ha avuto luogo la prima esperienza di gestione del Fondo per la Non Autosufficienza.
Il Direttore Generale Fosco Foglietta ha fatto quadro teorico e metodologico sull’origine di quest’importante attività che si prende cura di un gruppo di cittadini particolarmente deboli e troppo spesso lasciati soli.

Il primo passo per la gestione di un fondo per la non autosufficienza è stato oggettivare i criteri per definire la non autosufficienza così da dare risposte assistenziali più eque ed efficaci possibile, censendo, contemporaneamente, i servizi socio-sanitari che a vario titolo rispondevano ai bisogni di questa parte della popolazione. Da qui si è giunti ad implementare 2 banche dati, una dei cittadini e una dei servizi, grazie all’utilizzo di un software fornito da CUP2000 che ha permesso di incrociare i dati, integrarli e tenere costantemente monitorata la situazione.
A partire da questo primo grande monitoraggio si è cercato di analizzare i dati in maniera approfondita per capire quante risorse fossero necessarie e capire come erano suddivise nei vari centri di costo (spesa sanitaria, non sanitaria a carico del Comune e a carico del cittadino). È stata fatta, così, una prima stima delle forze impiegate e del fabbisogno futuro.

È seguito l’intervento dell’Assessore alla Sanità del Comune di Ferrara, Maria Giovanna Cuccuru, la quale ha sottolineato l’importanza dell’aver creato delle forti integrazioni tra tutti i soggetti impegnati nell’aiuto delle persone non autosufficienti: non solo le istituzioni, le aziende sanitarie, ma anche il terzo settore e le famiglie degli assistiti. Il modello a rete- come già premesso da Paola Castagnotto, responsabile dell’Ufficio per l’Integrazione Socio-Sanitaria nel Distretto Centro Nord, è alla base perché il Fondo per la Non Autosufficienza funzioni in modo efficace e crei un modello replicabile nel tempo.
Dopo due anni, una delle criticità maggiori emerse è proprio l’integrazione professionale che è anche il fattore primo di successo. Per agevolare la collaborazione fra i diversi enti e le diverse competenze sono stati organizzati corsi, incontri, momenti di confronto.
L’esperienza, nata nel Distretto Centro Nord, è poi stata allargata agli altri due Distretti dell’Azienda USL di Ferrara. L’assessore agli interventi sociali del Comune di Codigoro, Marco Finotti, ha raccontato le peculiarità dell’attuazione dei progetti del Fondo nel territorio di Codigoro, sottolineando che la ricerca e l’incremento di nuove figure professionali ha portato e porterà nuovi scenari occupazionali sia per i cittadini italiani sia per i cittadini stranieri.

Un’altra importante risorsa che deriva dalla nascita del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza è la creazione di procedure unificate a livello aziendale condivise e integrate con tutti i comuni.

Il caso presentato dall’Azienda USL di Ferrara e dai rappresentati del territorio è stata la base per attivare esperienze simili nella Regione Emilia-Romagna e potrebbe essere un modello applicabile anche in altre realtà del paese.
 


 






 
 
 
 

  



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