Genova Anno VI - n°34 - 09.06.2008 Pagine Nazionali

Peso forma si... e non solo per ragioni estetiche


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Mantenere il peso forma non solo per ragioni estetiche ma anche per migliorare il proprio benessere fisico e soprattutto per tutelare la propria salute: per la donna mantenere una corretta alimentazione, praticare regolare attività fisica e mantenere abitudini di vita sane significa non solo entrare nell’ormai mitica “taglia 42” ma anche poter affrontare con minori rischi eventuali malattie e soprattutto interventi chirurgici.
E’ stato dimostrato anche da un recente studio che le donne obese sottoposte ad interventi chirurgici coronarici corrono maggiori rischi nel decorso post-operatorio.


Lo studio, appena pubblicato su The Annals of Thoracic Surgery dal Prof. Marco Ranucci – Responsabile dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Cardiovascolare e Direttore del Dipartimento per le Ricerche Cliniche in Anestesia e Rianimazione presso IRCCS Policlinico San Donato, - analizza le cause dell’esito clinico avverso in cardiochirurgia e i fattori che lo determinano.
L’indagine, titolata “Superficie corporea, differenza tra i sessi e trasfusioni come responsabili dell’outcome dopo l’intervento coronarico”, ha visto coinvolti 4.546 pazienti consecutivi sottoposti ad intervento coronarico. L’obiettivo era capire come interagiscono o, meglio, come sono connessi i tre elementi - superficie corporea, differenza tra i sessi e utilizzo di trasfusioni - considerati tradizionalmente come fattori di rischio per la morbilità e la mortalità negli interventi coronarici.
“Poiché queste condizioni cliniche sono correlate, abbiamo realizzato uno studio ad hoc per indagare i loro differenti ruoli nel determinare decorsi posto-operatori avversi”; - spiega il Prof. Ranucci – “ è emerso che, nonostante la mortalità dipenda in minima parte dal sesso, l’elemento discriminante che incide in modo significativo su un esito sfavorevole è la trasfusione. I dati, infatti, confermano che uomini e donne sottoposti ad intervento, indistintamente, corrono più rischi se trasfusi”.


Da un’analisi più specifica delle variabili prese in considerazione si è giunti però ad un’importante considerazione finale: se si valuta la totalità dei pazienti presi in esame, senza distinzione di sesso, se ci si discosta dal peso ideale – sia esso maggiore o inferiore – il rischio di affrontare un decorso post-operatorio avverso è uguale; se, invece, si distingue tra uomini e donne risulta che per queste ultime, se obese, aumenta il rischio di morbilità, ovvero il periodo di permanenza nell’ unità di terapia intensiva può essere più lungo, aumentando anche l’indice di mortalità.
Questo perché le donne con elevata superficie corporea corrono maggiormente il rischio di subire trasfusioni, rispetto agli uomini.
Le donne obese, infatti, durante l’intervento nella fase di circolazione extracorporea incorrono in una maggiore diluizione del sangue – emodiluzione - a causa della notevole presenza di massa grassa e questo aumenta il rischio di essere trasfuse.
“In casi di interventi di chirurgia coronarica su donne obese la soluzione - conclude il Prof. Ranucci – è quella di contenere l’emodiluizione per evitare la trasfusione. Qui, all’IRCCS Policlinico San Donato, si pone molta attenzione a questo aspetto in tutte le tipologie di interventi chirurgici e vengono adottate tecnologie e tecniche all’avanguardia per l’utilizzo razionale delle trasfusioni di sangue. I malati trasfusi al San Donato non superano il 40%, un risultato che dimostra l’efficacia delle metodologie applicate”.


L’IRCCS Policlinico San Donato fondato nel 1969 è un grande ospedale di ricerca e insegnamento, sede del Dipartimento cardiovascolare Edmondo Malan, che si pone al primo posto in Italia e tra i primi in Europa per volume di attività ed efficacia delle prestazioni nelle malattie del cuore e dei vasi. E’ sede del Triennio clinico del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e di numerose Scuole di Specializzazione. E’ il primo ospedale ad alta specializzazione interamente certificato ISO 9002 in Europa, dispone attualmente di 380 posti letto accreditati, 12 sale operatorie e di tutta l’alta tecnologia biomedica e al suo interno operano circa 1.000 addetti di cui 200 medici specialisti. E’ un’istituzione ospedaliera fortemente attiva anche nella cooperazione internazionale, ha infatti organizzato numerose missioni nei paesi più disagiati con scopo didattico, clinico e umanitario. E’ anche sede di formazione permanente per specialisti provenienti da diversi Paesi. Il Policlinico San Donato eroga prestazioni di ricovero (ordinario e day hospital), ambulatoriali, specialistiche e di diagnostica strumentale sia in regime di elezione che di urgenza, in tutte le principali specialità medico-chirurgiche e dispone di un Pronto Soccorso DEA integrato nella rete di urgenza-emergenza dell’area metropolitana milanese. Nei primi mesi del 2006 il Ministero della Salute ha attribuito al Policlinico San Donato la qualifica di “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” (IRCCS) per la ricerca e la cura delle “Malattie del cuore e dei grandi vasi nell’adulto e nel bambino” in considerazione dell’eccellenza dell’attività clinica, didattica e scientifica che in esso viene sviluppata.
 


 






 
 
 
 

  



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