Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

E’ giusto operare sempre il tumore della prostata?


Aldo franco de rose - aldoderose@clicmedicina.it

Lo Studio Europeo randomizzato di screening per il cancro alla prostata (ERSPC) costituisce il maggiore impegno europeo finora intrapreso nei confronti di questa neoplasia e ha coinvolto 8 Paesi. Lo studio è stato eseguito in cooperazione con il Prostate Lung Colonrectal and Ovarian Cancer Screening Trial negli Stati Uniti e dovrebbe concludersi con un consiglio da dare a tutti i governi del mondo: quello di attivare forme di screening per il cancro alla prostata concepite come parte di una serie di misure generali da adottare per la salute dei cittadini.


L’équipe europea, che sta dietro al più grande studio randomizzato di screening sul cancro alla prostata, ha lanciato nel marzo 2007 il progetto PRIAS (Prostate Cancer Research International Active Surveillance) – messo a punto per cambiare radicalmente la gestione di questo tumore. La squadra di Rotterdam che guida l’ERSPC indica che la percentuale di diagnosi di cancri che non mettono in pericolo di vita (cancri a lenta crescita) sono oltre il 50%. Coloro che ne sono affetti corrono allora il rischio di ricevere un trattamento non necessario.


Il Professor Chris Bangma, direttore dell’ERSPC e presidente del Dipartimento di Urologia dell’Erasmus Medical Centre a Rotterdam, in Olanda, ha tirato delle prime incoraggianti conclusioni sulla sicura identificazione di questi cancri a lenta crescita e della loro gestione per mezzo della “sorveglianza attiva”, per evitare un precoce trattamento aggressivo. Dopo otto anni di follow-up, nuovi studi indicano che il 98% dei pazienti a cui è stata offerta una sorveglianza attiva non sono andati incontro a metastasi. Questa percentuale deve essere confrontata con almeno il 15% degli uomini che affrontano ancora una recidiva del cancro 10 anni dopo radioterapia o un trattamento chirurgico standard.

 

Oltre due milioni di uomini in Europa vivono con il cancro alla prostata e la maggior parte è stata trattata attivamente – sebbene la terapia comporti effetti collaterali seri e ben documentati. Il PRIAS è uno studio di 4 anni eseguito per identificare gruppi di persone a rischio di avere un cancro a lenta crescita, sul quale attualmente non c’è un accordo medico universale di trattamento. Messo a punto 10 anni fa, l’ERSPC è il più grande studio randomizzato di screening per il cancro prostatico mai realizzato. Dovrebbe rispondere alla questione cardine se lo screening porti o meno a un miglioramento della sopravvivenza cancro-specifica e se aiuti a identificare gli uomini a rischio. Esso valuterà anche la qualità della vita durante lo screening e il ruolo dei marcatori sierici. Lo studio coinvolge 220,000 uomini appartenenti a otto Paesi – Olanda, Svezia, Finlandia, Belgio, Francia, Spagna, Italia e Svizzera – e prevede un follow-up di oltre 12 anni. I risultati finali saranno presentati tra il 2008 ed il 2010.


Uno studio che ha fatto da pietra miliare nella storia del cancro alla prostata è stato quello eseguito da Peter C. Albertsen, James A. Hanley, Judith intitolato “Risultati di 20 anni di gestione conservativa di cancro alla prostata localizzato clinicamente”, pubblicato su JAMA. 2005;293:2095-2101.
ABSTRACT


Contesto: La terapia appropriata per gli uomini con il cancro alla prostata localizzato clinicamente è ancora incerta. Uno studio recente ha suggerito un tasso crescente di mortalità per questo tumore negli uomini che sono vivi da più di 15 anni dopo la diagnosi.
Obiettivo: Stimare la sopravvivenza a 20 anni basata sull’analisi di rischio competitivo/concorrente negli uomini in cui era stato diagnosticato un cancro alla prostata localizzato clinicamente e trattato solo con l’osservazione o con la terapia di privazione androgena, stratificata in base all’età al momento della diagnosi e ai risultati delle biopsie.

Metodo: Uno studio retrospettivo basato su una corte di popolazione usando i dati del Connecticut Tumor Registry integrato dal registro ospedaliero e dall’analisi istologica di 767 uomini di 55-74 anni con cancro alla prostata localizzato clinicamente diagnosticato tra l’1 Gennaio 1971 e il 31 Dicembre 1984. I pazienti sono stati trattati sia con l’osservazione che con la terapia di privazione androgena, somministrata immediatamente dopo la diagnosi o ritardata nel tempo, e sono stati seguiti per un periodo medio di 24 anni.
Principali misure: Probabilità di mortalità da cancro alla prostata o altre condizioni mediche competenti, data l’età del paziente alla diagnosi e lo stadio del tumore.
Risultati: Il tasso di mortalità relativo al cancro alla prostate è stato del 33 per 1000 persone all’anno durante i primi 15 anni di follow-up (95% di intervallo di confidenza [CI], 28-38) e del 18 per 1000 persone all’anno dopo i 15 anni di follow-up (95% CI, 10-29). Le percentuali di mortalità per questi due periodi di osservazione non sono stati statisticamente differenti, dopo l’aggiustamento per le differenze nell’istologia tumorale (rapporto, 1.1; 95% CI, 0.6-1.9). Gli uomini con un cancro alla prostata di basso grado hanno un rischio minimo di morire durante i 20 anni di follow-up (il valore di Gleason è di 2-4, 6 morti per 1000 persone all’anno; 95% CI, 2-11). Gli uomini con cancro alla prostata di alto grado hanno un’elevata probabilità di morire entro 10 anni dalla diagnosi (il valore di Gleason è di 8-10, 121 morti per 1000 persone all’anno; 95% CI, 90-156). Gli uomini con tumori associati a un valore di Gleason pari a 5 o 6 corrono un rischio intermedio di morire per cancro alla prostata.


Conclusione: Il tasso di mortalità annuale relativo al cancro alla prostata sembra rimanere stabile dopo 15 anni dalla diagnosi. Questa constatazione non giustifica pertanto la prescrizione di trattamento aggressivo per cancro alla prostata localizzato e di basso grado.

1. Bill-Axelson A, Holmberg L, Ruutu M, et al.
Radical prostatectomy versus watchful waiting in early prostate cancer (Prostatotomia radicale contro attenta osservazione nell’iniziale cancro alla prostata) , NEW ENGLAND JOURNAL OF MEDICINE 352 (19): 1977-1984 MAY 12 2005
Citato 200 volte
2. Tomlins SA, Rhodes DR, Perner S, et al.
Recurrent fusion of TMPRSS2 and ETS transcription factor genes in prostate cancer (La fusione ricorrente di geni geni agenti di trascrizione TMPRSS2 e ETS nel cancro alla prostate), SCIENCE 310 (5748): 644-648 OCT 28 2005
Citato 141 volte
3. Aus G, Abbou CC, Bolla M, et al.
EAU guidelines on prostate cancer (Linee guida dell’EAU sul cancro alla prostate), EUROPEAN UROLOGY 48 (4): 546-551 OCT 2005
Citato 131 volte
4. Albertsen PC, Hanley JA, Fine J
20-year outcomes following conservative management of clinically localized prostate cancer, JAMA-JOURNAL OF THE AMERICAN MEDICAL ASSOCIATION 293 (17): 2095-2101 MAY 4 2005
Citato 114 volte
5. Semmes OJ, Feng Z, Adam BL, et al.
Evaluation of serum protein profiling by surface-enhanced laser desorption/ionization time-of-flight mass spectrometry for the detection of prostate cancer: I. Assessment of platform reproducibility,
CLINICAL CHEMISTRY 51 (1): 102-112 JAN 2005
Citato 102 volte
6. Shahinian VB, Kuo Y, Freeman JL, et al.
Risk of fracture after androgen deprivation for prostate cancer, NEW ENGLAND JOURNAL OF MEDICINE 352 (2): 154-164 JAN 13 2005


 






 
 
 
 

  



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