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Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali
di Aldo Franco De Rose - aldofrancoderose@clicmedicina.it Un’altra notizia dal congresso dei sessuologi europei a Roma: vergini a tutti i costi. Oggi è un vero e proprio boom, siamo alle liste di attesa: chi non ha urgenza e non teme per la propria privacy si mette in lista nelle strutture pubbliche; chi ha fretta di ritornare vergine e, soprattutto, insegue la riservatezza a tutti i costi sceglie quelle private: bastano 4000 euro, pagabili anche a rate. E c’è anche chi vuole il miglior risultato al minor prezzo e magari coglie l’occasione per fare una vacanza: ci sono società specializzate in ‘viaggi della verginità’ dove il turismo sessuale non c’entra niente. Destinazione Sudamerica, Buenos Aires o Bogotà, ad esempio. L’intervento all’estero costa circa 1.345,27 euro. L’imenoplastica o imenorrafia, in Italia, è ormai una realtà. Nel 2005, in regime ordinario e in regime di day hospital, negli ospedali italiani ci sono stati 47 interventi ed hanno interessato sia ospedali del Nord che del Centro e del Sud. «Non si deve cadere nell’errore di ritenere questi ‘piccoli numeri’- dice Salvo Caruso - perché è solo la punta dell’iceberg. E già così possiamo affermare che si tratta di un fenomeno considerevole. Ma l’iceberg è sicuramente più esteso. Solo nella mia esperienza professionale, in questo ultimo anno, ho avuto quasi 30 richieste di ricostruzione dell’imene. La maggior parte delle donne che esegue questo intervento si rivolge a strutture private, sia per accorciare i tempi di attesa sia per salvaguardare il più possibile la propria privacy. Sbaglia chi pensa che questo sia un fenomeno che interessi solo le donne immigrate legate a tradizioni da noi archiviate. Non è così. La richiesta di ricostruzione dell’imene da parte di donne italiane, anche in Sicilia, è in aumento. Non trattandosi di un intervento ‘ salvavita’ – ma comunque piuttosto richiesto- i tempi di attesa nelle strutture si sono allungati. E questo è il segnale che la domanda cresce. In prevalenza la richiesta viene avanzata da donne tra i 30 e i 35 anni- ma non mancano le giovanissime- le quali avendo avuto una vita sessuale attiva quando stabiliscono un rapporto affettivo duraturo sentono il bisogno di ‘regalare’ al partner una ‘prima volta’. Spesso sono donne che della loro, reale, prima volta non conservano un buon ricordo. E poi ci sono donne nelle quali la ‘ritrovata verginità è più una necessità che un desiderio personale. Molte volte è il clan familiare a richiedere una sposa illibata, anche se non più giovanissima. In ogni caso il ginecologo davanti ad una donna che richiede la ricostruzione dell’imene deve consigliarle di intraprendere una terapia psico-sessuologica perché la valutazione della propria integrità non risiede sul semplice recupero anatomico».
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