L’assistenza per aiutare a spiegare ai figli che si ha il cancro. Due
numeri verdi presidiati da medici per l’emergenza di pazienti dimessi
dall’oncologia pediatrica e per i portatori di sistemi infusionali.
L’impegno degli oltre 200 volontari della Lega Italiana per la Lotta
contro i Tumori. Nuovo atrio e nuova struttura di accoglienza.
Alberto Scanni: “La nostra missione è completa non solo se
offriamo una ricerca di eccellenza, ma se ci prendiamo cura del malato
da tutti i punti di vista. Per questo abbiamo bisogno dell’aiuto dei
privati che può arrivarci anche inserendo nella dichiarazione dei
redditi il codice fiscale dell’INT 800 182 301 53 nella casella
destinata al 5‰, senza nessun aggravio per il contribuente”.
Carlo Borsani, Presidente Fondazione Irccs Istituto Nazionale
Tumori, Gianni Ravasi, Presidente Lega Italiana per la Lotta
contro i Tumori – Sezione di Milano, Alberto Scanni, Direttore
Generale Fondazione Irccs Istituto Nazionale TumorI, assieme a
Claudia Borreani, Responsabile del Servizio di Psicologia, Bruno
Damascelli, Ambulatorio Disponibilità e Assistenza (DEA), già
Direttore della Radiologia, Franca Fossati Bellani,
Direttore Oncologia Pediatrica, hanno presentato i nuovi servizi già in
funzione all’Istituto di via Venezian per aiutare pazienti e familiari
nell’affrontare le varie fasi della malattia, grazie all’impegno dei
volontari e al contributo economico della Lilt.
Carlo Borsani, nel ringraziare la Lilt per il suo forte ed
insostituibile impegno a favore dell’Istituto, ha sottolineato:
“l’importanza dell’intervento sussidiario della Lilt per continuare a
garantire un servizio di eccellenza ai malati e alle loro famiglie da
parte dell’Istituto Nazionale dei Tumori. Un intervento che a tutti gli
effetti è parte integrante dell’impegno dell’Istituto nell’affrontare la
cura della malattia mettendo al centro il malato come persona”.
Gianni Ravasi, a sua volta, ha ricordato: “La Lega Italiana
per la Lotta contro i Tumori ha nel suo DNA la centralità della persona.
Prevenzione ed educazione, assieme a varie forme di assistenza durante e
dopo la malattia sono l’essenza dei numerosi progetti realizzati nel
corso della sua storia. La collaborazione avviata 60 anni fa, nel 1948,
con l’Istituto Nazionale dei Tumori, ha avuto, fin dagli inizi, come
stella polare del sodalizio la qualità della vita, in tutti i suoi
aspetti, dei malati. Una collaborazione che, grazie a centinaia di
volontari e, soprattutto, alla insostituibile generosità dei milanesi,
ha nel tempo realizzato importanti progetti pilota di umanizzazione
dell’assistenza, che sono spesso diventati punto di riferimento per
altre strutture sanitarie”.
Alberto Scanni ha, invece, spiegato come i nuovi servizi resi
possibili dall’impegno della Lilt “si inseriscano nello sforzo
pressoché quotidiano dell’Istituto per fornire la migliore assistenza
possibile ai pazienti e ai loro familiari in tutti i diversi momenti ed
aspetti connessi alla cura della malattia. Un’attenzione che non si
limita al solo momento della cura in Istituto, ma si sforza di dare
risposte adeguate anche ai problemi organizzativi, economici e
psicologici che si manifestano prima, durante e dopo il ricovero”.
Claudia Borreani, Responsabile del Servizio di Psicologia dell’INT,
finanziato dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, all’interno
del quale è stato realizzato l’Ambulatorio GiocoParola per aiutare a
spiegare ai figli che la mamma, o il papà, ha un tumore, ha detto che:
“GiocoParola nasce su sollecitazione di una precisa richiesta di
molti genitori che si trovano in molti casi in difficoltà nel raccontare
ai figli la malattia. L’adulto nel tentativo di proteggere il bambino
talvolta cerca di proteggerlo dal dolore, nascondendo la malattia, ma
paradossalmente lo espone ad un dolore ancora più intenso, soprattutto
quando la malattia si aggrava. E’ un pregiudizio diffuso che i bambini
non siano in grado di capire perché troppo piccoli. In realtà, tacendo,
gli si impedisce solo di esprimere gradualmente le proprie emozioni ”.
La consulenza è rivolta inizialmente ai soli genitori ed assieme a loro
viene valutata l’opportunità che anche il bambino incontri la psicologa.
Il servizio è gratuito e vi si accede dopo aver fissato un appuntamento,
telefonando allo 02.2390.2800 o scrivendo a: giocoparola@istitutotumori.mi.it
Bruno Damascelli, nello spiegare il progetto DEA, finalizzato ad
assicurare una rapida disponibilità di consultazione ed operativa per
tutto ciò che concerne i presidi infusionali (CVC-Catetere Venoso
Centrale), utilizzati per infusione di liquidi e la somministrazione di
farmaci endovena, che durante il ciclo di cura ambulatoriale del
paziente permangono inseriti in vena, ha ricordato che: “Spesso,
soprattutto i pazienti non residenti a Milano, si trovano a dover
affrontare situazioni di emergenza che né il proprio medico di base, né
le strutture sanitarie locali sanno o vogliono affrontare in prima
persona”. La Struttura Complessa Radiologia e Diagnostica per
Immagini 2, attualmente diretta dal dott. Alfonso Marchianò,
conta una pluriennale esperienza nell’impianto e nella gestione dei CVC
ed è già organizzata per fornire tutta l’assistenza necessaria alla
nuova iniziativa, disponendo oggi di una nuova sala per procedure
interventistiche minori quali l’impianto di un CVC e di personale
medico, tecnico ed infermieristico esperto nel settore. L’organizzazione
dell’attuale punto di accesso facilitato, dove possono confluire le
richieste di pareri consultivi, di impianto di accessi venosi, di
valutazione dei problemi connessi all’utilizzo, di diagnosi e di
controllo delle complicazioni, a regime, si avvarrà di 1 infermiere
professionale a tempo pieno, di 1 medico (borsista o giovane laureato in
attesa del passaggio alla Specializzazione), di n. 2 telefoni cellulari
dedicati per l’accesso al medico e all’infermiere, di una postazione PC
per il data-base.
Franca Fossati Bellani ha presentato il Progetto CresciAmo, un
Servizio di Reperibilità telefonica medica 24 ore su 24, nato su impulso
dei coniugi Alessandro e Federica Arcidiacono, a seguito
dell’esperienza maturata nel corso delle terapie mediche e radianti per
il trattamento della neoplasia cerebrale del proprio bambino di 3 anni,
nell’ottobre 2005. Durante quel periodo, avevano condiviso con altre
famiglie la necessità di poter gestire a casa problematiche mediche nei
periodi di cure ambulatoriali, affiancando così lo staff medico nel
migliorare l’organizzazione della gestione extra ospedaliera dei
pazienti in cura. Il servizio, sostenuto anche da Nobel Biocare e
Periodico Sorridiamo, assicurerà, in particolare, la reperibilità dal
lunedì al venerdì dalle h 17.00 alle h 8.00 e per tutta la durata di
sabato, domenica e festivi (giornate in cui le richieste sono
particolarmente numerose e pressanti). Tutte le richieste telefoniche
esterne verranno convogliate al nucleo infermieristico di assistenza del
Reparto che potrà dare risposte autonome relativamente a procedure
amministrativo-organizzative o di competenza infermieristica (es: via di
somministrazione di un farmaco, diluizione dello stesso, manutenzione
catetere venoso). Di ogni altro aspetto di gestione medica, verrà data
informativa al medico reperibile, che in caso di necessità provvederà,
secondo apposite procedure, a prendere contatto con il medico curante o,
direttamente, con la famiglia o con le strutture ospedaliere
territoriali.
Il Direttore Generale, Alberto Scanni, ha poi ringraziato il
Gruppo Benetton, che ha finanziato, assieme alla Lilt, la
ristrutturazione dell’atrio dell’Istituto nel quale è stato collocato
l’Ufficio informazioni, anch’esso gestito dai volontari della Lilt, ed
ha concluso: “Oltre ad essere più funzionale ed accogliente, il nuovo
atrio vuole anche dare l’immediata percezione del rispetto che all’INT
si ha per la persona e non solo per il malato. La nostra missione è
completa non solo se offriamo una ricerca di eccellenza ma se ci
prendiamo cura del malato da tutti i punti di vista”.