Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 21/04/2008

 

Prozac: un giorno nella polvere e un altro sull’altare


Il Prozac, Fluoxetina cloridrato, comunemente detto Fluoxetina, secondo una recente ricerca inglese, avrebbe una efficacia curativa quasi nulla. E’ quanto si sostiene in una ricerca dell'equipe del professor Irving Kirsch dell'Università di Hull, pubblicata sulla rivista on line "Public Library of Science (PLoS) Medicine": la pastiglia usata in tutto il mondo per curare depressione, disturbi ossessivi-compulsivi, bulimia nervosa e attacchi di panico avrebbe nella maggior parte dei casi un mero effetto placebo. Lo studio inglese inoltre mette sotto accusa le multinazionali farmaceutiche, accusate, scrive l’Independent, di aver manipolato i dati clinici. La popolarità degli antidepressivi, introdotti negli Usa alla fine degli anni ottanta e in Europa nel 1996, è schizzata alle stelle, scrive sempre il quotidiano inglese, dopo le campagne in cui le industrie farmaceutiche assicuravano che si trattava di prodotti sicuri e con minori effetti collaterali rispetto ai vecchi antidepressivi triciclici.


Al contrario, recentemente è stata data notizia secondo cui il Prozac, stando ad una ricerca sui topi, "ringiovanisce" il cervello. Sarebbe questo l'effetto dei farmaci antidepressivi secondo la ricerca italiana pubblicata sulla rivista Science della Scuola Normale di Pisa, diretta da Lamberto Maffei. Lo studio, di cui ne ha dato notizia Repubblica, ha rivelato che i farmaci utilizzati per curare le malattie depressive riuscirebbero ad aumentare la plasticità cerebrale, migliorando la capacità di rimodellarsi, che si perde almeno in parte nell'età adulta.


Due studi pubblicati su riviste scientifiche di tutto rispetto che portano però a due conclusioni differenti: in uno si parla di farmaco inefficace, nell’altro il prozac viene addirittura “santificato” riconoscendogli proprietà che vanno al di la delle comuni capacità terapeutiche. Riportiamo le dichiarazioni del dottor Salvatore Di Salvo, psichiatra e presidente dell'Associazione per la ricerca contro la depressione, secondo cui l'effetto farmacologico del Prozac è innegabile: "Io lavoro con pazienti affetti da patologie gravi , dice il prof Di Salvo, ogni giorno e credo che i farmaci antidepressivi debbano essere somministrati limitatamente ai casi che rispondono ai criteri diagnostici del DSM quarto, ovvero il manuale diagnostico di riferimento degli psichiatri americani. Al di là di questi casi un antidepressivo come il Prozac è fuori luogo, bisogna tentare strade alternative. Ma non possiamo negare la loro efficacia".

 

 






 
 
 
 

  



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