Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 29/05/2008

 

Primo bilancio della Pillola abortiva Ru486 in Emilia Romagna


Nel 2007 563 contro le 464 dell'anno precedente hanno interrotto la gravidanza ricorrendo alla pillola abortiva Ru486.
Al primo posto per impiego del farmaco c'è la città di Ferrara (120 casi); la crescita maggiore si registra invece a Reggio Emilia, con 96 casi contro i 40 del 2006. E ancora: 115 a Piacenza, 102 a Modena, 80 a Parma, 28 a Bologna (l'anno prima erano stati 50) e 22 a Ravenna. A Forlì, Cesena e Rimini si è praticato soltanto l'aborto chirurgico. Stando alla stima pubblicata dal quotidiano, nel 2007 sono state 1.070 le donne italiane che hanno assunto la pillola abortiva, di cui il 52% nella sola Emilia-Romagna.

 

Il mifepristone è uno steroide sintetico utilizzato come farmaco abortivo per l'aborto chimico nei primi due mesi della gravidanza. Prodotto sotto forma di pillola abortiva viene commercializzato in Francia con il nome Mifégyne e negli Stati Uniti, dove viene prodotto dalla Danco Laboratories, come Mifeprex. Durante le prime sperimentazioni fu usata la sigla RU-38486, poi abbreviata in RU-486, dall'azienda produttrice, la Roussel Uclaf, da qui il suo secondo nome.


Dunque si può abortire con pastiglie (Mifepristone + Mifepristol) fino alle 9 settimane di gestazione. Il primo giorno si somministra la Mifepristona per via orale e 48 ore dopo si applica il Misoprostol per via vaginale o buccale. Questa modalità d’aborto si può realizzare in alcuni casi nella casa della donna sotto controllo medico, anche se è preferibile che si faccia in clinica.


L’aborto farmacologico presenta i seguenti vantaggi: è meno invasivo (non c’è bisogna di introdurre nessuno strumento nella cavità uterina), è meno traumatico tanto fisicamente quanto psicologicamente, e da una maggiore autonomia e indipendenza alla donna, poiché c’è lei stessa chi se provoca l’aborto mediante l’ingestione o la collocazione delle diverse pastiglie.


L’unico inconveniente che possiamo attribuire a questo metodo è che ha un margine d’errore del 1-2%, che si risolva facendo un’aspirazione; di conseguenza, a volte può essere un po’ più lento dell’aborto chirurgico, a causa delle emorragie e del numero de visite.

 

 






 
 
 
 

  



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