Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 02/05/2008

 

Occhi “in fuori” per colpa della tiroide? La soluzione è chirurgica


Ne soffre un italiano ogni 10, con un’incidenza più elevata tra le quarantenni. Disturbi e malattie alla tiroide interessano circa 6 milioni di persone nel nostro Paese: numeri importanti, che hanno spinto a promuovere, dal 12 al 16 maggio, la Settimana nazionale della tiroide per sensibilizzare diagnosi precoci e cure mirate. L'orbitopatia tiroidea può verificarsi come conseguenza del malfunzionamento della tiroide e della malattia infiammatoria che la determina. Un disturbo piuttosto diffuso, anche se poco conosciuto, che provoca il progressivo spostamento in fuori del bulbo oculare e una eccessiva apertura delle palpebre. «L’ipertiroidismo o morbo di Graves -dice il chirurgo oculoplastico Francesco Bernardini, docente a contratto all’Università di Genova e membro della Società oftalmologica italiana- può determinare un aumento del volume orbitario (ossia dello spazio dietro l’occhio) con conseguente esoftalmo (occhio sporgente) e retrazione palpebrale (eccessiva apertura delle palpebre). Tenuto conto che la malattia colpisce soprattutto giovani donne, risulta evidente che l’impatto estetico di questa condizione sia molto rilevante, senza considerare che nei casi più gravi può compromettere la funzione visiva».


L’intervento

Il problema della funzionalità tiroidea deve essere valutato e gestito dall’endocrinologo, ma per far ritornare gli occhi nella posizione originaria può essere necessario un intervento chirurgico di decompressione orbitaria. Lo specialista indicato per eseguire questo tipo di interventi è l’oculista, in particolare se “iper-specialista” in chirurgia oculoplastica e orbitaria, una branca dell’oculistica che riguarda esclusivamente la patologia delle palpebra e dell’orbita. «Passando dalla palpebra inferiore e senza lasciare cicatrici visibili, è possibile aumentare lo spazio dell’orbita rimuovendo le pareti ossee più sottili. –afferma lo specialista genovese-L’occhio sporgente può essere completamente curato da questo intervento e la chirurgia palpebrale, da eseguirsi in un tempo successivo, può riportare gli occhi e l’aspetto complessivo del paziente allo stato pre-malattia. Il paziente è di solito operato in day hospital con minimi rischi, grazie a un approccio mini-invasivo».


I dati

L’orbitopatia tiroidea è piuttosto diffusa, anche se sono ignote le cause. In Italia non esistono dati, ma la situazione è analoga a quella degli Stati Uniti, dove risulta colpita una donna ogni 6 mila, in età compresa tra i 35 e i 60 anni. Secondo uno studio condotto dal Dipartimento di Oftalmologia della Mayo Clinic di Roschester nel Minnesota nel 1995 e pubblicato sull'American Journal of Ophthalmology, ci sono 16 nuovi casi ogni 100mila abitanti all'anno per quanto riguarda le donne, mentre la percentuale si abbassa a tre nuovi casi ogni 100mila abitanti l'anno per i maschi con un rischio 85% maggiore per le femmine. Nelle donne il picco d'età di incidenza è tra i 40 e i 44 anni e tra i 60-64 anni, mentre per gli uomini dai 45 ai 49 e dai 65 ai 69.

Francesco Bernardini - Profilo Professionale Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università di Genova nel 1992, nel 1998 Francesco Bernardini ha conseguito il Diploma di specializzazione in Oftalmologia all’Università di Genova con lode. Conseguita l’abilitazione professionale per gli Stati Uniti (1996), ha ottenuto una fellowship clinica di 2 anni in Chirurgia oculoplastica, ricostruttiva e orbitaria all’Università di Cincinnati in Ohio, Stati Uniti. È socio della Società oftalmologica italiana (Soi), Società italiana di chirurgia oftalmoplastica (Sicop), American Academy of Ophtalmology (Aao), European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs) e American Society Oculoplastic reconstructive surgery (Asoprs). Attualmente è libero professionista, ma svolge attività di consulente in diversi ospedali di Genova e Torino, mentre svolge attività didattica come professore a contratto per la chirurgia dell’orbita e delle palpebre all’ Università di Genova. Ha partecipato come relatore a un’ottantina di corsi e congressi internazionali in Italia e in tutto il mondo, ha organizzato 3 congressi internazionali in Italia e ha all’attivo una ventina di pubblicazione su riviste internazionali. È reviewer (revisore) per riviste specialistiche come l’America Journal of Ophthalmology. Dal 2000 è volontario di Orbis, organizzazione americana per diminuire la cecità nei paesi del Terzo Mondo: è stato in Myanmar, India, Uzbekistan, Cina, Etiopia e Vietnam. I suoi studi privati si trovano a Genova e a Torino.
 

 






 
 
 
 

  



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