Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 14/04/2008

 

Due medici italiani in Vietnam per ridare la vista ai bambini


Hanno trascorso una settimana a Da-Nang, cittadina che sorge sulla riva occidentale del fiume Hán, nel centro del Vietnam, operando bambini ed adulti con problemi alla vista e insegnando a medici e infermieri locali come curare le malattie oculari più diffuse. È l’esperienza di due medici genovesi, Francesco Bernardini, oculista, specialista in chirurgia oculoplastica, ricostruttiva ed orbitaria e Giovanni Giordano, oculista, specialista in malattie della retina, gli unici due italiani che hanno partecipato ad aprile all’ultimo progetto promosso da Orbis, associazione statunitense non governativa che promuove il “right to sight”, ossia il diritto a vedere, nei Paesi in via di sviluppo.


I due italiani, insieme con un terzo collega statunitense, Kwom Young, proveniente dall’University of Iowa, oculista specializzato nella cura di cataratta e glaucomi, per sette giorni hanno curato i pazienti vietnamiti, insegnando contestualmente al personale medico locale. Il tutto a bordo del DC-10 di Orbis, un aeroplano che è una sorta di ospedale-scuola volante: il velivolo è infatti dotato di sala operatoria, telecamere per riprendere gli interventi e monitor per trasmetterli in diretta ai colleghi del posto. «Nel mondo ancora oggi troppi bambini e adulti perdono la vista perchè non hanno accesso alle cure sanitarie - dice Francesco Bernardini -. Lo scopo di Orbis non è solo portare i medici occidentali nei paesi più poveri per curare le persone affette da problemi alla vista, ma è soprattutto insegnare ai professionisti locali le tecniche per curare le malattie più diffuse e, se necessario, donare i macchinari necessari per farlo. In questo modo è possibile risolvere definitivamente i problemi».


Come in molti paesi in via di sviluppo, anche in Vietnam esiste un numero elevato di pazienti con problemi che potrebbero compromettere la vista se non trattati adeguatamente, che potrebbero guarire ricevendo le adeguate cure mediche. Si stima che in tutto il Paese siano mezzo milione le persone con problemi alla vista: la maggioranza di questi risiede nelle aree rurali, dove è più difficile ricevere cure adeguate ripetto ai grandi centri urbani. Nelle campagne non ci sono oftalmologi ma infermieri con nozioni di base nella cura degli occhi e pochi strumenti per prevenire e curare la cecità. Lo scopo di Orbis e dei medici volontari è di estendere le cure anche in periferia. «Sono particolarmente soddisfatto di questa missione –dice Bernardini, che dal 2000 a oggi ha già volato sette volte con l’ospedale-scuola di Orbis, recandosi in Myanmar, India, Uzbekistan, Cina ed Etiopia -. Ho trovato un medico molto in gamba, la dottoressa Hai, a cui ho insegnato l’intervento chirurgico per curare l’”abbassamento” della palpebra -conosciuta in gergo tecnico come ptosi palpebrale- una patologia piuttosto diffusa tra i bambini ed anche gli adulti. Ho eseguito dieci interventi in sei giorni, alcuni a bordo dell’aeroplano di Orbis altri nell’ospedale di Kananga. Dopo aver imparato la tecnica, la dottoressa vietnamita ha operato sotto la mia supervisione: questo significa che adesso sa come trattare questa patologia e potrà insegnarla ad altri».

L’abbassamento della palpebra

La ptosi congenita è un problema che si verifica per cause non ancora chiare e che provoca la “caduta” di una palpebra, con l’effetto di ottenere un occhio più chiuso dell’altro. Il disturbo non è solo estetico, ma anche funzionale in quanto limita la vista e “atrofizza” il muscolo della palpebra superiore. Si corregge intervenendo in anestesia locale sul muscolo elevatore della palpebra superiore che spesso risulta indebolito o disinserito. Nei casi più gravi bisogna intervenire prelevando del tessuto dalla gamba del paziente, la fascia lata, che serve per collegare la palpebra al sopracciglio, in modo da far riprendere il muscolo a funzionare evitando che si atrofizzi.

Il progetto Orbis

Secondo i dati della World Health Organization, al mondo ci sono 37 milioni di persone non vedenti, di cui 1.4 milioni di bambini minori di 15 anni. Il 75 per cento dei casi di cecità sono curabili e/o prevenibili, mentre il 90 per cento delle persone senza vista vive nei paesi in via di sviluppo. La WHO stima che, senza interventi mirati, il numero dei ciechi raggiungerà nel 2020 quota 75 milioni. Orbis International è stato creato per abbattere queste statistiche: il suo aeroplano, ribattezzato Flying Eye Hospital, ha preso il volo per la prima volta nel 1982. All’interno del velivolo è stato allestito un ospedale equipaggiato, che offre la possibilità di formare nuovi medici, e che permette, oggi, di portare le tecnologie e competenze necessarie per salvare la vista nei paesi in via di sviluppo attorno al mondo.
Dal 1982, Orbis ha promosso più di 900 programmi salva-vista in 86 paesi, insegnando a oltre 195mila oftalmologi, infermieri, ingegneri biomedici e altri operatori sanitari. Almeno sei milioni di persone sono state curate direttamente dai volontari di Orbis, mentre un numero non quantificabile ha ricevuto, come risultato dei loro insegnamenti, la possibilità di tornare a vedere. La squadra di volontari si avvale di circa 500 tra dottori, infermieri e altri operatori provenienti da tutto il mondo, che mettono a disposizione una settimana all’anno per curare gli occhi delle persone meno fortunate. L’Italia è rappresentata dai medici genovesi Francesco Bernardini e Giovanni Giordano. La gran parte degli sforzi di Orbis si concentra sulla cecità evitabile tra i bambini, ma anche alla cura di malattie come catarrata, cecità corneale, retinopatia diabetica, glaucoma, tumori orbitali e trauma, retino blastoma, retinopatia prematura e strabismo. Per maggiori informazioni, visitare il sito www.orbis.org.

Francesco Bernardini - Profilo Professionale Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università di Genova nel 1992, nel 1998 Francesco Bernardini consegue il Diploma di specializzazione in Oftalmologia all’Università di Genova con lode. Nel frattempo ottiene l’abilitazione professionale per gli Stati Uniti (1996) che gli permette di ottenere una fellowship clinica di 2 anni in Chirurgia oculoplastica, ricostruttiva e orbitaria all’Università di Cincinnati in Ohio, Stati Uniti.
È socio della Società oftalmologica italiana (Soi), Società italiana di chirurgia oftalmoplastica (Sicop), American Academy of Ophtalmology (Aao), European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs) e American Society Oculoplastic reconstructive surgery (Asoprs). Attualmente è libero professionista, ma svolge consulenze anche in diversi ospedali di Genova e Torino, mentre svolge attività didattica come professore a contratto per la chirurgia dell’orbita e delle palpebre all’ Università di Genova. Ha partecipato come relatore a un’ottantina di corsi e congressi internazionali in Italia e in tutto il mondo, ha organizzato 3 congressi internazionali in Italia e ha all’attivo una ventina di pubblicazione su riviste internazionali. È reviewer (revisore) per riviste specialistiche come l’America Journal of Ophthalmology. I suoi studi privati si trovano a Genova e a Torino.

 

 






 
 
 
 

  



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