Hanno trascorso una
settimana a Da-Nang, cittadina che sorge sulla riva occidentale
del fiume Hán, nel centro del Vietnam, operando bambini ed adulti con
problemi alla vista e insegnando a medici e infermieri locali come
curare le malattie oculari più diffuse. È l’esperienza di due medici
genovesi, Francesco Bernardini, oculista, specialista in
chirurgia oculoplastica, ricostruttiva ed orbitaria e Giovanni
Giordano, oculista, specialista in malattie della retina, gli unici
due italiani che hanno partecipato ad aprile all’ultimo progetto
promosso da Orbis, associazione statunitense non governativa che
promuove il “right to sight”, ossia il diritto a vedere, nei Paesi in
via di sviluppo.
I due italiani, insieme con un terzo collega statunitense, Kwom Young,
proveniente dall’University of Iowa, oculista specializzato nella cura
di cataratta e glaucomi, per sette giorni hanno curato i pazienti
vietnamiti, insegnando contestualmente al personale medico locale. Il
tutto a bordo del DC-10 di Orbis, un aeroplano che è una sorta di
ospedale-scuola volante: il velivolo è infatti dotato di sala
operatoria, telecamere per riprendere gli interventi e monitor per
trasmetterli in diretta ai colleghi del posto. «Nel mondo ancora oggi
troppi bambini e adulti perdono la vista perchè non hanno accesso alle
cure sanitarie - dice Francesco Bernardini -. Lo scopo di Orbis
non è solo portare i medici occidentali nei paesi più poveri per curare
le persone affette da problemi alla vista, ma è soprattutto insegnare ai
professionisti locali le tecniche per curare le malattie più diffuse e,
se necessario, donare i macchinari necessari per farlo. In questo modo è
possibile risolvere definitivamente i problemi».
Come in molti paesi in via di sviluppo, anche in Vietnam esiste un
numero elevato di pazienti con problemi che potrebbero compromettere la
vista se non trattati adeguatamente, che potrebbero guarire ricevendo le
adeguate cure mediche. Si stima che in tutto il Paese siano mezzo
milione le persone con problemi alla vista: la maggioranza di questi
risiede nelle aree rurali, dove è più difficile ricevere cure adeguate
ripetto ai grandi centri urbani. Nelle campagne non ci sono oftalmologi
ma infermieri con nozioni di base nella cura degli occhi e pochi
strumenti per prevenire e curare la cecità. Lo scopo di Orbis e dei
medici volontari è di estendere le cure anche in periferia. «Sono
particolarmente soddisfatto di questa missione –dice Bernardini, che
dal 2000 a oggi ha già volato sette volte con l’ospedale-scuola di Orbis,
recandosi in Myanmar, India, Uzbekistan, Cina ed Etiopia -. Ho
trovato un medico molto in gamba, la dottoressa Hai, a cui ho insegnato
l’intervento chirurgico per curare l’”abbassamento” della palpebra
-conosciuta in gergo tecnico come ptosi palpebrale- una patologia
piuttosto diffusa tra i bambini ed anche gli adulti. Ho eseguito dieci
interventi in sei giorni, alcuni a bordo dell’aeroplano di Orbis altri
nell’ospedale di Kananga. Dopo aver imparato la tecnica, la dottoressa
vietnamita ha operato sotto la mia supervisione: questo significa che
adesso sa come trattare questa patologia e potrà insegnarla ad altri».
L’abbassamento della palpebra
La ptosi congenita è un
problema che si verifica per cause non ancora chiare e che provoca la
“caduta” di una palpebra, con l’effetto di ottenere un occhio più chiuso
dell’altro. Il disturbo non è solo estetico, ma anche funzionale in
quanto limita la vista e “atrofizza” il muscolo della palpebra
superiore. Si corregge intervenendo in anestesia locale sul muscolo
elevatore della palpebra superiore che spesso risulta indebolito o
disinserito. Nei casi più gravi bisogna intervenire prelevando del
tessuto dalla gamba del paziente, la fascia lata, che serve per
collegare la palpebra al sopracciglio, in modo da far riprendere il
muscolo a funzionare evitando che si atrofizzi.
Il progetto Orbis
Secondo i dati della
World Health Organization, al mondo ci sono 37 milioni di persone non
vedenti, di cui 1.4 milioni di bambini minori di 15 anni. Il 75 per
cento dei casi di cecità sono curabili e/o prevenibili, mentre il 90 per
cento delle persone senza vista vive nei paesi in via di sviluppo. La
WHO stima che, senza interventi mirati, il numero dei ciechi raggiungerà
nel 2020 quota 75 milioni. Orbis International è stato creato per
abbattere queste statistiche: il suo aeroplano, ribattezzato Flying Eye
Hospital, ha preso il volo per la prima volta nel 1982. All’interno del
velivolo è stato allestito un ospedale equipaggiato, che offre la
possibilità di formare nuovi medici, e che permette, oggi, di portare le
tecnologie e competenze necessarie per salvare la vista nei paesi in via
di sviluppo attorno al mondo.
Dal 1982, Orbis ha promosso più di 900 programmi salva-vista in 86
paesi, insegnando a oltre 195mila oftalmologi, infermieri, ingegneri
biomedici e altri operatori sanitari. Almeno sei milioni di persone sono
state curate direttamente dai volontari di Orbis, mentre un numero non
quantificabile ha ricevuto, come risultato dei loro insegnamenti, la
possibilità di tornare a vedere. La squadra di volontari si avvale di
circa 500 tra dottori, infermieri e altri operatori provenienti da tutto
il mondo, che mettono a disposizione una settimana all’anno per curare
gli occhi delle persone meno fortunate. L’Italia è rappresentata dai
medici genovesi Francesco Bernardini e Giovanni Giordano. La gran parte
degli sforzi di Orbis si concentra sulla cecità evitabile tra i bambini,
ma anche alla cura di malattie come catarrata, cecità corneale,
retinopatia diabetica, glaucoma, tumori orbitali e trauma, retino
blastoma, retinopatia prematura e strabismo. Per maggiori informazioni,
visitare il sito www.orbis.org.
Francesco Bernardini -
Profilo Professionale Laureato con lode in Medicina e Chirurgia
all’Università di Genova nel 1992, nel 1998 Francesco Bernardini
consegue il Diploma di specializzazione in Oftalmologia all’Università
di Genova con lode. Nel frattempo ottiene l’abilitazione professionale
per gli Stati Uniti (1996) che gli permette di ottenere una fellowship
clinica di 2 anni in Chirurgia oculoplastica, ricostruttiva e orbitaria
all’Università di Cincinnati in Ohio, Stati Uniti.
È socio della Società oftalmologica italiana (Soi), Società italiana di
chirurgia oftalmoplastica (Sicop), American Academy of Ophtalmology (Aao),
European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs) e American
Society Oculoplastic reconstructive surgery (Asoprs). Attualmente è
libero professionista, ma svolge consulenze anche in diversi ospedali di
Genova e Torino, mentre svolge attività didattica come professore a
contratto per la chirurgia dell’orbita e delle palpebre all’ Università
di Genova. Ha partecipato come relatore a un’ottantina di corsi e
congressi internazionali in Italia e in tutto il mondo, ha organizzato 3
congressi internazionali in Italia e ha all’attivo una ventina di
pubblicazione su riviste internazionali. È reviewer (revisore) per
riviste specialistiche come l’America Journal of Ophthalmology. I suoi
studi privati si trovano a Genova e a Torino.