In
un futuro non troppo lontano si prospetta la diminuzione dei Medici di
Famiglia legata ai pensionamenti e al numero programmato nei Corsi di
Laurea. Precisi calcoli nazionali parlano di 25mila pensionamenti entro
il 2017 e il numero chiuso Universitario porterà alla mancanza di circa
10mila medici tra 10 anni, con 11 milioni di pazienti che resteranno
senza medico.
Per quanto riguarda la provincia di Savona nei prossimi dieci anni,
raggiunti i 65 anni di età, potranno andare in pensione 83 medici di
medicina generale. La Scuola di Formazione Universitaria però non ne
“sforna” abbastanza per ricoprire il fabbisogno e questo per due motivi:
il numero chiuso e la differenza di retribuzione tra i medici di
famiglia in formazione e chi sceglie invece una specializzazione. I
medici di famiglia in formazione guadagnano infatti la metà dei loro
colleghi specializzandi in altri settori della medicina (circa 900 euro
contro i 1800 del contratto di formazione dei medici specializzandi) e
sono anche penalizzati per quanto riguarda i contributi previdenziali,
praticamente impercettibili. Una discriminazione che rende meno
attraente la professione per i giovani laureati e mina alla base le
prospettive di ricambio generazionale.
Si rendono quindi necessari dei provvedimenti per rimodernare la
Medicina Generale e per intervenire in sede nazionale affinché si
rimetta in discussione il numero chiuso e si realizzi finalmente
l’istituzione della Specializzazione in Medicina di Famiglia. In molte
città italiane gli studenti si sono mobilitati contro la legge 264 che
stabilisce il limite delle iscrizioni universitarie ed è nato a Torino
un movimento chiamato Progetto Prometeo che sostiene il diritto allo
studio e alla conoscenza, sostenuto da personalità delle scienza e della
cultura di tutta Italia.
La FIMMG a livello nazionale ha proposto una ri-fondazione della
Medicina Generale per superare anche questi motivi di crisi e per
rinnovare il lavoro del Medico di Famiglia, figura sempre più centrale
in una nazione dove aumenta il numero degli anziani e della cronicità.
«Una delle proposte sarà la creazione delle Unità di Medicina
Generale all’interno delle quali collaboreranno i Medici di Famiglia,
quelli della Continuità Assistenziale e della Medicina dei Servizi e i
Medici dell’Emergenza – spiega il vicesegretario della Fimmg
savonese, Gianmario Massazza -. Insieme, per lavorare in una
rete sociosanitaria integrata, per offrire al cittadino una rete di cure
continua nelle 24 ore, per creare livelli uniformi su tutto il
territorio, per orientare il cittadino con appropriatezza e per
sostenere economicamente i servizi sociosanitari. Per dare vita ad una
simile organizzazione abbiamo bisogno di giovani medici.
La FIMMG Savonese ha deciso di intervenire direttamente sugli studenti
che seguono il corso di Medicina Generale per orientarli sul futuro del
loro lavoro ma si farà anche carico di contattare e coinvolgere quelli
della Facoltà di Medicina al fine di stimolarli a scegliere la nostra
specializzazione».
«Sappiamo che molti giovani scelgono la Facoltà di Medicina ispirati
dalla conoscenza e dal rispetto che hanno del loro medico di famiglia.
Spetta a noi – conclude Massazza -, lottare con tutte le forze e
in ogni sede istituzionale per rendere il giusto merito alla nostra
professione e quella dignità che ci spetta sentendoci almeno pari ai
nostri colleghi specialisti».