Continua
la diminuzione delle IVG tra le donne italiane: i dati definitivi
relativi all’anno 2006 evidenziano infatti 90.587 IVG, con una riduzione
del 3,7% rispetto al 2005 e di oltre il 60% rispetto al 1982, anno in
cui più numerose sono state le IVG. Viceversa, le IVG sono incrementate
tra le donne straniere: in totale 40.431 nel 2006 (+4,5% rispetto al
2005), pari al 31,6% del totale (nel 2005 erano il 29,6%).
In merito al fenomeno degli aborti clandestini, nella Relazione di
quest’anno viene presentata una nuova stima aggiornata del 2005 che si
ferma ad un’ipotesi massima di 15 mila aborti effettuati al di fuori
della legge 194, correggendo al ribasso le precedenti stime che
indicavano tale soglia attorno ai 20 mila aborti clandestini. Il dato
riguarda solo le donne italiane, in quanto non si dispone di stime
affidabili degli indici riproduttivi per le donne straniere. Si
conferma, quindi, la contemporanea diminuzione dell’abortività legale e
clandestina tra le donne italiane.
Rispetto all’aborto effettuato dopo i 90 giorni, la situazione è
invariata. La percentuale di IVG dopo tale periodo è stata
complessivamente nel 2006 del 2,9%. Di queste, il 2,2% è relativo alle
IVG tra 13 e 20 settimane e lo 0,7% a quelle dopo 21 settimane.
Infine, sono stati presentati i dati reali relativi all’obiezione di
coscienza, aggiornati dalle Regioni (i precedenti risalivano all’anno
2003, in taluni casi all’anno 1999), che mostrano un forte incremento in
tutta Italia. L’obiezione è infatti aumentata per i ginecologi dal 58,7%
al 69,2%; per gli anestesisti, dal 45,7% al 50,4%; per il personale non
medico, dal 38,6% al 42,6%.
Nel Sud l’aumento è ancora maggiore e in alcune Regioni addirittura i
dati raddoppiano. In Campania l’obiezione per i ginecologi passa dal
44,1% all’ 83%.; per gli anestesisti dal 40,4% al 73,7%; per il
personale non medico, dal 50% al 74%. In Sicilia, per i ginecologi dal
44,1% al 84,2%; per gli anestesisti dal 43,2% al 76,4%; per il personale
non medico, dal 41,1% al 84,3%. Ma anche nel Nord, come ad esempio in
Veneto, l’obiezione è superiore al dato nazionale: per i ginecologi,
79,1%; per gli anestesisti, 49,7%; per il personale non medico, 56,8%.
Nelle conclusioni alla sua relazione il Ministro della Salute Livia
Turco sottolinea che: “la legge 194/78, con la legalizzazione
dell’aborto, ha favorito la sostanziale riduzione della richiesta di IVG,
grazie alla promozione di un maggiore e più efficace ricorso a metodi di
procreazione consapevoli, alternativi all’aborto, secondo gli auspici
della legge” e che “la legge 194/78 ha permesso un cambiamento
sostanziale del fenomeno abortivo nel nostro paese, nonostante la sua
applicazione possa essere ulteriormente migliorata”.