Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 23/04/2008

 

Diminuiscono le Interruzioni di Gravidanza


Continua la diminuzione delle IVG tra le donne italiane: i dati definitivi relativi all’anno 2006 evidenziano infatti 90.587 IVG, con una riduzione del 3,7% rispetto al 2005 e di oltre il 60% rispetto al 1982, anno in cui più numerose sono state le IVG. Viceversa, le IVG sono incrementate tra le donne straniere: in totale 40.431 nel 2006 (+4,5% rispetto al 2005), pari al 31,6% del totale (nel 2005 erano il 29,6%).

In merito al fenomeno degli aborti clandestini, nella Relazione di quest’anno viene presentata una nuova stima aggiornata del 2005 che si ferma ad un’ipotesi massima di 15 mila aborti effettuati al di fuori della legge 194, correggendo al ribasso le precedenti stime che indicavano tale soglia attorno ai 20 mila aborti clandestini. Il dato riguarda solo le donne italiane, in quanto non si dispone di stime affidabili degli indici riproduttivi per le donne straniere. Si conferma, quindi, la contemporanea diminuzione dell’abortività legale e clandestina tra le donne italiane.

Rispetto all’aborto effettuato dopo i 90 giorni, la situazione è invariata. La percentuale di IVG dopo tale periodo è stata complessivamente nel 2006 del 2,9%. Di queste, il 2,2% è relativo alle IVG tra 13 e 20 settimane e lo 0,7% a quelle dopo 21 settimane.

Infine, sono stati presentati i dati reali relativi all’obiezione di coscienza, aggiornati dalle Regioni (i precedenti risalivano all’anno 2003, in taluni casi all’anno 1999), che mostrano un forte incremento in tutta Italia. L’obiezione è infatti aumentata per i ginecologi dal 58,7% al 69,2%; per gli anestesisti, dal 45,7% al 50,4%; per il personale non medico, dal 38,6% al 42,6%.
Nel Sud l’aumento è ancora maggiore e in alcune Regioni addirittura i dati raddoppiano. In Campania l’obiezione per i ginecologi passa dal 44,1% all’ 83%.; per gli anestesisti dal 40,4% al 73,7%; per il personale non medico, dal 50% al 74%. In Sicilia, per i ginecologi dal 44,1% al 84,2%; per gli anestesisti dal 43,2% al 76,4%; per il personale non medico, dal 41,1% al 84,3%. Ma anche nel Nord, come ad esempio in Veneto, l’obiezione è superiore al dato nazionale: per i ginecologi, 79,1%; per gli anestesisti, 49,7%; per il personale non medico, 56,8%.

Nelle conclusioni alla sua relazione il Ministro della Salute Livia Turco sottolinea che: “la legge 194/78, con la legalizzazione dell’aborto, ha favorito la sostanziale riduzione della richiesta di IVG, grazie alla promozione di un maggiore e più efficace ricorso a metodi di procreazione consapevoli, alternativi all’aborto, secondo gli auspici della legge” e che “la legge 194/78 ha permesso un cambiamento sostanziale del fenomeno abortivo nel nostro paese, nonostante la sua applicazione possa essere ulteriormente migliorata”.

 

 






 
 
 
 

  



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